In riferimento alla presa di posizione del gruppo “Liste Civiche Valli del Verbano”, che ha rinunciato all’assemblea di Comunità Montana in programma per oggi, per partecipare all’assemblea dei sindaci di ALFA srl, non si è fatta attendere la risposta dell’ex presidente dell’ente Giorgio Piccolo.
Come si legge nel comunicato reso noto solo alcune ore fa, il gruppo mette in evidenza il peso rappresentato dall’enorme vuoto amministrativo che ha caratterizzato la fase post dimissioni, e il conseguente blocco delle iniziative e dei progetti a favore del territorio.
Blocco che impatta inoltre con le recenti difficoltà apparse nella trattativa per la definizione del futuro assetto dell’ente, determinate secondo il gruppo assembleare da “Veti posti nei confronti di nostri esponenti, in antitesi alla leale apertura verso l’ex maggioranza”.
A seguire, dunque, la risposta del sindaco di Cuveglio nella lettera che riportiamo in forma integrale.
Ad un mese dalle dimissioni del presidente Giorgio Piccolo, in Comunità Montana Valli del Verbano ancora non si vede la presentazione di un programma di governo dell’ente, una proposta inclusiva, il nominativo di un candidato presidente autorevole e la squadra degli assessori. Questa sera, termine ultimo previsto dallo statuto, si sarebbe dovuta tenere l’assemblea comunitaria con la discussione del programma e la nomina della squadra di governo, ma purtroppo questo non è avvenuto.
Il presidente Piccolo, un mese fa, con grande senso di responsabilità, si è dimesso dalla carica per non paralizzare l’ente. Le sue dimissioni, infatti, erano state richieste dalla minoranza quale condizione per permettere l’approvazione del rendiconto dell’anno 2017, provvedimento la cui mancata approvazione avrebbe comportato il blocco delle assunzioni e l’impossibilità a rinnovare i contratti di lavoro a tempo determinato in scadenza, relativi ai dipendenti di Comunità Montana occupati del settore sociale e nel settore dell’igiene pubblica.
Di fronte alla scelta di resistere e paralizzare l’ente, con la grave conseguenza di negare la possibilità di lavoro ad alcuni collaboratori, il presidente ha scelto, senza indugio, la strada delle dimissioni responsabili.
Prima delle dimissioni è stato accusato di non avere una visione strategica dell’azione dell’ente, a volte di eccessivo decisionismo, altre volte di attendismo rinunciatario e altre volte ancora di appiattimento sulle linee politiche di questo o quel politico di turno.
La realtà, purtroppo, è che è passato un mese, e che in questo lasso di tempo, al di là di alcune interessanti azioni e proposte, tese a costituire una maggioranza inclusiva, proposte naufragate sugli scogli dell’intransigenza e dei personalismi, non sono state elaborate linee strategiche, non è stato elaborato un programma che affrontasse le tematiche del lavoro, del turismo, della salvaguardia del territorio, ma si è solo assistito a sterili dibattiti su nomi di eventuali candidati, su veti incrociati, su pesi di sindaci e di forze da coinvolgere nell’eventuale squadra di governo. Nell’attesa inutile di ipotetiche mosse altrui.
Per il bene dell’ente sarebbe opportuno che i sindaci, che sono i veri rappresentanti del territorio, si facessero carico di prendere in mano la situazione, di affrontare con decisione il problema della governabilità della Comunità Montana, senza essere condizionati dal volere e dai veti di referenti territoriali, veri o presunti tali, e da chi vuole stare alla finestra a guardare.
In un momento particolare come quello attuale, non è pensabile che qualcuno possa rimanere a guardare, attendendo “coraggiosamente” il momento più conveniente per entrare in campo.
Sicuramente il territorio merita di più e certamente non è stata scritta una bella pagina della storia dell’ente. Di sicuro serve uno scatto di dignità, un volo alto di ampio respiro per uscire da questa situazione che rischia di impantanarsi ulteriormente. Va data la giusta collocazione ed il giusto valore alla funzione di Comunità Montana.
Abbiamo un preciso dovere politico da assolvere, il nostro territorio reclama, giustamente, un ente efficiente ed operativo, e che abbia una visione strategica per ottenere i risultati prefissati. Non ci si può permettere di aspettare ancora, e non si capisce bene cosa, non si può decidere di “non decidere, non si può far male ancora all’ente.
Un mese fa si diceva che la gente fosse “stufa”, ora, sicuramente, la stessa gente ritiene la situazione insopportabile.
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