Luino | 29 Agosto 2017

“L’importanza di vaccinare i bambini”. L’intervista alla pediatra luinese Luana Nosetti

"Credo che la stampa abbia un ruolo determinante nel trasmettere informazioni ai genitori, è molto immediata. I genitori, invece, devono cercare le fonti corrette"

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Dopo le parole dell’assessore ai Servizi Sociali di Luino, Caterina Franzetti, che ha ricordato l’importanza di vaccinare i più piccoli ed ha emesso un’informativa utile per tutti i genitori residenti nel comune, e la lettera della mamma 30enne che esprimeva le sue perplessità in merito, era necessario intervistare una dottoressa esperta, la pediatra luinese Luana Nosetti, che, analizzando la situazione, chiarisse in maniera efficace quanto sia fondamentale per i bambini essere vaccinati, sfatando tutti i falsi miti e spiegando le bufale che si leggono continuamente su internet, rifacendosi anche al decalogo medico-scientifico della Società Italiana di Pediatria.

Ecco quello che la dottoressa pediatra dell’Ospedale Filippo Del Ponte di Varese, Luana Nosetti, ci ha raccontato, tra verità scientifiche e consigli per i genitori. La dottoressa Nosetti è attualmente responsabile della pneumologia pediatrica nella struttura varesina, mentre per anni ha lavorato anche presso la pediatria dell’Ospedale di Luino.

Per quale motivo, dottoressa, è importante vaccinare i propri bambini?

Sono tante le ragioni per cui è fondamentale vaccinarsi. Vi sono delle società scientifiche pediatriche, tra cui la più importante è la Società Italiana di Pediatria, che da tempo incentivano ed organizzano campagne favorevoli ai vaccini. E’ stato redatto un poster affisso in ospedali ed ambulatori pediatrici nel quale vengono spiegati i dieci motivi per cui vale la pena vaccinarsi, chiarendo tanti dubbi nei genitori e sfatando tanti falsi miti che leggiamo quotidianamente. Inoltre vi sono delle indicazioni ministeriali che indicano quale è il preciso calendario vaccinale.

Ma cos’è successo in questi ultimi anni? Perchè questo scetticismo da parte dei cittadini?

Negli ultimi anni la copertura vaccinale è diminuita e alcune nazioni hanno segnalato l’Italia come un paese in cui era pericoloso venire senza le adeguate vaccinazioni. I recenti casi di morbillo in Brianza e a Milano, di cui uno mortale, o di pertosse nei bambini nei primi mesi di vita, non ancora vaccinati, sono stati segnalati anche nel nostro territorio. Bisogna tener presente che contrarre la pertosse sotto l’anno di vita è molto pericoloso perché può provocare delle apnee molto gravi. Probabilmente i motivi di questo scetticismo sono attribuibili ad una scarsa e inadeguata informazione. Secondo me è molto importante che i genitori siano correttamente informati e che capiscano quanto è importante effettuare le vaccinazioni ai propri figli in quanto la nostra realtà è in continuo cambiamento. Si viaggia molto per turismo e per lavoro ed è alto il rischio di importare malattie, da noi da lungo tempo scomparse, da paesi stranieri lontani.

Quanto incide negativamente internet e l’informazione online sulle vaccinazioni?

Ormai i genitori sono abituati a cercare informazioni medico-scientifiche online e non sempre vanno a leggere le informazioni di qualità contenute nei siti ufficiali, come quello della Società Italiana di Pediatria. Bisogna far capire loro che su internet non sempre le prime informazioni che si trovano sono anche le più importanti, spesso i motori di ricerca premiano i siti più visitati o quelli più sponsorizzati, ma questo non vuole dire che si trova una qualità migliore alla prima occhiata, bisogna andare a cercare le fonti ufficiali o ministeriali. Per questa ragione invito tutti i genitori a provare a sfatare alcuni falsi miti, come sentir dire che la vaccinazione potrebbe determinare autismo o che i vaccini contengono sostanze tossiche per il bambino, o additivi pericolosi.

E a lei, personalmente, che cosa chiedono i genitori?

