Somma Lombardo | 11 Giugno 2018

Mercoledì sera lo spettacolo teatrale “Elena di Sparta”, donna ammaliante e immortale nei secoli

Dopo la prima al Teatro di Varese, il Castello Visconti ospiterà la rappresentazione di e con Silvia Priori, per il Festival internazionale di teatro nell’Insubria

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Dopo il grandissimo successo di pubblico e di critica della prima nazionale andata in scena lo scorso 1° giugno al Teatro di Varese, sarà la volta del Castello Visconti di San Vito di Somma Lombardo il luogo per la rappresentazione teatrale di “Elena di Sparta”, di e con Silvia Priori. L’evento, inserito all’interno della 12ª edizione del Terra e Laghi, Festival internazionale di teatro nell’Insubria e nella Macroregione Alpina, andrà in scena mercoledì 13 giugno alle ore 21, con ingresso gratuito.

Lo spettacolo è sulla bellezza, la ricerca della felicità e la resistenza al femminile, tra una miscela di teatro, danza orientale e musiche epiche. “La mia Elena ribalta il mito – spiega la registra e protagonista Silvia Priori – e rivaluta la figura della donna, resistituendole la sua dignità. Un personaggio estremamente attuale che ha sempre fatto parte del vissuto culturale e dell’immaginario popolare. In Elena la ragione di Stato, la volontà altrui la costringe a scelte obbligate, ed anche l’amore con Paride è effimero, passeggero, come un raggio di luce che si conficca nella notte più buia e si perde. Una figura immortale come Ermengarda, la Monaca di Monza, Maria Stuarda, Anna Bolena, Giovanna D’Arco, donne sconfitte dalla loro stessa ambizione di essere vive e pensanti. Ancora tante donne oggi subiscono, soffrono, resistono e cedono ma tante combattono fino alla fine e oltre lasciando tracce indelebili”.

E ancora. “La mia Elena è una donna sola, che ormai vecchia e sfiorita, rivive attraverso un percorso a ritroso i momenti decisivi della sua vita tumultuosa interrogandosi su ciò che è effimero e su ciò che è sostanziale. La mia Elena è una donna come molte ce ne sono oggi, che sogna la felicità e l’amore puro ma conosce molto bene il sapore della rinuncia, costretta dal padre Tindaro, desideroso di garantire prosperità al suo regno, a scegliere come sposo l’odioso Menelao che la costringerà nelle mura del suo palazzo ritenendola incapace di generare un figlio maschio. La mia Elena è una mamma che piange la sua bambina, la piccola Ermione, che essendo nata femmina e quindi inutile al trono, le viene strappata via da Menelao per farla allattare da una schiava. Il suo bel palazzo si trasforma così in una prigione, un luogo oscuro, silenzioso, senza occhi e senza orecchie. Per anni prigioniera di Menelao e poi prigioniera di un’infinita guerra a cui assiste con l’anima che brucia. La mia Elena smantella l’archetipo che la mitologia ci ha tramandato e che la immortala come la bella, la dea, la prostituta, la cagna! La mia Elena è l’Elena di Sparta che lotta contro gli dèi per averle riservato quel destino ingrato. Gli dèi le diedero in dono la bellezza, ma sebbene non l’abbia mai considerata un valore: ne fu vittima. La mia Elena trascorre la sua vita a costruire cavalli di Troia contro l’ingiustizia, il potere, l’abbandono, il disamore e la solitudine.”

Lo spettacolo è realizzato da Teatro Blu, con musiche di Marcello Franzoso e la collaborazione alla regia di Roberto Gerbolès.

“Perché chissà, là dove qualcuno resiste senza speranza è forse là che inizia la storia umana e la bellezza dell’uomo” (Ritsos).

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