Dopo il grande clamore e le polemiche degli scorsi giorni, riguardanti lo sversamento di liquami nel lago Maggiore a Luino, nei pressi di Palazzo Verbania, sabato erano arrivate le critiche da parte del consigliere comunale di minoranza, Pietro Agostinelli, e del gruppo di “Luino 5 Stelle”, mentre domenica era stato il primo cittadino Pellicini ad intervenire, prendendosela con provincia, ATO e Alfa Srl. Lunedì scorso, invece, era arrivata puntuale la replica del consigliere provinciale Valerio Mariani e ieri ha preso parola nuovamente il primo cittadino luinese, chiedendo alla provincia tempi certi per la gestione del servizio da parte di Alfa Srl”.
Questa grave criticità, così, ha suscitato interesse non solo sui banchi della provincia di Varese, arrivando anche negli uffici regionali del Pirellone. Ad intervenire sulla questione, infatti, oggi è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Paola Macchi, da sempre attiva sul territorio e vicina alle iniziative del gruppo “Luino 5 Stelle”, con il quale firma la nota stampa inviataci.
“A ottobre – spiega Paola Macchi – mi sono recata con alcuni attivisti luinesi in visita ufficiale al depuratore. Non ne abbiamo scritto dato che siamo ancora in attesa di risposte ai quesiti che abbiamo inviato ai gestori dell’impianto e che a questo punto non tarderemo a far pervenire anche all’attenzione degli amministratori luinesi. Ci chiediamo se gli sversamenti recentemente segnalati avvengano a causa di un problema di manutenzione e pulizia dei vari condotti, visto che lo sversamento si è ripetuto nello stesso punto in pochi giorni. Ci chiediamo anche come sia possibile permettere che l’acqua proveniente dai condotti bypassi il depuratore stesso e si riversi così direttamente nel lago; ovviamente il danno si aggrava maggiormente nel caso di un tardivo intervento nel ristabilire l’efficienza dell’impianto”.
La consigliera grillina pone l’accento, poi, su una situazione che, quando il livello del lago è alto non è percepibile agli occhi della popolazione. “Questo periodo di magra del lago ha consentito una chiara visione di ciò che accade più o meno regolarmente quando qualcosa nella rete e nell’impianto non funziona. Il livello ‘normale’ invece copre lo scempio, ma è chiaro che comunque viene compromessa la balneabilità delle nostre sponde. Ci lascia perplessi il fatto che chi gestisce l’impianto corrisponde a chi propone le riparazioni e ne determina i costi e che sia esonerato da qualsiasi responsabilità di malfunzionamento solo inviando comunicazioni alle varie amministrazioni o agli organi di controllo”.
“Per chiudere, una proposta – conclude la consigliera regionale Macchi -: il depuratore in caso di malfunzionamento rilevato, dovrebbe inviare messaggi di allert ai responsabili. Così, chiediamo che una figura dell’amministrazione locale venga informata in tempo reale di tali segnalazioni in modo da poter avere contezza della frequenza degli eventi e dell’efficienza dello stesso depuratore. Inoltre vorremmo sapere se vi sono reti separate per acque chiare e scure e se è stato fatto un censimento delle entità non ancora allacciate. Aspettiamo, insieme ai cittadini e ai numerosi turisti che per fortuna ancora popolano questa bellissima zona, delle risposte”.
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