Germignaga | 21 Luglio 2017

Dalla “Festa dell’Unità del Lago”: “Istituire un tavolo permanente su AlpTransit”

Fazio: "Una difficoltà che stiamo riscontrando è che un progetto straordinario quale Alptransit, sia trattato da RFI come un semplice adeguamento"

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Una serata per parlare di AlpTransit a 360° quella che si è svolta ieri sera al Boschetto di Germignaga nell’ambito della “Festa dell’Unità del Lago”. Tanti gli interventi e le riflessioni che hanno ruotato intorno alla questione, così come tante sono state le prospettive dalle quali si è guardato al problema. Ad intervenire nel corso della discussione, caratterizzata da toni pacati e razionali che hanno favorito un denso scambio di opinioni, infatti, diversi amministratori locali, ma anche cittadini che hanno avuto la possibilità di esporre le proprie perplessità e dubbi.

A moderare l’incontro il segretario del PD luinese Enrico Bianchi che ha introdotto la serata e i numerosi interventi succedutisi. Bianchi, che ha aperto l’incontro con una citazione di Alcide De Gasperi”, ha spiegato come la festa di Germignaga, dedicata alla compianta Laura Prati, sia l’unica festa organizzata da una forza politica sul territorio, “Un segno di attaccamento ai propri ideali e valori”.

In apertura l’interessante intervento del geologo Amedeo Dordi, che ha contornato le proprie parole con l’esposizione delle carte recanti la pericolosità del territorio e il dissesto con la legenda uniformata al PAI (Piano di Assesto Idrogeologico), riguardanti tutto il territorio del luinese coinvolto nell’ammodernamento della linea che va da Maccagno con Pino e Veddasca a Laveno Mombello. Dordi ha spiegato ai presenti quali sono le caratteristiche del territorio sul quale si va ad agire e quali possono essere i rischi connessi derivanti dalla sua stessa composizione. Rischi e disagi figurano poi nell’intervento come legati allo specifico tratto considerato che porterà con sé le proprie specifiche problematiche sulle quali è necessario agire con lungimiranza e consapevolezza. A conclusione, l’invito rivolto ai partecipanti ad andare a visionare il piano geologico del proprio specifico comune per avere un quadro d’insieme.

A seguire l’intervento di Tiziano Ponti, sindaco di Gambarogno, che, dopo l’excursus riguardante la genesi di AlpTransit in Svizzera e l’essenza del progetto, illustra nel dettaglio le problematiche individuate su territorio elvetico e le modalità adottate per arginare il disagio avvertito dalla cittadinanza, con l’avvio di un dialogo con le ferrovie che inizialmente avevano previsto il potenziamento della loro linea ignorando le problematiche del territorio sul quale essa insisteva. “A seguito della pubblicazione da parte delle ferrovie Svizzere della ‘domanda di costruzione’, rispetto alla quale ogni cittadino e ogni autorità ha il diritto di fare opposizione – spiega il sindaco Ponti -, abbiamo dato vita ad un team individuando i punti salienti. La nostra opposizione verteva su ventiquattro punti tra cui quello principale riguardava la sicurezza, a tutela dell’incolumità dei nostri cittadini e del nostro territorio”. Tra le problematiche sollevate, però, anche l’adeguamento dei manufatti accessori alla ferrovia, come i sottopassi, le strutture finalizzate a limitare i disagi dei cittadini le cui abitazioni insistono a ridosso della linea, come il rumore, problematica sulla quale si è agito con l’installazione di paratie fonoassorbenti e, laddove necessario, con la sostituzione dei serramenti della case interessate. Per le vibrazioni, invece, non esiste ad oggi ancora uno standard al quale uniformarsi, pur contando sull’esistenza di tecnologie avanzate a riguardo e diversi altri aspetti rispetto ai quali ancora restano aperte finestre di dialogo con gli enti interessati.

E’ il sindaco Fabio Passera a sottolineare poi “la differenza abissale esistente tra l’amministrazione periferica della Svizzera, che intrattiene un ampio confronto con l’ente ferrovia, e l’Italia. Noi abbiamo subìto la decisione del nostro governo e ci siamo trovati a fare i conti con questa realtà senza avere la possibilità portare avanti un’alternativa in grado di bloccare il processo. Ciò che ci auguriamo è di riuscire a trovare, rispetto alle differenti problematiche che sorgeranno, un punto fermo e di dialogo tra enti locali, popolazione e gestori della linea. In questa direzione si sta muovendo la nostra azione. Un’altro tema importante e fonte di preoccupazione è quello riguardante le opere compensative, rispetto alle quali incontriamo difficoltà nel rapportarci con gli interlocutori che abbiamo davanti. In questo senso stiamo lottando, ogni comune sulla base delle caratteristiche e delle particolarità del proprio territorio, consapevoli del fatto che al di là delle difficoltà che quotidianamente incontriamo, questo è il nostro compito. A volte guardo a quello che accade in Svizzera con un po’ di rabbia e invidia, ma io sono in questo paese ed è qui che devo muovermi ed agire, in difesa del territorio e delle persone che lo abitano”.

