Luino | 15 Luglio 2019

Lago, fiumi e torrenti si ripopolano: da giugno immessi quasi 400mila avannotti

Grazie all'instancabile lavoro dei pescatori dell'Alto Verbano, nonostante difficoltà e mancanza di risorse, ieri seminati 40mila avannotti di trote marmorate

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Una mattina importante è stata quella di ieri per il fiume Margorabbia, tra la foce del Tresa e la Valcuvia. Grazie all’impegno dei pescatori dell’associazione Alto Verbano sono stati immessi in acqua ben 40mila esemplari di trote marmorate.

Si tratta di una tra le specie più pregiate e a rischio estinzione, secondo le “liste rosse” ufficiali, come quella dello I.U.N.C., International Union for Conservation of Nature, che rispecchiano i dati pubblicati dalle direttive Habitat, disposizione dalla Commissione europea che ha lo scopo di promuovere il mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo.

Migliaia di piccoli pesciolini di dimensioni dai cinque ai 10 centimetri, nati presso l’incubatoio “La Madonnina” di Maccagno con Pino e Veddasca a dicembre, sono stati liberati in acqua anche grazie ai controlli e alle verifiche degli agenti della Polizia Faunistica della Provincia di Varese.

Un ripopolamento fondamentale, svolto dai volontari che, nonostante le mille difficoltà e la mancanza di risorse, mettono a disposizione il loro tempo non solo salvaguardando il Verbano, ma anche affidando avannotti sia ai pescatori della sponda piemontese che a quella del Canton Ticino.

“Nonostante le tante difficoltà di questi mesi, più volte espresse a politici e sulla stampa, facciamo del nostro meglio con la corda tra i denti – raccontano i pescatori dell’Alto Verbano -. Non sappiamo per quanto tempo ma continueremo a dare il nostro contributo”.

Da inizio giugno, infatti, circa 140mila trote di lago sono state immesse nell’alto lago Maggiore, da Porto Valtravaglia fino a Zenna, e seminati circa 200mila avannotti di trote fario mediterranee.

Quello dei pescatori dell’associazione Alto Verbano, insomma, è un lavoro fondamentale per tutto l’ecosistema lacustre e fluviale del territorio ed è ben rappresentato dai dati della Polizia faunistica della Provincia di Varese, che ha attestato come nel triennio 2016/2018 nelle acque subalpine sono stati immessi 1.406.000 avannotti di trote autoctone di specie pregiate (trota marmorata, trota fario mediterranea e trota di lago). In totale, invece, sempre nello stesso triennio e sempre per le stesse specie, sono state oltre 2,6 milioni le uova fecondate, anche se il tasso di mortalità continua a crescere (18% il tasso di media negli ultimi tre anni), a causa del riscaldamento globale.

“Proprio per questa ragione continuiamo a rivolgerci agli enti, Comuni e Regione, affinché ci dotino di un impianto di raffreddamento dell’acqua, del costo di circa 12mila euro, che possa permetterci di lavorare tranquillamente sebbene le temperature delle acque dell’incubatoio continuino ad aumentare. In caso contrario non riusciremo più ad immettere trote nel lago, il rischio è altissimo”, concludono i pescatori luinesi.

Se questi esemplari venissero persi, infatti, per tutta la biodiversità del lago Maggiore sarebbe un gravissimo danno. Oltre alla salvaguardia dell’ecosistema, però, se si pensa che in Trentino Alto Adige vengono organizzati viaggi per pescare la trota marmorata, una volta regina di tutto il Ticino, sono palesi le enormi potenzialità turistiche di questo settore.

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