Si “chiuderà il sipario” giovedì sul caso della RSA di Agra, che in questo mese e mezzo è stato al centro delle cronache locali. Dal 23 settembre, infatti, tante parole sono state spese dall’amministratore unico della “Sant’Ambrogio Servizi srl”, da numerosi politici, sia a livello locale sia regionale, e anche da diversi cittadini attivisti.
Ai gridi di dolore di familiari, per dover far vivere un trauma a genitori, nonni e parenti, che hanno dovuto lasciare la struttura, si sono contrapposti i silenzi assordanti di alcune frange importanti della politica, soprattutto della maggioranza regionale (ndr, area Lega Nord), eccezion fatta per l’apertura al dialogo dell’assessore Gallera, che non ha portato a nulla dopo l’incontro con il direttore della struttura, Fausto Turci. A nulla è valso anche l’incontro con il direttore sociosanitario dell’ATS Insubria, Lucas Maria Gutierrez.
“E siamo alla fine – esordisce il quasi ormai ex direttore Fausto Turci -. ‘Gli inauguratori’, cioè tutti coloro che hanno inaugurato la struttura, così come sono stati presenti in pompa magna il 27 settembre 2015, giovedì mattina, potrebbero essere presenti in prima fila. Questa volta però per raccogliere insieme ai pochi operatori i cocci della RSA Albertini Vanda. La differenza tra gli inauguratori e gli operatori è però molto evidente. I primi sono comodamente rimasti al loro posto nella loro comoda poltrona, in attesa della promozione o di tagliare nuovi e più lustrosi nastri. I secondi semplicemente oggi sono senza lavoro”.
E’ sarcastico e amaro l’invito del direttore Turci che, senza fare sconti a nessuno, sulla bacheca all’ingresso della struttura ha affisso ieri un volantino molto particolare. Senza indugi, invita i presenti in foto (ndr, l’amministratore Caprara, il sindaco Griggio, il consigliere regionale Brianza, il vicesindaco di Luino Casali, e il direttore sociosanitario Gutierrez), a presenziare il giorno della chiusura. “Agli inauguratori – continua un amareggiato Turci -, lasceremo le chiavi della struttura, così che prossimamente possano trovare qualcun altro disposto a rimettere in piedi una nuova favola con buoni propositi e promesse. E via una nuova inaugurazione con foto e nastri, con la prospettiva che altri anziani del territorio grazie alla loro promozione ed il loro interesse trovino assistenza. Poco importa se ancora non potremo dare quanto necessario alla sopravvivenza; l’importante è che abbiamo fatto quello che potevamo cioè nulla”.
“Per Agra bastava poco – conclude Turci -; bastava parlare meno e decidere di più; lustrarsi meno e guardare di più verso i più deboli; bastava parlarsi invece di rimproverarsi a vicenda. Noi andremo a casa ma tutti a testa alta, gli inauguratori invece chiudendo il cancello non potranno essere sereni guardandosi indietro perché hanno fatto poco e disfatto tanto, disinteressandosi beatamente dei loro cittadini”.
Per dovere di cronaca, invece, chi si è speso in questa battaglia, per provare a tenere acceso il lume della speranza sulla casa di riposo di Agra, sono stati i consiglieri regionali Marsico, Alfieri e Macchi, ed alcuni consiglieri di minoranza luinesi, che almeno hanno fatto sentire la loro vicinanza. Come l’ha fatta sentire più volte ed in più occasioni anche il sindaco di Agra, Ernesto Griggio, che negli scorsi giorni sulla “Prealpina” non si è tirato indietro a criticare duramente il proprio partito, la Lega, rea di non aver trovato una soluzione per risolverle la situazione.
Nel frattempo, giovedì la struttura chiuderà, poi si vedrà. Attendevamo un sussulto della politica, una presa di posizione forte, dettata da orgoglio, dalla proprietà. Niente. Il vuoto. Nessun possibile rimedio. Così, quello che ci tocca fare, è raccontare una grande sconfitta per la nostra comunità, che ha colpito soprattutto pazienti e dipendenti.
Dal territorio è tutto, a buon rendere.
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Purtroppo l’amministrazione del comune di Luino non potrà essere presente.
La priorità è concludere l’utilissimo lungolago.