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Laveno Mombello | 24 Aprile 2018

Striscia biancastra nel Boesio a Laveno, inquinamento causato dal cantiere AlpTransit

Dopo le tante segnalazioni dei cittadini, indignati soprattutto sui social network, ieri l'intervento. La sostanza non è nociva, deriva dai fanghi di roccia frantumata

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Ha causato grande indignazione e preoccupazione, per la maggiore tra i residenti di Laveno Mombello, la striscia biancastra uscita da un tubo di scolo nei pressi del sottopasso della linea ferroviaria che collega Luino a Gallarate, nei pressi del ponte cicliopedonale fra via XXV Aprile e via Diaz.

La sostanza inquinante è finita nel torrente Boesio, per poi raggiungere il lago, ma anche settimana scorsa la situazione era stata oggetto di un sopralluogo da parte dei carabinieri forestali di Laveno, Ats e Arpa, con quest’ultima che aveva effettuato dei prelievi le cui analisi sono in fase di controllo.

Domenica pomeriggio, però, la Protezione Civile regionale è stata allertata da altre segnalazioni e così proprio i volontari di Laveno Mombello sono intervenuti sul posto: hanno risalito il cantiere ferroviario (che sta effettuando gli scavi della massicciata nella galleria tra Laveno e Sangiano, ndr) constatando quanto avvenuto. All’interno del tunnel vi è una cospicua presenza d’acqua che scende dalle rocce grazie a canali già esistenti e, dopo aver percorso la massicciata ferroviaria, si riversa in alcuni scarichi della ex Ceramica Verbano e da qui verso il Boesio. Qui, infatti, si è scoperto uno spesso strato di sedimentazione dei fanghi depositati nelle canalizzazioni.

Per questa ragione la ditta, allertata dai carabinieri forestali e dall’Arpa, aveva già provveduto a porre in azione due vasche di depurazione delle acque, ma purtroppo l’inquinamento è continuato. Sono stati contattati anche i carabinieri forestali, l’Ats e la Protezione Civile di Laveno Mombello che, dopo aver informato il sindaco Ercole Ielmini, sta monitorando tutta la situazione. Oggi interverrà anche una ditta specializzata per ripulire il Boesio dai sedimenti accumulatisi nel tempo, ma la pulizia completa del torrente non si vedrà prima di qualche giorno.

In attesa delle analisi di Arpa, però, parrebbe non si tratti di sostanze nocive, anche se sono sicuramente inquinanti: dalle prime informazioni, infatti, pare si tratti di fanghi derivanti dalla frantumazione delle rocce.

(Foto © Prealpina)

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