Scatta l’obbligo di indicare sull’etichetta la provenienza della frutta secca sgusciata.
Il provvedimento è valido dal primo gennaio 2025 in tutti i paesi dell’Unione europea, ed è legato all’entrata in vigore del regolamento della Commissione Ue dedicato alle “norme di commercializzazione per il settore degli ortofrutticoli”.
«Una novità importante per garantire ai cittadini una maggiore chiarezza e qualità nei prodotti che scelgono ogni giorno», è il commento che il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha condiviso attraverso il proprio profilo Facebook, elencando alcuni dei prodotti citati nel regolamento: mandorle, nocciole, pistacchi, fichi secchi e – oltre alla frutta – anche funghi non coltivati, capperi e zafferano.
La novità normativa, però, non tocca le materie prime utilizzate e lavorate al fine di ottenere creme e altri dolci, come sottolinea Coldiretti in una nota: «Il rischio è legato principalmente alle importazioni di prodotto estero che non rispetta le stesse regole in materia di usi di pesticidi vigenti nell’Ue, e che presenta spesso alti livelli di residui di sostanze pericolose».
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