Società | 3 gennaio 2018

Il 2018 inizia con gli sconti, in Lombardia i saldi partiranno venerdì

Positive le statistiche di Confesercenti. Più critico il Codacons che prevede una nuova contrazione delle vendite durante i saldi

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Dalla giornata di ieri hanno preso il via in tutta Italia i saldi invernali 2018, primo grande appuntamento commerciale dell’anno. La prima regione a partire ieri è stata la Basilicata, seguita quest’oggi dalla Valle D’Aosta. In tutte le altre regioni, compresa la Lombardia, le vendite di fine stagione scatteranno venerdì 5 gennaio, con l’esclusione della Sicilia che inizierà per ultima sabato 6 gennaio, in coincidenza con l’Epifania.

Particolarmente elevata l’adesione di negozianti e consumatori: a partecipare alle prossime vendite di fine stagione saranno infatti circa 280mila attività commerciali, inclusa praticamente la totalità dei negozi di moda e di tessili, che praticheranno subito sconti del 30-40%. Interesse top anche tra i clienti: circa un italiano su due ha già deciso che approfitterà dell’occasione per fare almeno un acquisto. Questo è quanto emerge dall’indagine sui saldi invernali condotta da Confesercenti in collaborazione con SWG su un campione di 600 commercianti e 1.500 consumatori. “Quest’anno gli sconti di partenza saranno più alti della media ed i saldi invernali somiglieranno un black friday ‘sotto casa’, solo più accessibile e di maggiore durata – spiega Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti -. Con tutti i vantaggi del negozio tradizionale: conoscere i prodotti, essere conosciuti dal commerciante e poter valutare toccando con mano i prodotti da acquistare. Un’occasione di risparmio per i consumatori, ma anche di vendita per le imprese, che cercano l’inversione di tendenza dopo l’ennesimo anno fiacco. Anche le vendite di Natale, seppure positive, sono state sotto le attese. E senza una ripresa sostenuta, il settore del commercio moda continua a soffrire: nel 2017 sono spariti altri 2.400 negozi, più di 6 al giorno”.

Oltre al 47% di italiani che hanno già deciso di partecipare ai saldi, mentre 41% valuterà le occasioni di risparmio prima di decidere se acquistare o meno. L’aumento di interesse dei consumatori nei confronti dei saldi viene confermato dalle intenzioni di spesa: chi ha già deciso di acquistare prevede in media un budget di 150 euro a persona, e l’86% si dice pronto a spendere come o più dello scorso anno. Si cercheranno, in particolare, calzature: un nuovo paio di scarpe è l’acquisto in saldo più desiderato dagli italiani, indicato dal 28%. Seguono i prodotti di maglieria, preferenza per il 22% di chi partecipa ai saldi, ed i pantaloni con il 14%. Alto l’interesse anche per i prodotti tessili e moda per la casa che si assesta attorno al 9% e per i capispalla, come giubbotti e giacconi, ricercati dal 7% dei consumatori.

Complessivamente, aderirà ai prossimi saldi una su tre delle oltre 800mila attività commerciali italiane. Ad essere particolarmente alto sarà, poi, lo sconto medio di partenza: il 56% dei negozi partirà con il 30%, mentre il resto praticherà riduzioni iniziali ancora più sostanziose, comprese tra il 40 ed il 50% del prezzo di cartellino. Le riduzioni più sostanziose del normale si spiegano con la necessità sopperire ad un anno che, per il commercio moda, è stato ancora fiacco. Il 22% dei negozianti ha registrato durante l’anno una flessione delle vendite sull’anno precedente, contro un 18% che le ha viste crescere. Per sei negozi su dieci, invece, sono rimaste sostanzialmente stabili sullo scorso anno. E ancora molto lontane, dunque, dai livelli pre-crisi.

Lo stato di persistente sofferenza del settore risulta evidente dalle tante chiusure registrate durante l’anno. Le imprese del settore tessile, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature nel 2017 sono diminuite rispetto al 2016 dell’1,9%, pari appunto a 2.406 imprese. Tra le regioni la diminuzione più forte si registra in Piemonte, -3,2%, Trentino A.A. ,-3,4%, Umbria, -4,2% e Valle d’Aosta, -6,9%. Più contenuti i cali di imprese del Lazio, -1,1%, e della Campania, -0,9%. Tra le province, la maglia nera va a Terni, dove la diminuzione di negozi di moda tocca il -8,5%. Seguono la provincia d’Aosta,-6,9%, Pavia, -5,2% e Padova, -4,9%.

Il Codacons prevede però “l’ennesimo flop”: “Ancora una volta le vendite durante i saldi faranno registrare una contrazione – spiega l’associazione – Le famiglie infatti non prevedono di effettuare grandi acquisti durante gli sconti né dedicheranno significativi budget di spesa ai saldi, al punto che solo il 40% degli italiani conta di approfittare delle vendite di fine stagione per fare qualche acquisto nei negozi”.

“Il flop dei saldi è da attribuire a diversi fattori – spiega il presidente Carlo Rienzi – Far partire gli sconti a ridosso delle festività natalizie e di Capodanno è una scelta suicida, perché i portafogli degli italiani risultano già svuotati dalle spese per regali, pranzi e cenoni; quest’anno poi ad influire è anche l’effetto ‘Black Friday’ che, grazie ai suoi 4 giorni di sconti speciali nei negozi, ha portato molti consumatori ad anticipare acquisti che avrebbero magari fatto durante i saldi. Infine a decretare la morte delle vendite di fine stagione troviamo il commercio online il quale, grazie a promozioni valide tutto l’anno, attira un numero sempre crescente di cittadini”.

(Foto copertina © toscananews24.it)

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