Diverse sono state le segnalazioni dei cittadini che, pervenute nello scorso fine settimana, denunciavano alcuni episodi di vandalismo a danno della pista ciclabile di Lavena Ponte Tresa. Dalle foto successivamente realizzate, infatti, risultano esserci numerosi danneggiamenti sul percorso che, partendo dal comune lacustre permette di raggiungere Marchirolo, innestandosi su quello che era il tracciato della vecchia linea ferroviaria di inizio 900.
“L’atto di teppismo, perché non può che essersi trattato di questo, partiva già dalla galleria, dove per terra c’erano dei vetri che, presumibilmente, appartenevano alle prime lampadine – spiega uno degli utenti che nel corso di questo fine settimana si è trovato davanti al triste scenario -. Proseguendo la camminata ho visto, poi, tutte le transenne in legno danneggiate e abbandonate lungo il percorso: un vero e proprio atto di vandalismo che, oltre ad essere incivile, in questo caso, risulta anche molto pericoloso. Le assi delle transenne, infatti, che sono state spostate ai margini della ciclabile solo in un secondo momento, inizialmente erano proprio in mezzo al percorso. Un percorso frequentato da molti ciclisti, che avrebbero potuto seriamente farsi male trovandosi davanti degli ostacoli inaspettati, o da persone a passeggio con propri cani, che avrebbero potuto ferirsi con i vetri delle lampadine”.
“Ma non è finita qui – prosegue -. Arrivando alla piazzola che ospita la fontanella, si poteva vedere che diversi danni erano stati fatti anche ai cestini, il cui contenuto è stato riversato sul prato circostante, al porta biciclette, che è stato piegato, e al tavolo, di cui è stato finito di spaccare quel poco che restava. Un comportamento vergognoso ma soprattutto pericoloso ed irrispettoso dell’utenza che quotidianamente frequenta la ciclabile”.
Un increscioso episodio, dunque, che non risulta isolato. Già in passato, infatti, la pista ciclabile di Lavena Ponte Tresa era stata oggetto di atti di vandalismo, che, allora come oggi si trasformano in un costo che ricade sull’intera collettività. Se da una parte l’amministrazione comunale interverrà per sistemare i danni, dall’altra bisogna riflettere sull’educazione e sul senso civico necessario per tutelare i beni di tutti.
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