Luino | 12 Maggio 2018

Luino, “Il Palazzetto dello Sport necessario, servono strutture. Non replicare errori del passato”

Ad intervenire sono i dirigenti della Pallacanestro Verbano Luino: "Realizzare una struttura intelligente, con costi sostenibili. Non solo basket e volley"

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Dopo l’annuncio del sindaco Andrea Pellicini, con il progetto per il Palazzetto dello Sport in dirittura d’arrivo, e le attente riflessioni dell’architetto Diego Intraina, sulle possibili criticità relative ad una costruzione così “imponente” nelle aree centrali e dismesse di Luino, sia dal punto di vista sociale che urbanistico, ad intervenire è la dirigenza della Pallacanestro Verbano e Minibasket Luino, che quotidianamente vive con il problema delle strutture sportive sul territorio.

“Stiamo leggendo con viva partecipazione ed attenzione gli ultimi sviluppi in merito al nuovo palazzetto dello sport, di cui come è ovvio non possiamo che auspicare la realizzazione”, esordiscono i dirigenti della Pallacanestro Verbano Luino. “Ringraziamo l’architetto Intraina per le interessanti riflessioni, di cui commenteremo solo le questioni puramente sportive, non avendo noi competenze urbanistiche e di governo del territorio”.

“Facciamo una premessa: chi siamo. Siamo una associazione sportiva dilettantistica che si occupa di pallacanestro – raccontano – e, negli ultimi tre anni, abbiamo avuto una crescita esponenziale, passando da 70 a più di 250 tesserati. E le attese sono di veder crescere ulteriormente questi numeri man mano che i bimbi passeranno dal Minibasket al settore giovanile. Non é irrealistico pensare di poter avere da qui a pochi anni più di 300 tesserati minorenni, più gli atleti senior”.

Rivendichiamo fortemente il nostro ruolo sociale, contribuendo all’educazione (non solo sportiva) di così tanti bimbi/e, ragazzi/e (che da qui in poi chiameremo per semplicità atleti) che stanno in palestra tante ore ogni settimana con noi ed i nostri tecnici, invece di stare a casa davanti ad un pc o alla televisione, o in giro a perdere tempo. Questo vale per noi, come per tutte le associazioni sportive, che si prendono in carico un’attività di sviluppo motorio che, visto lo stato dell’educazione fisica nelle scuole italiane, é sempre più importante. Oltre alla nostra attività pomeridiana, i nostri tecnici girano le scuole di tutto il circondario proponendo lezioni gratuite per cercare di invogliare i ragazzi allo sport (non solo pallacanestro)”.

“Veniamo al cuore della domanda dell’architetto Intraina – continuano i dirigenti luinesi – . No, non ci sono strutture sufficienti, no non ci sono strutture adeguate. Con le altre associazioni sportive condividiamo le poche palestre di Luino e dintorni, e purtroppo le ore fruibili sono le stesse per tutti: dalle 17 alle 20 (oltre solo per gli atleti più grandi o senior). Ci troviamo quindi annualmente a combattere una ‘guerra dei poveri’ con le altre associazioni per ottenere spazi necessari per permetterci di fare e di fare bene le nostre attività”.

Per essere pratici, noi quest’anno stiamo lavorando su tre palestre: occupiamo per intero il PalaBetulle (30 ore a settimana da lunedì a sabato mattina, più le partite), due giorni a settimana (6 ore) siamo al Liceo, 2,5 giorni a settimana (7 ore) siamo alle Medie. A parte la complessità di gestire una pianificazione su tre palestre, segnaliamo che questo ci costringe a moltiplicare i costi per i palloni e le attrezzature, che devono essere su 3 palestre. Lo stesso discorso vale per il volley come per altre associazioni. Non ci sono spazi (adeguati) per tutti”.

Ma allora serve un Palazzetto dello Sport? “Sí! Luino merita un centro di aggregazione più grande del PalaBetulle – incalzano ancora i dirigenti PVL -. Sabato scorso, in occasione dei playoff della prima squadra, c’erano quasi 300 persone in una struttura che sarebbe omologata per 99 (compresi quelli in campo). É giusto che siamo noi a prenderci questi rischi? Se anche non si parlasse di PalaSport, c’è una urgente necessità di strutture. Da anni cerchiamo di collaborare con il comune per ottimizzare le strutture disponibili, per cercare di rendere più fruibile quello che già esiste”.

Già nel 2015, in campagna elettorale, Pellicini aveva parlato di questo progetto – continuano -, legato ad altri investimenti privati. All’epoca avevamo tarato questo annuncio, “pesandolo” in un contesto elettorale, ma se oggi questa promessa si sta concretizzando, non possiamo che esserne felici e proporci come partner per cercare di svilupparla al meglio”.

“Questo è un tema che ci sta molto a cuore, Intraina giustamente fa riferimento al Centro Sportivo “Le Betulle” e al Centro Sportivo Margorabbia. Cerchiamo di prendere spunto dagli errori del passato: in entrambi i casi, non lo diciamo noi, ma i numeri, sono state realizzate delle opere che, al di là dell’investimento iniziale, costano un patrimonio alla collettività per il loro mantenimento. Qui il nostro messaggio è quello di realizzare una struttura ‘intelligente’, che sia pensata correttamente in modo da avere dei costi di gestione spalmabili su tali e tanti enti ed utenti da essere sostenibili. Deve essere fruibile tutto il giorno, tutti i giorni, non solo il pomeriggio con basket/volley o altro, deve essere pensato per attirare e coinvolgere una clientela eterogenea”.

Ma ci sono alternative? “Intraina – affermano ancora i dirigenti – rispolvera il progetto di trasformare la piscina in un palazzetto e rifare la piscina altrove. Niente di nuovo. Se ne parla da 35 anni, forse di più. Solo questo fatto ci fa pensare che sia poco più di un’idea suggestiva, ma nella pratica irrealizzabile o antieconomica. Non sappiamo quali possano essere altre alternative sul tavolo. Al di là dei ragionamenti urbanistici e di governo del territorio che lasciamo ad altri, sottolineiamo solo che quella in discussione é un’ipotesi concreta e crediamo un’opportunità da non farsi sfuggire. Delle cifre di cui si parla, solo una minima parte, per quanto abbiamo capito, sarà un esborso delle case comunali, il resto sarà a carico di privati, in base ad accordi col comune”.

Lo sport, come la Canottieri ci insegna, può e deve essere uno strumento di crescita e di sviluppo della città – concludono i dirigenti PVL -, che faccia arrivare gente da fuori, e faccia conoscere Luino. Facciamolo quindi questo palazzetto, troviamo la location giusta, ma costruiamolo con perizia, senza perderci in dispetti politici, perchè è fondamentale anche per il futuro dei nostri figli”.

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