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Germignaga | 1 Ottobre 2017

“Croce Rossa Luino come risorsa morale e civica”: chiaro messaggio alle amministrazioni

Il territorio sceglie di appoggiare la CRI come forza per il cambiamento: al fianco della sezione luinese 150 tra amministratori, imprenditori e politici

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Oltre 150 i partecipanti alla 31esima “Foundation Dinner”, serata di gala organizzata dalla Croce Rossa Luino, ieri sera alla Colonia di Germignaga, in un momento di convivialità e condivisione. Tanti le presenze illustri, tra cui l’onorevole Maria Chiara Gadda, il consigliere regionale Luca Marsico, alcuni consiglieri provinciali, sindaci, assessori e consiglieri comunali, nonchè imprenditori, personalità di rilievo del territorio ed autorità della Croce Rossa, sia regionali che locali.

Durante il corso della serata, oltre agli interventi di numerosi politici e alla premiazione dei volontari CRI, per i loro venticinque anni di attività, però, è stato il presidente Pierfrancesco Buchi a prendere la parola per raccontare il lavoro che viene compiuto quotidianamente su tutto il nostro territorio.

Guardando questa sala così gremita, le personalità presenti, gli amici, i sostenitori, le rappresentanze dei vari gruppi di volontari, mi rendo conto di come in tutti questi anni questa Associazione, che ho l’onore di guidare, sia crescita a stretta simbiosi con la Comunità del territorio“, esordisce il presidente Buchi.

Tutti coloro che hanno ricoperto degli incarichi in oltre trent’anni di coordinamento della CRI di Luino, senza prebende, lo hanno fatto proprio con il desiderio, la passione, la ferma volontà che il Comitato fosse un bene prezioso per le nostre valli, i nostri paesi, la nostra gente. Dopo 16 anni di Croce Rossa come volontario, di cui 8 come Presidente, oggi, al mio terzo mandato, posso contare su 260 volontari impegnati in 6 Aree di attività diverse: i servizi di assistenza in ambulanza, il sociale con l’attenzione a coloro che versano in stato di vulnerabilità, la protezione del territorio e la prevenzione alle calamità, la formazione nelle scuole e la difesa del nostro emblema, i giovani e le loro attività, l’organizzazione e lo sviluppo del Comitato: 6 macro aree che al loro interno hanno diramazioni organizzative ben delineate e con circa 30 volontari che ne coordinano le varie sezioni“.

Dobbiamo dare voce alle persone che rappresentiamo e che assistiamo facendo advocasy, dobbiamo celebrare le diversità come valore, dobbiamo essere indipendenti, applicare i 7 Principi nella nostra azione quotidiana, dobbiamo essere pronti a farci sentire, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolare gli amministratori del nostro territorio; ma attenzione: non è una violazione del principio di neutralità, ricordare ad un sindaco o ad un amministratore locale che una legge o una iniziativa comunale può cambiare in meglio o in peggio la vita delle comunità in cui prestiamo il nostro servizio. È un nostro dovere ricordarlo alla governance locale. Ci sono doveri e confini precisi e noi cerchiamo di arrivare là dove le Istituzioni non riescono ad arrivare”.

Il nostro emblema, grazie all’impegno dei volontari e al sostegno di tanti amministratori pubblici ed associazioni, stasera qui presenti, può fortificarsi e può diventare un punto di riferimento per i vulnerabili, per i cittadini, ma anche per i politici, per coloro che hanno in mano la gestione del territorio e che possono prendere spunto dalle nostre battaglie sociali per fare meglio e fare di piùCerchiamo di essere portavoce di esperienze di piccola umanità, perché la Croce Rossa è un avamposto di umanità. Non confondeteci però con altre realtà di soccorso o assistenziali: noi non facciamo assistenza tout court: noi chiediamo una profonda e costante riflessione sulla più grande sfida che l’umanità dovrà affrontare e sta affrontando: l’inclusione sociale“.

A volte abbiamo l’impressione che cercare di dare dignità all’essere umano sia diventata una colpa, aiutare persone in difficoltà di qualunque origine esse siano è diventata una colpa oggi in Europa e in Italia per qualche partito politica; mi fa piacere però che stasera qui con noi ci siano tanti politici, sindaci ed amministratori illuminati. Noi vogliamo essere sentinelle del bisogno, ma per far sì che ci sia un approccio diverso da parte della Comunità sui grandi temi dell’accoglienza o dell’attenzione alle vulnerabilità, serve saper lavorare efficacemente al vostro fianco, perchè progettare insieme è per noi un obiettivo strategico“.

Che la nostra società sia avvelenata dalla cultura del distinguere e non dell’integrare è sotto gli occhi di tutti: spesso non ci si ferma più neanche davanti alle tragedie, non si ha più rispetto neanche per chi soffre, per chi è vittima di discriminazione, di razzismo, di esclusione. La ricerca del consenso facile, a discapito delle vulnerabilità, è una realtà ed anche nel nostro piccolo vediamo come sia per alcuni più importante l’apparire sui social, piuttosto che quello che concretamente si può e si deve fare per la propria Comunità. Noi dobbiamo costruire ponti e lo dobbiamo fare assieme a voi. È la ragione per cui siamo qua, questa può essere la nostra battaglia“.

Sacrificando spesso gli affetti, rinunciando agli svaghi, mettendoci a volte denari, fatiche e qualche amarezza: siamo però consapevoli dell’importanza di una scelta di campo ben precisa: siamo pronti a continuare a fare la nostra parte con le nostre donne e i nostri uomini, con le nostre competenze, il nostro know how e le nostre politiche di attenzione al cittadinoDal sistema Croce Rossa conclude il presidente Buchi si può prendere spunto, modellandolo anche nella vita e nella governance comunitaria della nostra zona; i suoi volontari e le loro sensibilità sono una risorsa morale e civica, e possono essere un’opportunità nei contesti locali. Questa è certamente una delle sfide ambiziose che abbiamo, ma con la vostra condivisione, il vostro sostegno e la forza del volontariato, potremo veramente scrivere insieme parte di un futuro migliore per il nostro territorio e per il nostro Paese“.

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