Si è svolto nella serata di ieri, presso la sala delle adunanze del comune di Lavena Ponte Tresa, il primo incontro finalizzato a dare avvio all’esperienza di “Controllo del vicinato”. Un progetto che poggia sulla base della sicurezza partecipata, realizzabile attraverso la volontà di rendersi cittadinanza attiva.
A presenziare il primo incontro dedicato al progetto, di cui sono state illustrate caratteristiche e finalità, il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, il comandante della Polizia Locale, Stefano Ceratonio, e l’agente di Polizia Locale del comune di Viggiù, Gabriele Montecalvo. Ad accogliere la presentazione del progetto 30 cittadini residenti in via Rapetti, zona dalla quale prenderà il via la fase sperimentale del progetto.
“Cos’è il ‘Controllo del Vicinato’? – ha introdotto il sindaco Massimo Mastromarino -. Sono un gruppo di cittadini che vivono nella medesima strada o area, il cui inizio e fine sono contrassegnati dall’apposito cartello, e che scelgono di formare una rete. Coloro che fanno parte di questo gruppo si conoscono tra loro, hanno a disposizione il numero di telefono l’uno dell’altro, conoscono la ‘routine’ della zona, le persone che la abitano e sono, dunque, in grado di riconoscere all’interno dell’area qualcosa che ordinariamente non succede. La consapevolezza di ciò che accade all’interno della propria via di residenza viene chiamata ‘cittadinanza attiva’. Il progetto prevede, poi, l’individuazione di un responsabile, che si occuperà di coordinare le comunicazioni che avvengono all’interno del gruppo per la creazione del quale si predilige, ad esempio, l’utilizzo di ‘Whatsapp’. A questo punto il referente, essendo in contatto diretto con le forze dell’ordine, allerta o la Polizia Locale o i carabinieri”.
“Abbiamo pensato di far partire il progetto da via Rapetti perché all’incontro di maggio hanno partecipato una decina di persone appartenenti a zone diverse e tra esse c’era Gabriele Montecalvo – prosegue Mastromarino -, un agente di Polizia Locale che lavora nel comune di Viggiù e che già coordina gruppi di ‘Controllo del Vicinato’. Questo il motivo per cui ci è sembrata la persona che potrebbe diventare il referente per far partire la fase sperimentale del progetto a Lavena Ponte Tresa. Un’iniziativa che porta la zona di via Rapetti ad avere un grado di controllo in più, soprattutto rispetto ad episodi di microcriminalità”.
“Quello che mi preme sottolineare è che tutto questo non ha nulla a che fare con le ronde – precisa il comandante della Polizia Locale di Lavena Ponte Tresa, Stefano Ceratonio -. Quello che si chiede ai cittadini è solo di segnalare al referente le anomalie riscontrate. Sarà a quel punto il referente ad occuparsi, laddove necessario, di allertare le forze dell’ordine. Il tutto tenendo presente il fatto che la caratteristica principale di questo tipo di progetto legato alla sicurezza è la tempestività. Noi in quanto Polizia Locale ci saremo, per adesso con limiti d’orario, poi vedremo se, con le risorse necessarie, si ripartirà con i servizi serali e notturni, già attuati lo scorso anno e temporaneamente sospesi per carenza di personale. L’invito alla cittadinanza è quello di aderire a questo progetto”.
Infine, a raccontare quelle che sono le caratteristiche del “Controllo del Vicinato”, è l’agente Gabriele Montecalvo. “Sul nostro territorio, che copre i comuni di Viggiù, Saltrio e Clivio abbiamo avviato il servizio ormai da qualche anno e abbiamo notato che si sono ridotti drasticamente sia i furti, sia i danneggiamenti sulle auto in sosta, che gli episodi di truffa ai danni degli anziani – spiega Montecalvo -. Il funzionamento del progetto si articola in diversi step. Il primo, che sarà il punto focale di questa serata, è quello legato alle adesioni, a cui seguiranno incontri specifici, incentrati su una sorta di ‘formazione’, il cui scopo sarà quello di fornire ai membri del gruppo tutte le informazioni necessarie”.
“Dopo aver individuato gli aderenti sarà creata una chat, per la quale genericamente si usa ‘Whatsapp‘, nella quale saranno effettuate le segnalazioni. Importante in questo senso saranno le anomalie alle quali prestare attenzione: oggetto di un successivo incontro. Questo perché, soprattutto all’inizio, le segnalazioni rischiano di essere numerose e poco mirate. Lo spirito che sta alla base di questa attività – conclude Montecalvo – è quella di fare squadra e tengo a sottolineare che quel che si chiede è la semplice osservazione”.
La serata ha trovato la sua conclusione con alcune domande poste dai presenti e con l’adesione di 15 cittadini residenti in via Rapetti che, prossimamente, si organizzeranno per dare avvio ai successivi passi di questo nuovo progetto di sicurezza per Lavena Ponte Tresa
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