I genitori sono molto interessati al problema vaccinale, frequentemente chiedono informazioni per i diversi vaccini. Questo avviene in quanto sempre più spesso, inoltre, si leggono sulla stampa o i telegiornali riportano casi drammatici, come le morti a causa malattie infettive o, notizia degli ultimi giorni, il possibile contagio di lattanti da parte di un personale sanitario che si è ammalato di morbillo. Così i genitori leggono questi articoli o vedono questi servizi e ci chiedono informazioni riguardanti ai propri figli, sulla copertura vaccinale, sulla loro sicurezza. Credo che la stampa abbia un ruolo determinante nel trasmettere informazioni ai genitori, è molto immediata, importante è fornire informazioni chiare e corrette. Spetterà poi al pediatra di fiducia confermarle e rassicurare i genitori. Ci deve essere coerenza nelle informazioni fornite, solo in questo modo i genitori sono rassicurati e convinti che la scelta che stanno facendo è giusta per la salute del loro bambino.

Cosa ne pensa, invece, dei turisti con bambini al seguito che vengono al Mercato a Luino? Pensa possano essere veicolo di infezione oppure è una teoria che non sta in piedi?

Senza dubbio è una teoria che non è corretta. I bambini vengono vaccinati anche all’estero, in Europa e anche in Svizzera, ed il programma vaccinale è molto simile. Negli ultimi anni l’Italia, ma anche le altre nazioni europee, hanno lavorato molto per sensibilizzare le persone affinchè vengano fatte le vaccinazioni. La gratuità della maggior parte dei vaccini è fondamentale in Italia, solo in questo modo si può consentire a tutti di poter vaccinare i bambini, perchè i motivi economici non devono diventare la causa di una mancata aderenza al programma vaccinale. All’estero, come ad esempio in Svizzera, le vaccinazioni hanno un costo, ma ugualmente i genitori vengono sensibilizzati a vaccinare i propri figli dai pediatri. In particolare c’è un obbligo di Legge, non una coercizione. In internet sono presenti materiali informativi molto precisi al riguardo circa il programma vaccinale svizzero, il tipo di vaccini consigliati e l’età a cui sono proposti.

Perchè ci sono tante persone così scettiche?

Credo sia una questione legata alla paura. Io mi sento dire spesso dai genitori che temono che, vaccinando il bambino, egli possa contrarre la malattia. Questo non è corretto, il vaccino stimola solo il sistema immunitario a produrre una risposta utile a difendere il bambino nel momento in cui verrà a contatto con la causa della malattia stessa. Spesso i genitori temono che facendo una sola puntura contenente tanti vaccini insieme si metta più a rischio il bambino. Le prove scientifiche dimostrano che un’unica puntura per più vaccini simultaneamente è più vantaggiosa sia per i bambini che hanno meno dolore, sia per il sistema immunitario che reagisce maggiormente agli stimoli vaccinali, aumentando la produzione degli anticorpi.

Personalmente, come pediatra, ha paura che i genitori non vaccinino i loro figli?

Come dicevo prima, abbiamo notato negli scorsi anni che bambini italiani vengono meno vaccinati, oppure lo si fa ma ritardando i tempi. Adesso con queste campagne informative, il Ministero della Salute, la tv, la stampa stanno lavorando molto in questo senso provando a convincere tutti i genitori ad effettuare le vaccinazioni per il bene dei propri figli e per quello degli altri. Le sanzioni economiche servono solo a penalizzare i genitori meno convinti, ma è l’opera di convinzione, con informazioni chiare ed aggiornate, la vera ricetta per superare la mancata partecipazione al programma vaccinale. La vera soluzione è spiegare a tutti il valore dei vaccini. Se i genitori ricevono le informazioni corrette e giuste, io sono convinta che non ci saranno problemi, perché il genitore vuole il bene dei propri figli.

Quale sarà secondo lei il futuro dei vaccini?

Credo ci sarà sempre una maggiore copertura anche attraverso nuove vaccinazioni, attualmente ancora in fase di studio o estendendo alcuni vaccini già in uso ad ampie fasce di popolazione pediatrica. Ad esempio al momento attuale, per le bambine e ragazzine è stato inserito il vaccino per il papilloma virus, che in futuro sarà oggetto di campagne di sensibilizzazione anche per gli adolescenti di sesso maschile, attualmente esclusi da tale programma. L’obiettivo è quello di diminuire i rischi e aumentare la protezione per una maggiore tutela di tutta la popolazione.

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