Una moltitudine di persone ha dato l’ultimo saluto a Veronica Pignata, la trentaduenne morta due settimane fa all’ospedale di Cittiglio, subito dopo il parto cesareo con cui aveva dato alla luce il suo secondogenito.
Ad officiare il rito funebre nella chiesa di San Michele a Malgesso, stracolma di gente, è stato il parroco don Fabrizio Borsani che, con la rotta voce dalla commozione ha affermato che a causa di quello che è successo “un bambino non potrà più chiamare la sua mamma e un altro bambino non imparerà mai a dire la parola mamma”. “La morte di Veronica è incomprensibile, non doveva accadere e non doveva accadere con queste modalità” ha tuonato il parroco, prima di ricordare come “una mamma non muore mai, perché una mamma che muore diventa una stella”.
Enorme l’affetto ricevuto dalla famiglia della giovane, a partire da quello portato dall’intera comunità di Malgesso in cui la famiglia vive. Tutte le attenzioni ora sono per Tommaso, che ha visto sua mamma andare in ospedale per dare alla luce il fratellino e non tornare più, e per il neonato Edoardo, che non conoscerà mai chi lo ha messo al mondo.
“Me l’hanno fatta morire, non me l’hanno salvata”, le parole strazianti della signora Carmela, madre di Veronica, che ora invoca giustizia. Per la famiglia, la causa del decesso della giovane potrebbe essere legata a una emorragia interna non riconosciuta dal personale dell’ospedale. Sono dodici in tutto, tra medici e ostetriche, le persone indagate per omicidio colposo a seguito della morte della 32enne.
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