Cremenaga | 10 Aprile 2018

Cremenaga, con figlia e nipote per ripopolare i torrenti. “2500 avannotti in acqua”

Il racconto di Massimo Abrignani, volontario dell'Unione Pescatori Ceresio, impegnato nella distribuzione degli esemplari con due speciali collaboratrici

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Massimo Abrignani, in quanto membro dell’Unione Pescatori del Ceresio, ha iniziato alcuni giorni fa l’importante lavoro di immissione degli avannotti nelle acque torrentizie, operazione che ogni anno, proprio di questi tempi, consente alla natura di mantenere il suo corso, definendo le nuove basi per il futuro dell’allevamento e della riproduzione della specie.

Massimo fa parte di una ristretta cerchia di collaboratori volontari, poche persone che ancora hanno a cuore le sorti del settore, e che nonostante molti ostacoli, sacrifici e la piena emergenza segnata dalla mancanza di fondi e finanziamenti, non possono fare a meno di rispondere puntuali all’impegno preso, per il bene dell’ente ma soprattutto della collettività.

Quest’anno le sue escursioni mattutine per raggiungere il torrente che da Cremenaga sfocia nel Tresa, hanno preso il via con una piacevole novità, dettata forse dallo spirito di iniziativa che cresce a contatto con l’ambiente, dove un gesto tra i più semplici può trasformarsi in un’esperienza preziosa ed educativa.

Pesco da quando ero bambino, una passione coltivata e tramandata in famiglia da mio zio Ugo – racconta Massimo che da anni rinnova costantemente il suo servizio primaverile tra le fila dell’associazione -. Sabato abbiamo iniziato la prima fase di distribuzione degli avannotti, una pratica che è fondamentale per la salute del lago. Quel lago che tutti guardano per il suo fascino ma per il quale quasi nessuno è disposto a spendersi impiegando tempo e risorse. Al contrario si ricorre in genere alle lamentele con troppa facilità, e se si tratta di pesca i pesci sono sempre pochi, a prescindere dalla necessità di prendersi cura della salute del lago, viverci a stretto contatto. Un lavoro che nessuno ha voglia di fare”.

Quella curiosità di guardare le cose più da vicino e di riscoprire la bellezza dei piccoli particolari, Massimo l’ha ritrovata negli occhi di due bambine, Giorgia e Giulia, figlia e nipote, desiderose di accompagnarlo al fiume stringendo tra le mani i sacchetti gonfi di piccole trote da liberare in acqua: complessivamente 2500 esemplari.

Un momento più che valido per avvicinarle alla consapevolezza di quanti dettagli sono presenti in natura e di quanto sia importante prendersi cura degli animali – sottolinea il papà -. Vederle sorridenti, con gli stivali nell’acqua, intente ad esplorare ogni angolo di un luogo diverso dalla solita routine, è qualcosa che trasmette felicità. A volte bastano pochi gesti per sentirsi appagati – conclude Massimo -, come quello di uscire a piedi e attraversare semplicemente la strada per godersi il paesaggio”.

Presso la piscicoltura di Brusimpiano, a partire dalle 8.30 di sabato 14 aprile, avrà inizio la seconda e ultima consegna degli avannotti di trota fario e lacustri. Da immettere nei torrenti provinciali.

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