Oltre all’attività quotidiana svolta sul territorio, la Croce Rossa di Luino è sempre vicina alle persone disagiate e agli anziani, grazie all’impegno e alla volontà dei tanti volontari ed operatori presenti sul nostro territorio.
Non da ultima, anche l’esperienza di diversi giovani volontari presso la Casa-Famiglia per anziani “Villa Sandra” di Cittiglio, dove, negli scorsi giorni, i “nonnini” ospiti sono stati allietati dalla compagnia e dall’allegria di questi ragazzi.
È stata una bella esperienza quella vissuta dai nostri giovani volontari, momenti di spensieratezza e compagnia sono stati donati agli ospiti della struttura – spiega il presidente Pierfrancesco Buchi -. Era da tempo che ci eravamo prefissati di porre maggiore attenzione a questi contesti, non con un approccio di assistenza sanitaria, ma puntando a donare serenità e condividere momenti di crescita per i nostri volontari e gioia per i nostri nonni”.
“Nel nostro territorio sono tante le strutture che accolgono gli anziani nel periodo peggiore della propria vita, quello della solitudine e della malattia – continua Buchi -. Ci sono molte persone, che lavorano nelle case di riposo e di cura sul territorio che fanno un lavoro straordinario. Professionalità, ma anche tanta sensibilità. Dobbiamo essere grati a questi operatori e abbiamo voluto essere infatti di supporto in questi contesti portando un po’ di Croce Rossa: quella del sorriso e non solo della sofferenza. È stato bello vedere i nostri giovani volontari giocare a tombola, scherzare e ascoltare le storie che venivano raccontate dai nonni”.
Insomma, un bel servizio di volontariato rivolto agli anziani: fondamentale è, infatti, la sinergia tra enti, strutture sanitarie ed associazioni, affinché queste persone possano trarre giovamento da giornate come questa, trascorsa insieme all’allegria dei giovani.
“L’esperienza di ‘Villa Sandra’ è stata una prova superata – conclude il presidente della CRI Luino -. Ora vogliamo continuare in questo contesto mensilmente, ma anche proporre la stessa formula di condivisione ad altre strutture”, le stesse che negli scorsi mesi sono state al centro dell’attenzione mediatica a causa della chiusura della RSA di Agra. Una ferita ancora aperta per l’Alto Varesotto.
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