Ad intervenire anche Enrica Nogara, consigliere di minoranza de “L’altra Luino”, che insiste sulla necessità di guardare al problema della sicurezza anche da un’altra prospettiva, ovvero quella dei cittadini che dovrebbero essere inseriti in questo disegno con consapevolezza e cognizione di causa, rispetto ai comportamenti da adottare nelle differenti eventualità che potrebbero presentarsi. A porre come primo e necessario step di questo processo la sicurezza è anche Alessandra Miglio, assessore ai Trasporti del comune di Luino. “Esiste la necessità di mezzi di soccorso efficienti, i nostri Vigili del fuoco, ad esempio, non sono forniti di uno strumento necessario a tirare fuori da un tunnel un treno passeggeri. Statisticamente, per quanto se ne dica, in Italia grossi problemi con gli incidenti, dopo quelli di Viareggio, non se ne sono verificati, anche se un adeguamento in questo senso è necessario. Noi abbiamo fatto, come comune di Luino, differenti richieste e abbiamo ottenuto da RFI la garanzia della messa in funzione di due sistemi di controllo per il surriscaldamento delle boccole e un mezzo di controllo per il surriscaldamento del carico”.

In chiusura l’intervento del sindaco di Germignaga Marco Fazio: “Una difficoltà che stiamo riscontrando, a parte le questioni relative al dialogo tra enti, è il fatto che un progetto oggettivamente straordinario quale AlpTransit, sia trattato da RFI come un semplice adeguamento. Qui, invece, abbiamo bisogno di strumenti che vanno al di là dell’ordinarietà, sia per quanto riguarda i tempi, sia per il tipo di traffico che la linea si troverà a subire. Per questo abbiamo accolto con piacere la notizia dell’incontro con il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, promosso dai circoli PD dei comuni coinvolti, e a cui siamo stati invitati in qualità di sindaci ‘Civici e democratici’. Presenteremo un documento in cui non faremo la lista della spesa, ma sottoporremo alcune questioni istituzionali e pratiche. In sintesi, l’apertura di un tavolo permanente che funga da punto di raccolta e raccordo delle diverse istanze; la necessità di un migliore raccordo tra alcune delle opere di compensazione previste e la viabilità ordinaria, tema che non può essere scaricato semplicemente sulle singole amministrazioni; la questione della mitigazione del rumore, sia attraverso opere che non possono avere i tempi biblici del piano RFI, fermo al Ministero per l’Ambiente dal 2009, sia attraverso modalità innovative (interventi sui recettori, nuovo materiale rotabile, velocità); infine, la questione della sicurezza, con la verifica degli annunci effettuati da RFI nel corso dell’incontro in prefettura il 28 aprile, la richiesta di un aumento della dotazione per i Vigili del Fuoco, il supporto per l’aggiornamento dei piani di emergenza e l’informazione alla popolazione. Crediamo in un modello di sviluppo che tenga conto anche delle esigenze delle comunità e in cui le decisioni non vengono solo calate dall’alto. Il nostro auspicio è che la gestione della questione AlpTransit possa divenire un modello virtuoso in cui, da una parte gli interlocutori locali non si pongono pregiudizialmente contro ad una grande opera, e, dall’altra parte, le istituzioni sanno ascoltare e recepire le istanze che giungono dal basso”.

Altra problematica emersa a più riprese nel corso del dibattito è stata l’assenza, accanto al potenziamento riguardante il trasporto delle merci, di un incremento di treni passeggeri. “Stiamo portando avanti, insieme a diversi comuni tra cui quello di Luino – spiega il sindaco Ponti -, un progetto finalizzato ad aumentare questa capacità. La volontà da parte della direzione di TiLo, con cui abbiamo organizzato differenti incontri, esiste. In questo caso, però, la problematica che sorge è quella della scarsa presenza di passeggeri, atta a giustificare un tale aumento sulla linea”.

Ad emergere, così, a fine serata, è il fondamentale ruolo delle amministrazioni: è necessario operare nella direzione di creare collegamenti efficienti, atti ad incentivare l’utilizzo di queste linee per spostarsi sul territorio, con diversi ed evidenti vantaggi tra cui la riduzione del traffico su gomma, avendo come priorità assoluta quello della sicurezza e della tutela delle popolazioni del nostro territorio.

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