Luino | 7 Agosto 2017

Luino: dopo 41 anni, il Comandante della Polizia Stradale Carlomagno va in pensione

Il Comandante è entrato in servizio a Luino nel lontano agosto 1991. Siamo andati ad intervistarlo, ecco cosa ci ha raccontato degli automobilisti luinesi

Tempo medio di lettura: 6 minuti

Un’intera vita, quasi 42 anni, è quella passata dal Comandante Egidio Carlomagno nella Polizia Stradale. Lo scorso primo agosto, però, il meritato riposo, visto che è andato in pensione. Una grande passione quella che, partendo dalla sua terra d’origine, la Basilicata, ha accompagnato Carlomagno in tutti questi anni, iniziando con le prove selettive il 13 settembre 1976 a Nettuno, in provincia di Roma.

Selezionato subito per entrare nella Polizia Stradale è stato inviato prima per nove mesi a Vicenza per la scuola di specializzazione e poi, dopo aver frequentato il corso specialità di Cesena per altri sei mesi, il 23 dicembre 1977 è arrivato per la prima volta a Luino, assunto in forza al Comando di Varese, ma fu assegnato al reparto di autostrada di Busto Arsizio, dove è rimasto per quasi dieci anni.

Dopo essersi sposato nell’agosto 1981, ad ottobre dello stesso anno ha ricevuto il trasferimento per Grotta Minardo, in provincia di Avellino, rifiutando la proposta per rimanere in provincia di Varese, dove ormai si era stabilito con la famiglia. Nel 1985 ha partecipato al concorso di sotto ufficiale e dopo averlo superato ha frequentato la scuola di ispettori e sovrintendenti di Nettuno. Da qui è stato assegnato al Comando di Varese e per tre anni e mezzo ha fatto il vice all’ufficio verbali.

Negli anni ’90 a Luino non vi erano sotto ufficiali e, così, fu trasferito sul paese lacustre definitivamente, anche se la preferenza ricadeva su Busto Arsizio, dove aveva casa e famiglia. Nell’agosto 1991 fu nominato a tutti gli effetti Comandante della Polizia Stradale a Luino, visto che era sede vacante, con trasferimento d’ufficio. Ha ricoperto questo ruolo fino al 31 luglio 2017, qualche giorno fa, quando ha dovuto liberare il suo ufficio, salutare colleghi di una vita ed amici ed andare, finalmente, in pensione. Noi, a qualche giorno di distanza, siamo andati ad intervistarlo e a farci raccontare cosa ha significato per lui lavorare e vivere a Luino in questi trent’anni.

Qual è il primo ricordo che ha di Luino?

Mi sono ambientato subito, non ho avuto difficoltà, sia a livello umano che lavorativo, tra colleghi e cittadini. Qualche problema lo abbiamo avuto per via dei collegamenti, visto che ancor oggi per raggiungere l’autostrada ci si mette circa un’ora. Per i parenti eravamo finiti in fondo al mondo, ma con il tempo ci siamo adattati e abbiamo apprezzato molto questo piccolo paesino tranquillo sul lago Maggiore, anche se venendo da Busto, Milano era più alla portata e vicina. Uno dei motivi che mi ha spinto a scegliere Luino, poi, era quello di vedere in autostrada le code al casello di Gallarate, con numerosi turisti milanesi che sceglievano questi luoghi per passare le loro giornate di relax nel weekend.

In questi venticinque anni di lavoro come si è trovato? 

Ho avuto sempre buoni rapporti con tutte le forze di polizia collaborando con tutti, Carabinieri, Finanza e Polizia Locale. Con questi ultimi abbiamo fatto collaborazioni e servizi insieme, per il controllo del territorio. Ne abbiamo fatto uno proprio il 23 luglio scorso, l’ultimo della mia carriera, dove ho coordinato il servizio e abbiamo fatto il controllo sulla guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Nel corso degli anni, ha riscontrato maggiori controlli sulle strade?

I controlli e le collaborazioni sinergiche con la Polizia Locale sono aumentate considerevolmente nel corso degli ultimi anni, ma senza dubbio sono aumentati i controlli nel complesso, forse meno nei comuni.

E in questo senso, quali problemi ha riscontrato all’inizio con la popolazione del territorio nei controlli stradali?

I cittadini, nei primi anni in cui operavo a Luino, facevano fatica ad accettare il modo in cui lavoravamo. Eravamo molto fiscali, specialmente nelle ore serali dove, a fronte dei parcheggi selvaggi in seconda fila, davanti ai locali pubblici, intervenivamo con il carroattrezzi. Parlo degli anni 1993, 1994, 1995. Lo facevamo in modo autonomo. Tante persone erano contente e ci facevano i complimenti, ricordo che erano numerose le macchine in sosta sui passi carrabili e che impedivano ai residenti di far rientro nelle proprie abitazioni. Le strade più colpite erano viale Dante, via Verdi.

Dagli anni ’90 ad oggi, secondo lei, siamo migliorati da un punto di vista civico-stradale o siamo peggiorati?

Per quanto riguarda la sosta, credo che siamo peggiorati in modo rilevante. Uno dei motivi può essere quello relativo al nostro lavoro: noi siamo occupati anche in autostrada con servizi di controllo mirati e per questa ragione non sempre si riesce a sanzionare quanto necessario. E’ impossibile, per le risorse e le persone a disposizione, fare controlli ogni weekend.

Ed oltre la sosta, invece, i cittadini luinesi in strada come li descriverebbe? Che opinione si è fatto?

