Fanno discutere i lavori e il futuro di piazza Libertà, precisamente quelli relativi alla zona della scalinata dell’Imbarcadero. Dopo gli interventi che hanno reso totalmente pedonale tutta l’area, qualche giorno fa alcuni cittadini evidenziavano problemi legati ai parcheggi, alla tutela dei pochi alberi rimasti e all’edicola, senza dimenticare la richiesta di un maggior coinvolgimento nelle decisioni dell’amministrazione verso tutti i cittadini interessati alla piazza.
“Sì, siamo arrabbiati. Anzi no, scandalizzati. Dopo l’intervento di un assessore sulla stampa, è subentrato l’orrore con il timore di un’azione sconsiderata. Tre palme al posto di tre ippocastani. Perché?”, inizia così il secondo comunicato del Comitato di Piazza Libertà a Luino, a firma di Patrizia Martino, che, dopo l’intervento di domenica, ha visto la risposta del sindaco Pellicini nella giornata di lunedì e quella dell’assessore Miglio ieri sulle pagine della Prealpina.
“Ci sentiamo dire che con la potatura, i nostri ippocastani diventano ‘Ingombranti’, che le palme ormai sono caratteristiche del paesaggio lacustre – continua Patrizia Martino -. Da quando? Forse da quando qualcuno ha portato le palme nel proprio giardino e da lì sono migrate dappertutto. Perché si sa, la palma è infestante. Veniamo accusati di immobilismo sentimentale. Questo è troppo. Nel senso che sembra un insulto alla nostra intelligenza. Anzi alla intelligenza in generale. Ci viene detto che dobbiamo far trovare alle nuove generazioni un paesaggio urbano ben disegnato“.
“Certamente – spiega ancora Martino -, ma innanzitutto dobbiamo far trovare un paesaggio urbano a misura d’uomo, con la tutela del verde. Strano che un assessore al verde non si batta per questo. Certamente non è tutela del verde mettere quattro piante striminzite in una vasca, con panche stile cassa da morto e altrettanto vasche con una piantumazione indefinita, tipo erba secca. Quanto sono costate?”.
“Ora però è in atto la ristrutturazione della piazza. Epocale? No, anche perché la ristrutturazione generale e la creazione della passeggiata non sono state ideate da questa amministrazione – afferma ancora la responsabile della comunicazione del Comitato -. Anzi, questa amministrazione ha guadagnato il palazzo quando i cittadini si erano opposti a un muro che interrompeva la visuale sul lago. Proprio la Lega aveva cavalcato la protesta. Ricordiamo i santini con il ‘picconatore’, nel senso vero del termine: con un piccone in mano. Ora però i cittadini incominciano a diventare scomodi e qualcuno, che dovrebbe essere attento e sensibile ai loro bisogni, sorride con aria di sufficienza rispetto alle rimostranze: ‘I comitati? A cosa servono?’. I cittadini e i loro comitati non servono, semplicemente vivono. Forse questo disturba?”.
“Allora diciamo piuttosto a cosa serve la piazza – incalza Martino -. La piazza è un luogo di aggregazione e di crescita della vita sociale collettiva. Nel riorganizzare grandi spazi aperti, lo scopo principale diventa suddividere lo stesso spazio in aree diverse, che ripropongano i vari modi di vivere e trascorrere il tempo libero, in modo tale che ogni persona possa trovare al suo interno il suo spazio personale e allo stesso tempo condividerlo con altri. L’impegno è di rendere un grande spazio non dispersivo, ma a misura d’uomo e riconoscibile in ogni sua parte e funzione per soddisfare esigenze più disparate. In inverno questa piazza è diventata sempre più una landa desolata, d’estate è una vera e propria graticola. Speriamo vivamente che l’incontro e il dialogo annunciato dal sindaco Pellicini porti a soluzioni che rispondano ai bisogni dei cittadini e che rendano funzionale e accogliente lo spazio pubblico, anche per accogliere degnamente i turisti”.
“Qualcuno sostiene che sarà tempo perso – spiega ancora Martino -: più volte è già andato a Palazzo, tanti ‘sì, sì’, ‘proponga pure’ e poi nessun riscontro. L’impressione è di essere presi in giro. Questi gli sfoghi da me raccolti. Si confida comunque nell’apertura del Sindaco. Lunedì sera il comitato si riunirà e verrà nominato il presidente. Io mi occupo solo della comunicazione. Sul tappeto ci sono diversi interrogativi che attendono una risposta ‘concreta’”.
“Le piante sono la punta dell’iceberg. Già si parla di creare un muro umano per la loro tutela. Io di sicuro mi farò legare ad una di esse come atto di protesta, questa volta sono decisa a non cedere”, conclude la responsabile della comunicazione del neonato Comitato di Piazza Libertà, la professoressa Patrizia Martino.
© Riproduzione riservata







Lasciamoli lavorare, per quel che mi riguarda questa amministrazione sta facendo degli ottimi lavori per Luino, mancano pochi edifici da ristrutturare e rimetere in uso e ci siamo davvero con il lungolago, e fidatevi le voci di una Luino migliore si sentono fino ai confini della provincia per quello che riguarda il lungolago.
Premetto, non sono un politico, non ho interessi, sono di Luino e lavoro poco fuori Varese.
Buongiorno Sig. Moranzoni. Certo lasciamoli lavorare, ma nel rispetto del pensiero del pensiero della cittadinanza e se è sorto un Comitato spontaneo (del quale almeno al momento non faccio parte) è perché dall’amministrazione è stata fatta una scelta non condivisibile da molti.
Sembra che questa amministrazione si diverta ad abbattere alberi centenari (come avvenuto per i platani del lungo lago pseudo ammalati di cancro colorato ma senza nessuna analisi o contro perizia che lo abbia confermato).
Se abbatteranno gli ippocastani per sostituirli con delle palme oltre a fare ridere i polli e piangere chi li vuole al loro posto, la commissione urbanistica dimostrerà tutta la propria incapacità perché chi sa fare il proprio lavoro dovrebbe semplicemente essere in grado di coniugare il vecchio con il moderno, vale a dire provvedere alla cura e valorizzazione delle antiche piante attorno alle quali va adagiata la nuova architettura.
Troppo facile abbattere e rifare, spremersi un po’ il cervello no? Se non ne sono capaci che cambino mestiere.
Certo le voci di una Luino migliore si sentono anche ai confini della provincia, ma le stesse voci confermano che non si uccidono piante secolari perché la congiunzione tra la storia passata e quella moderna deve restare ed i bravi professionisti sono in grado di farlo.
Anche io non sono un politico e non conosco la signora Martino, ma condivido pienamente la sua posizione.
Rolando Saccucci
l’idea di mettere le palme è sconsiderata