Roma | 2 gennaio 2018

Supermercati: al via il costo dei sacchetti di plastica leggeri per frutta e verdura

Stefano Ciafani (Legambiente): "Giusto pagare l'innovazione, purché abbia un prezzo equo". I nuovi shopper costeranno tra i 2 e i 3 centesimi

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L’anno nuovo si apre in Italia con una importante novità che interessa il mondo dei supermercati e di conseguenza i consumatori: da ieri, primo gennaio, infatti, sono stati messi al bando i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri, utilizzati per imbustare frutta e verdura, carne, pesce e affettati. Al loro posto subentrano gli “shopper” biodegradabili e compostabili a pagamento.

L’innovazione ha un prezzo – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente -, ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2-3 centesimi a busta. Allo stesso modo, è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa. In questi anni gli italiani hanno apprezzato molto il bando dei sacchetti non biodegradabili, siamo sicuri che accoglieranno bene anche questa importante novità”.

“Occorre affrontare con efficacia il problema dell’usa e getta – prosegue Ciafani -, e allo stesso tempo contrastare il problema dei sacchetti illegali, ancora troppo diffuso, promuovendo le filiere delle produzioni industriali innovative e rispettose dell’ambiente. Auspichiamo che l’Italia continui a seguire, con impegni e azioni concrete, la strada tracciata in questi anni”.

In Europa, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente, si stima un consumo annuo di 100 miliardi di sacchetti, una parte dei quali finisce in mare e sulle coste: “L’Italia si è dimostrata un esempio virtuoso per la riduzione dell’uso delle buste di plastica – ha concluso il direttore generale -, ed è stato il primo paese europeo, nel 2011, ad approvare la legge contro gli shopper non compostabili. Ad oggi, anche se la misura non è del tutto rispettata, c’è stata una riduzione nell’uso di sacchetti del 55%“.

Il provvedimento è attivo anche in Francia e in Marocco, mentre altri paesi, come Croazia, Malta, Israele, Spagna, Grecia e Turchia, hanno introdotto tasse fisse. L’elenco si chiude con la Tunisia, che ha messo al bando le buste di plastica non biodegradabili nelle grandi catene di supermercati, e con Cipro, che metterà in atto la normativa a partire da quest’anno.

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