La preoccupazione e l’allarme non si placano, tra gli allevatori e i residenti della Rasa di Varese, la frazione collinare in cui si è verificata la predazione di undici ovini, tra cui diversi agnelli, all’interno di un allevamento.
Gli agenti del settore ittico-venatorio della Polizia provinciale hanno eseguito rilievi e prelevato campioni biologici dalle ferite per le analisi genetiche, unico strumento in grado di stabilire con certezza la specie responsabile di quanto accaduto.
Il sospetto principale ricade sul lupo, la cui presenza sporadica è segnalata da anni nel territorio, ma non si esclude l’azione di cani randagi o di grossa taglia. Lo zoologo Adriano Martinoli dell’Università dell’Insubria invita alla prudenza: solo gli esiti di laboratorio potranno chiarire la dinamica dell’attacco, mentre resta prioritario rafforzare le misure preventive per la protezione degli animali domestici.
«Si tratta di un episodio gravissimo che dimostra come anche allevamenti recintati non siano più al sicuro – osserva l’avvocato Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons – Occorre intervenire immediatamente con monitoraggi costanti del territorio, supporto concreto agli allevatori per le misure di difesa e procedure rapide per gli indennizzi. Non si può lasciare chi lavora in queste aree solo di fronte a simili eventi, che hanno ripercussioni economiche e di sicurezza per l’intera comunità».
Il Codacons annuncia che scriverà a Regione Lombardia chiedendo interventi urgenti di controllo e prevenzione, nonché l’attivazione di misure straordinarie a tutela degli allevatori e dei cittadini residenti nelle aree interessate.
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