Sono troppe le situazioni in cui si guida con in mano il cellulare, senza usare le cinture, la sosta selvaggia e il non rispetto della segnaletica orizzontale e verticale. Ad esempio, in via Cairoli verso l’area ex Svit, si ignora completamente la segnaletica. Sono problemi che si evidenziano ovunque, ed anche Luino non ne è esente.

Quanto, secondo lei, incidono i mancati corsi di educazione civica e stradale nelle scuole?

La formazione nelle scuole è fondamentale, partendo dai bambini delle elementari. Dalle piccole norme di sicurezza stradale, sul modo in cui attraversare la strada e come si conduce una bicicletta. Dobbiamo partire da loro. Ma sono convinto che l’educazione stradale non farebbe male neanche a chi, invece, la patente ce l’ha, e ha fatto l’esame da anni, per ricordar loro quali sono le regole. Da una semplice sosta fuori gli appositi parcheggi si possono causare incidenti che non si prendono neanche in considerazione. Una sosta nei pressi di un attraversamento pedonale potrebbe creare problemi sia al pedone, che verrebbe investito, sia all’automobilista che sopraggiunge.

Come si potrebbe rimediare a situazione di questo tipo?

Le amministrazioni dovrebbero riflettere ed incentivare maggiori controlli sulle strade. Maggiore è la visibilità e la presenza degli agenti in divisa, minori sono le infrazioni commesse per le strade. Un semplice deterrente per effettuare prevenzione. A questo, poi, è necessario aggiungere l’importanza delle Istituzioni e delle famiglie nel formare una società moderna migliore, quindi sarebbe utile mettere un po’ di impegno tutti quanti, politica e cittadini. Sono convinto, da cittadino, ed è una mia opinione, che stiamo andando verso un peggioramento, da qualsiasi punto di vista. C’è un grande lassismo a più livelli e scarso impegno.

In questi quarant’anni, evidenziando una situazione di questo tipo, quali sono state le difficoltà che ha dovuto affrontare con maggior complessità?

I problemi sono tanti, come in qualsiasi ambiente di lavoro, ed io ho cercato di impegnarmi, nel mio piccolo, per migliorare le attitudini dei cittadini e degli utenti con i quali sono entrato in contatto. Se ci sono riuscito però non lo so dire.

Quanta passione ha avuto in questi anni per lavorare in questo modo che mi sta descrivendo?

Il nostro, come qualsiasi altro lavoro, deve essere fatto con impegno e passione perchè deve avere un fine, uno scopo. Il nostro è quello di dare sicurezza e salvare vite umane, quindi, quando si fa prevenzione e si fanno posti di controllo già si sta compiendo questo. Nel contestare violazioni, non è importante raccogliere soldi tramite i verbali, ma è punire un certo comportamento e spiegare per quale ragione bisogna seguire le norme. La repressione deve sempre essere l’estrema ratio.

Quali rapporti ha, nella propria attività, la Polizia Stradale con i cittadini?

Sono tanti quelli che ci fanno segnalazioni e che, grazie al loro intervento, ci portano ad effettuare controlli in alcune strade, tramite autovelox laser ad esempio, che hanno confermato quanto denunciato. Questo è importante sia per loro, sia per noi. E’ difficile poi porre rimedio e risolvere queste situazione, perchè fare controlli due o tre volte al mese non bastano.

E, invece, passando alla sua vita oltre il lavoro, ora, cosa si lascia alle spalle dopo questi 41 anni trascorsi nella Polizi Stradale?

Indubbiamente gli ottimi rapporti instaurati in questi anni e che porterò avanti. Superiori, colleghi, cittadini e politici, tutti quanti. Non ho mai avuto problemi con nessuno. Ho sempre avuto buoni rapporti.

E adesso, invece, cosa farà nel tempo libero?

E ora è arrivato il momento di dedicarsi all’attività che più di tutte ho trascurato in questi anni: la famiglia. Per fare il comandante sono necessarie tante ore al giorno, almeno dalle 7 alle 19, e deve esserci sempre la massima disponibilità anche nel resto del tempo. Se si vuole fare un buon lavoro per far funzionare tutto. Ora cercherò di compensare.

E il comando come lo lascia?

Lo lascio in buone mani. I colleghi sono tutti capaci, preparati professionalmente e disponibili, quindi sono rassicurato da questo.

Infine, un ricordo, un aneddoto che ricorda con il sorriso sulle labbra. Qual è?

Ce n’è più di uno, senza dubbio. Nei servizi di controllo notturno sono state tante le volte in cui ho trovato automobilisti o persone ubriache. Sarebbero state da filmare, da girare un film o da cinema, insomma. Bisogna sempre prenderla con filosofia perchè ho imparato che in quei casi, discutere con l’ubriaco è tempo perso. Gente che non ragiona proprio…

Così, dopo ventisei anni a Luino, dal primo di agosto il Comandante Egidio Carlomagno ha lasciato il suo ufficio, anche se in questi giorni sta passando a salutare i suoi colleghi. E’ stato il suo vice, il sovrintendente capo guardia Angelo Guardo, a prendere il suo posto.

A noi non resta che augurare il meglio al Comandante, dopo tutto quello che ha fatto in questi anni sul territorio, spendendosi quotidianamente ed oltre gli orari di lavoro per tutelare cittadini ed impegnarsi nella sicurezza stradale.

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Una risposta a “Luino: dopo 41 anni, il Comandante della Polizia Stradale Carlomagno va in pensione”

  1. Lucio Vespucci ha detto:

    Ciao Egidio, tantissimi auguri per il tuo futuro da pensionato da chi in pensione c’è già da sette anni. In bocca al lupo e un saluto da Lucio Vespucci.

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