Grande cordoglio da parte dei luinesi che hanno voluto omaggiare, con discrezione, Gabriele Galante, spirato martedì sera tra l’affetto dei suoi cari, dopo una breve malattia.
Oltre ai pensieri del sindaco di Luino, Andrea Pellicini, e del vicesindaco Alessandro Casali, anche il presidente SOMS Luino, Alberto Frigerio, il presidente AVAV Luino, Giovanni Moroni, e il luinese Alessandro Franzetti, hanno voluto rendere merito all’imprenditore 76enne che per anni ha scritto pagine importanti della storia imprenditoriale e culturale dell’Alto Varesotto, spingendosi anche a diventare un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale nel settore fondiario.
Oggi, però, a ricordare il signor Galante, è una figura molto nota in Italia: Massimo Cacciari, filosofo, politico, ex deputato ed ex sindaco di Venezia (dal 1993 al 2000 e dal 2005 al 2010, ndr), che aveva con l’imprenditore luinese un rapporto di stima ed amicizia, consolidatosi negli anni del “Centro Culturale Frontiera”.
Ecco le sue parole.
Ricordo Gabriele Galante con grandissimo affetto e stima, ma non è solo di questo che desidero parlare. Lui era un imprenditore che ha operato in un’area difficile e la sua era una figura ben diversa dallo stereotipo imprenditoriale. Gabriele era una figura curiosa, culturalmente impegnatissima, un imprenditore che desiderava che la sua città fosse più ricca anche culturalmente grazie al “Centro Culturale Frontiera”. Per i suoi intenti, si poteva considerare persino un imprenditore “religioso”.
Lo conobbi nove anni fa durante una mia conferenza a Luino con il professor Giovanni Reale. Nacque così un’amicizia. In azienda ospitò successivamente alcune sessioni di una Summer School rivolta ai giovani, per introdurli ad una politica seria e consapevole. Gabriele Galante fu un grande esempio, non solo un imprenditore. Un grande uomo, unico. Il modo tragico in cui è venuto meno non si può dimenticare: questa ditta venne travolta da una serie di casi in una situazione così dolorosa da condurlo a soffrire duramente.
Imprenditori e imprese dì tale eccellenza non dovrebbero esser lasciate sole a fallire per contingenze e momenti dì crisi dovuti addirittura a cause politiche internazionali! Dovrebbe esserci una rete dì solidarietà e garanzie anche pubbliche per salvaguardare il patrimonio che rappresentano. Gabriele amava la sua fabbrica e i suoi collaboratori. Chi fa così l’imprenditore non dovrebbe mai esser costretto a chiudere, perché qualsiasi istituzione sana, politica o finanziaria che sia, sa che potrà sempre risorgere. Il nostro Paese non si merita forse imprenditori come Gabriele.
I funerali si terranno oggi, venerdì 13 luglio, alle ore 17, presso la Chiesa Prepositurale di San Pietro e Paolo a Luino.
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