Il 21 marzo, inizio della primavera, è stato celebrato in modo inconsueto a Varese: la sezione locale della Lipu e l’Ordine degli Architetti hanno organizzato un incontro rivolto ad architetti e progettisti per ripensare il rapporto tra edilizia e fauna selvatica. La data scelta non è stata una coincidenza: l’intento del convegno dal titolo “Architettura, avifauna&co” è stato quello di dare il benvenuto al primo giorno della nuova stagione – associata da sempre al ritorno delle rondini – con un’iniziativa pensata per tutelare queste creature, insieme alle altre specie che vivono e nidificano negli edifici.
Una buona affluenza di architetti, a cui si sono aggiunti alcuni giornalisti, ingegneri, naturalisti e qualche archeologo, anche se il vero successo dell’iniziativa è stato dato dal fatto che alcuni architetti si siano dichiarati disponibili da subito ad aprire un dialogo con la Lipu per attuare le azioni suggerite durante il convegno e a provvedere, per i lavori in atto su alcuni edifici, all’installazione di nidi artificiali per rondoni e accorgimenti sulle vetrate per impedire la collisione degli uccelli.
Entrando nel dettaglio, durante il convegno si è parlato di come intervenire con le ristrutturazioni senza danneggiare i luoghi di nidificazione degli animali selvatici, come rondoni e rondini. Con il suo intervento, il naturalista Milo Manica ha spiegato quali servizi ecosistemici svolgono questi animali, spiegando come l’uomo abbia necessità di loro ad esempio per tenere sotto controllo la presenza degli insetti.
L’architetto Lorenza Castiglioni ha poi presentato quattro casi specifici di ristrutturazioni avvenute sul territorio varesino: due esempi pubblici (il campanile di Gallarate e la Torretta rondonaia di Jerago con Orago) e due casi di privati cittadini, che hanno svolto ristrutturazioni pensando ad inserire nidi per rondoni e a ripristinare i nidi già presenti.
La naturalista Martina Spada ha poi illustrato il piano d’azione della Lombardia a favore dei chirotteri, portando diversi esempi concreti, come quello per difendere la grande colonia di pipistrelli trovata all’interno del castello di Mantova, e spiegando quali accorgimenti è bene mettere in pratica nel momento in cui si osservano colonie di pipistrelli in un edificio: i chirotteri sono infatti creature delicate, che necessitano di ambienti particolari per dimensioni, temperature e luce.
Marco Dinetti, responsabile Ecologia Urbana per la Lipu, ha spiegato quali strategie sostenibili attuare per la gestione dei piccioni in città, per ridurne la presenza in modo netto adottando soluzioni etiche e sostenibili, come i dissuasori a filo, e non a punta, e altri piccoli accorgimenti da applicare in fase di costruzione o restauro.
Infine l’ornitologo Roberto Lardelli ha spigato quali soluzioni e tecniche innovative è possibile utilizzare per evitare le collisioni degli uccelli contro le vetrate, sempre più utilizzate in edilizia e sempre più elemento-killer: un problema che causa la morte di migliaia di esemplari ogni anno, presentando una serie di casi realizzati da designer ed architetti in Svizzera.
“Il rapporto tra edilizia e fauna selvatica è fondamentale per la salvaguardia della qualità ambientale e riguarda diverse figure professionali – ha dichiarato Gianfranco Gorla, delegato della sezione Lipu Varese -: vede coinvolti architetti e progettisti in prima linea, dato che molte specie nidificano da secoli nei manufatti urbani delle nostre città, ma riguarda tutti noi, dalle amministrazioni ai privati cittadini. Per questo che abbiamo intenzione di proseguire con iniziative come questa, per sensibilizzare il maggior numero possibile di soggetti e per metter a conoscenza tutti dei rischi e delle opportunità che con semplici azioni possiamo innescare”.
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