Ieri sera, durante il consiglio comunale, è stata respinta, con il voto contrario della maggioranza, la mozione presentata da Giovanni Petrotta riguardante il divieto di manifestazioni e iniziative a stampa fascista.
Dopo la presentazione della mozione, è Agostinelli a proporre un emendamento affinché venissero condannate tutte le violenze, gli estremismi e il fanatismo, volendo inserire alla mozione questi termini. A questo parere si aggiunge quello di Franco Compagnoni, che sottolinea il carattere pedagogico e culturale di quanto affermato dal professor Petrotta, che a sua volta ha aperto, durante la presentazione, ad allargare il divieto a tutte le iniziative che hanno un carattere legato ad ogni forma di estremismo.
A prendere la parola, poi, la consigliera e capogruppo di “Nuova Frontiera”, Simona Ronchi, per la quale la mozione “è politica, non ancorata alla realtà locale. Non vedo nessuna azione di neofascismo a Luino; questo lo dimostrano i risultati alle elezioni politiche e regionali dei partiti che si richiamano all’estrema destra. È un mostro che non esiste. Non capisco, però, perchè non si parli anche delle nefandezze del comunismo, delle foibe e di tutte gli atti a stampo terroristico”. Dalla maggioranza poi arriva la richiesta di eliminare la parola “fascismo” dalla mozione, sostituendola con “qualsiasi atto di estremismo e di violenza”. Solo in quel caso, probabilmente, la maggioranza avrebbe votato favorevolmente.
Rifiutata questa proposta da parte del consigliere Giovanni Petrotta, lo stesso ha fatto riferimento anche alla decisione dell’amministrazione comunale di Genova, guidata dal centrodestra, che ha vietato gli spazi pubblici a “cattivi” comportamenti legati oltre al fascismo anche a quelli “sovversivi, finalizzati al terrorismo o all’eversione dell’ordine democratico, integralisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti”. Nel capoluogo ligure, sottolinea Petrotta, gli unici a votare sfavorevolmente alla mozione erano stati i componenti di Forza Italia.
A chiudere il cerchio degli interventi è stato, come sempre, il sindaco Andrea Pellicini che, ribadendo quanto affermato negli scorsi giorni, in una nota inviata alla redazione, condivide in parte la mozione presentata dal consigliere Petrotta, ma non accetta fino in fondo l’obiettivo della mozione.
Si va così al voto: la maggioranza vota contro, il consigliere Pietro Agostinelli e l’assessore Alessandra Miglio si astengono e gli unici a votare favorevolmente sono i componenti del gruppo “L’Altra Luino”.
L’assemblea cittadina di Luino, così, respinge la proposta di vietare manifestazioni ed iniziative a stampo fascista sul territorio comunale.
© Riproduzione riservata







No Signora Ronchi, Lei si sbaglia, il fascismo è un mostro che esiste ancora (ed i fatti di cronaca nazionale lo dimostrano) che può fomentare il peggio dell’animo umano e non lo si può archiviare asserendo semplicemente che la mozione “non ancorata alla realtà locale”. Ha invece ragione nel dire che poco si parla delle “nefandezze del comunismo delle foibe e di tutte gli atti a stampo terroristico” (che comunque attualmente non mi pare compaiono nelle cronache quotidiane).
Rolando Saccucci