Luino | 8 Marzo 2018

Luino, Riccardo Rossi domenica sul palco del Sociale: “Godiamoci il presente, questa è la vita!”

Con "That's life" l'attore romano è pronto a divertire i luinesi con uno show sugli episodi divertenti della vita. Appuntamento domenica pomeriggio alle 18

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Dopo il rinvio di giovedì scorso per neve, il noto attore romano Riccardo Rossi è pronto a salire il palco del Teatro Cinema Sociale di Luino con il suo spettacolo “That’s life – Questa è la vita”. Uno show di un’ora e mezza, scritto insieme ad Alberto Di Risio, che analizzerà in chiave comica gli episodi e le esperienze che accadono ad ogni persona nelle diverse fasce d’età. Vicende più o meno buffe o assurde in cui il pubblico potrà riconoscersi, che faranno ridere ma anche riflettere. In attesa di vederlo domenica sera alle 18, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Da dove nasce questo spettacolo?

La mia intenzione era quella di raccontare le esperienze della vita comuni a tutti, adulti, bambini, anziani, e come ogni spettacolo si prende spunto da qualcosa che succede a livello personale. Per la parte relativa ai 50 anni mi sono ispirato alle mie esperienze e a quelle dei miei amici, mentre per quelle successive mi sono rivolto a gente più grande di me che mi ha raccontato cosa succede dai 60 ai 90 anni. Ho fatto una sorta di report.

Come si svilupperà il racconto?

Inizieremo dal finale con la morte, che è anche la parte un po’ più brutta, così ci togliamo il pensiero. Partiremo proprio dalla lapide, per poi saltare un po’ qua e un po’ là, perché certe esperienze sono comuni a differenti età.

Cosa significa raggiungere la metà della vita, i fatidici 50 anni?

Ormai non è più come una volta. I 50 anni di oggi sono i 40 di una volta, e quando arriveremo a 80 anni saranno in realtà saranno 60. Il trucco della vita è imparare a godersi il presente, che è l’unica cosa importante ed eccitante. È giusto pensare al futuro, ragionare in prospettiva ed essere previdenti, ponendosi qualche paletto ed avendo delle sicurezze, però la cosa bella rimane viversi il presente.

Come mai un titolo in inglese?

Ho voluto omaggiare la famosissima canzone di Frank Sinatra.

“That’s life” è uno spettacolo che stai portando in giro per l’Italia da quasi due anni. Cosa porti di nuovo ogni volta che sali sul palco?

Ogni sera è diversa dalle altre e questo è un po’ il motivo per cui si fa teatro. Tra il pubblico e l’attore (soprattutto nel one-man-show) si crea un rapporto di scambi, anche solo stando zitti. È il bello e il brutto del nostro mestiere, cercare di acchiappare l’attenzione di tutti, che oggi è purtroppo ancora più difficile a causa dei cellulari.

Quanto è difficile portare la gente a teatro oggi? Cos’è cambiato negli anni?

È cambiato tanto. Una volta il teatro andava meglio. Oggi non bisogna dare le sòle, come si dice a Roma. Bisogna arrivare preparati bene e con un prodotto buono, che è quello che cerco di fare sempre.

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