Fare rete per segnalare i movimenti sospetti tra le vie nei pressi di casa propria, aiutare le forze dell’ordine con segnalazioni utili a intervenire tempestivamente in caso di pericolo, e valorizzare il senso di appartenenza alla comunità. Sono in sintesi gli obiettivi del controllo del vicinato, che sei mesi dopo la presentazione a Palazzo Verbania, con il vicepresidente di una associazione che a livello nazionale raccoglie oltre cinquecento comuni, prende il via a Luino.
Il primo gruppo è stato ufficialmente formato nei giorni scorsi nella frazione di Colmegna, e dopo l’adesione di una decina di residenti, il rapido passaparola (e, evidentemente, il buon clima tra vicini), ha portato il gruppo ad una trentina circa di adesioni totali. Come da prassi, è stato avviato un canale Whatsapp, lo strumento da utilizzare per dare l’allarme quando vengono notati movimenti sospetti nel quartiere.
Sempre attraverso il gruppo, un coordinatore-referente, nel caso specifico di Colmegna, Marco Lecchi, provvederà ad informare le forze dell’ordine, sfruttando il collegamento diretto con loro: un altro meccanismo che fa parte dello schema classico del controllo di vicinato, introdotto per la prima volta negli Stati Uniti, durante gli anni Settanta del secolo scorso.
«Sono soddisfatto per questo primo traguardo – commenta l’assessore luinese Ivan Martinelli – Speriamo che l’esperienza di Colmegna possa fare da traino per la formazione di gruppi in tutte le altre frazioni di Luino, così come in centro città».
L’esperimento è partito, ma ora – come evidenzia Martinelli – occorre ampliare la portata del progetto, e in particolare trovare persone disposte a ricoprire il ruolo di coordinatore. «Siamo in attesa di candidature per trovare altri coordinatori – conferma Giovanni Buscetta, vice comandante della polizia locale di Luino – Generalmente si fa un po’ di fatica a trovare queste figure, forse perché le persone pensano che siano necessarie particolari attitudini, o che il ruolo si leghi a troppe responsabilità. In realtà non è così». In sostanza si tratta di prestare attenzione a quello che succede fuori di casa e nel gruppo delle segnalazioni. Il coordinatore, come detto, ha il compito di relazionarsi con le forze dell’ordine e di filtrare i casi segnalati, affinché vengano presi in considerazione soltanto quelli veramente rilevanti per lo scopo del gruppo stesso: movimenti strani, presenza di ladri o di possibili truffatori, per citare degli esempi pratici.
Dall’attività che interessa i gruppi di controllo del vicinato vanno invece esclusi episodi come il ritrovamento di escrementi del cane abbandonati per strada o la presenza di lampioni guasti, e più in generale tutti i disagi riguardanti le manutenzioni, per i quali è possibile mettersi in contatto con il Comune tramite i canali istituzionali.
(Foto di copertina: dal sito www.acdvevents.it)
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