Maccagno con Pino e Veddasca | 10 Agosto 2017

“Gravi disturbi dai forti rumori dei lavori per AlpTransit”, la denuncia di un cittadino di Maccagno

"Perché chi è preposto al bene del paese e dei suoi cittadini non interviene? Perché si accetta tutto?", queste alcune domande poste da Sergio Bottinelli

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AlpTransit sarà attivata nei prossimi mesi e i lavori sulla linea Cadenazzo-Luino-Laveno continuano senza sosta. Lo si può denotare osservando i cantieri presenti su tutta la tratta ferroviaria, con gli operai impegnati quotidianamente, con l’obiettivo di portare al termine gli interventi nel più breve tempo possibile.

Tra i cittadini dell’Alto Varesotto, soprattutto quelli dove la linea insiste, vi sono quelli contenti per l’ammodernamento delle strutture, che sperano anche in un sensibile miglioramento delle corse dei treni regionali, e quelli che, invece, sono scettici non solo per il futuro della linea, ma anche per i problemi legati alla sicurezza e, soprattutto, per i disagi che i lavori stanno creando in queste settimane. Diversi, infatti, i cittadini che hanno segnalato, sia in redazione che su Facebook, i forti rumori proveniente dai cantieri.

“Domenica mattina, e sottolineo domenica, pochi minuti dopo le ore 6, sì proprio le sei di mattina, sono stato svegliato di soprassalto da forti rumori provenienti dalla stazione ferroviaria e cioè dal cantiere AlpTransit”, inizia così il post-sfogo che Sergio Bottinelli, cittadino di Maccagno con Pino e Veddasca, ci ha inviato ieri su Facebook. “Irritazione e sudore – spiega Sergio -, ma soprattutto il perdurare dei forti rumori, mi hanno impedito di riaddormentarmi e così ho fatto tante considerazioni, a incominciare dal fatto che non è la prima volta che ciò succede. Oltre che al disturbo per la brusca sveglia domenicale data a me e alla mia famiglia, ho pensato ai tanti che, dopo una settimana di levatacce per andare al lavoro, aspettano il fine settimana e in particolare la domenica per farsi una meritata dormita. Quei rumori, però, li hanno brutalmente svegliati”.

“Ho pensato poi che a Maccagno Superiore vi sono tre alberghi, ancora più vicini al cantiere rispetto a casa mia; bene, ho immaginato la gioia dei turisti in essi alloggiati per essere stati svegliati di buon ora e bruscamente e ho poi pensato che se io fossi uno di loro avrei fatto immediatamente le valige e me ne sarei andato via da Maccagno”.

“Rivoltandomi nel letto con il vano tentativo di riprendere sonno ho poi immaginato il piacere di vivere a Maccagno quando sarà operativa la ferrovia, con i lunghi treni merci che in sequenza e quale pericolo costante, sfrecceranno nel centro del paese, con il tac-tac degli scambi, l’amplificazione del ponte in ferro di Via Valsecchi (a quanto pare l’unico rimasto in Italia. Perché non viene sostituito?) e la mancata installazione di barriere fonoassorbenti, che risulta siano state escluse dagli interventi”.

“Poi, oltre al deprecabile, brusco risveglio è arrivata anche la beffa, perché verso le otto ogni fragore è scomparso, compresi quei rumori di movimento ghiaia e binari che disturbano durante le intere giornate feriali. Io non sono un legale, ma mi domando se tale comportamento non sia perseguibile, anche penalmente, atteso che l’articolo 659 del Codice Penale prevede il reato di disturbo della quiete pubblica“.

“Le autorità dovrebbero essere garanti della quiete e del riposo – conclude il cittadino maccagnese -, in particolare nel mese in cui le persone che lavorano tutto l’anno hanno il diritto di riposare e i turisti, cioè gli ospiti a pagamento, hanno il diritto di godere di tranquillitò e relax. Perché chi è preposto al bene del paese e dei suoi cittadini non interviene? Perché si accetta tutto? Perché non si picchiano i pugni sul tavolo per ottenere opere indispensabili? Forse perché tanti maccagnesi mugugnano, ma non hanno il coraggio di esporsi e di farsi sentire? Povera Maccagno, come diventerai? Come finirà la tua vocazione turistica?”.

(Foto © Marina Perozzi)

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