Si è conclusa la 68esima edizione del Festival di Sanremo che, tra i 30 eventi ufficiali più importanti, annovera “Sanremo NewTalent”, un’incantevole parentesi artistica che quest’anno ha visto spuntare nella rosa dei finalisti una voce tutta nostrana: quella della giovanissima luinese Michela Pacilio.
Diciotto anni e un’innata passione per il canto, Michela, che già si era aggiudica la seconda edizione di “The Singers Factory: la fabbrica dei cantanti”, la kermesse canora creata dal produttore discografico Roberto Zappulla e ospitata al Teatro Sociale di Luino, non smette di stupire per le sue doti canore, giungendo sino alle battute finali di “Sanremo NewTalent”. Una passione la sua che l’accompagna sin da quando, piccolissima, ha capito che tutto ciò di cui aveva bisogno per stare bene era un microfono. Un fiamma vivida e vitale che, emersa spontaneamente, ha potuto conservarsi e giungere ad una più matura consapevolezza grazie all’appoggio e all’immancabile supporto del suo ragazzo, Cristian Cotugno, e dei genitori, che oggi Michela ringrazia per i sacrifici compiuti lungo il percorso.
Dedizione, impegno e sacrifici, gli ingredienti che hanno condotto Michela dalle prime audizioni sino al palco dell’ambita finale, che oggi la giovane luinese ripercorre attraverso le sensazioni e i ricordi che ha portato con sé . “Quando sono salita sul quel palco ero emozionatissima – spiega Michela Pacilio – e ancora adesso percepisco tutte le emozioni che ho provato in quel momento: tra la paura di sbagliare, la gioia di essere lì, proprio io tra i tanti provini di tutta Italia, la vergogna e quindi la timidezza di essere davanti ad una telecamera e davanti a tutte quelle persone. Eppure – prosegue la giovane cantante luinese -, è strano. La Michela che sale sul palco è diversa rispetto a quella che qualche minuto prima è lì quasi spaventata, che nell’angolino, tutta agitata, bacchetta il piedino per tenere il tempo mentre ripassa la canzone. Si perché quando salgo sul palco mi scateno, non penso più a nulla, la timidezza svanisce e viene fuori una parte di me che solo con il canto fuoriesce”.
Un sogno, quello di questa giovane cantante che oggi assume nuova consistenza forgiandosi di un ulteriore tassello. Un’esperienza che resterà impressa nel cuore e nella mente di questa giovane artista promettente che, passo dopo passo, dà forma a questa iperbole crescente alimentata dal fuoco di una passione che ha radici profonde. “Dedico la mia vittoria ai miei nonni materni che mi hanno sostenuta nel canto già quando ero piccola e purtroppo oggi non possono essere qui con me a festeggiare; ma so che da lassù mi stanno guardando e sostenendo proprio come facevano qualche anno fa” conclude Michela, che ringrazia, insieme al suo insegnante di canto che ogni giorno la spinge a fare un passo più in là, anche quanti, con un semplice messaggio, non le hanno mai fatto mancare il loro supporto.
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