Germignaga e Ginevra sono legate da una “triste” sottile linea tra le parole lavoro e futuro.
A legarle è il gruppo industriale ABB che, dopo aver annunciato ai lavoratori luinesi, nelle scorse settimane, di chiudere la Italtrasfo a fine anno, ora vede i dipendenti della sede ginevrina di Sécheron, da oggi, martedì 31 ottobre, “incrociare le braccia per protestare contro i piani di ridimensionamento della filiale, dove lavorano attualmente poco più di 300 persone. Lo sciopero – come riporta RSInews – è stato annunciato due giorni dopo le dimissioni improvvise del direttore Jean-Luc Favre”.
Da due anni, infatti, ricorda sempre il sito ticinese, è in atto un progressivo smantellamento delle attività con trasferimenti all’estero (Polonia) della produzione. Già una sessantina le persone che sono state licenziate.
Per questa ragione, così, il sindacato UNIA sollecita la direzione di ABB a spiegare con chiarezza quali sono le prospettive per ABB Sécheron, dove si fabbricano componenti elettriche, mentre il Governo cantonale ginevrino è stato invitato a prendere posizione.
Non solo sul territorio luinese, quindi, ma anche in terra elvetica, nella lontana Ginevra, parrebbero ricadere le conseguenze delle scelte strategiche dell’azienda, coinvolgendo numerose famiglie, italiane e svizzere, senza confini.
Per approfondire sul caso della Italtrasfo di Germignaga, cliccare qui.
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