A seguito della giornata di domenica, nella quale un meraviglioso sole estivo insieme ad un ampio numero di fedeli raccolti in preghiera ha accolto l’arrivo della statua della Madonna Pellegrina di Fatima nella città di Luino, un inevitabile parallelismo riaffiora nella memoria storica degli abitanti di Germignaga: la presenza della Madonna Pellegrina una settantina di anni fa. E a raccontarne, sulla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato” è Renzo Fazio che, con dovizia di particolari storici ricostruisce l’importante evento di cui il paesino lacustre è stato testimone dal 21 al 23 settembre 1947.
“Con il ricordo dal passato di questo fine settimana di giugno spero di accontentare gli amici Gian Pietro Bovolenta e Riccardo Sterzi che nel corso della settimana, commentando le immagini dell’arrivo della statua della Madonna di Fatima a Luino, hanno ricordato la presenza della Madonna Pellegrina a Germignaga, una settantina di anni fa. Mi ero ripromesso di cercare una immagine di questo evento fra quelle dalla mia collezione e alla fine ne ho trovate due: a quel punto è scattata in me anche la molla della curiosità e ho fatto una brevissima ricerca a riguardo e che condivido, per chi avrà tempo e voglia di leggerla“. Queste le parole con cui Renzo Fazio riporta alla memoria questo avvenimento accaduto nel luinese circa una settantina di anni or sono.
“A quei tempi, l’iniziativa era chiamata ‘Peregrinatio Mariae’, cioè pellegrinaggio della Madonna e l’origine era da ricercarsi in Francia dove si usava celebrare ogni quattro anni un Congresso Mariano Nazionale. Prima dell’ultimo congresso che si tenne nel 1938, appena prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, vennero realizzate quattro statue. Le statue giunsero al Congresso per quattro vie differenti attraversando il nord della Francia, dopo essere state benedette sulla soglia del Santuario di Notre Dame Des Ardens, da cui il nome di Via Ardente dato al pellegrinaggio – spiega Fazio -. Allo scoppio della guerra il pellegrinaggio venne sospeso e durante l’occupazione nazista la statua fu portata presso il santuario di Lourdes. Ultimato il secondo conflitto mondiale il pellegrinaggio della Madonna riprese con ancora più grande partecipazione e devozione.
“Il successo della manifestazione francese valicò le Alpi e spinse anche le Diocesi italiane a imitarla e così dal 1947 al 1949 la Peregrinatio Mariae divenne anche in Italia un evento di massa assai partecipato. Il rito venne effettuato in novantacinque Diocesi coinvolgendo un totale di oltre ventidue milioni e mezzo di persone. L’interesse fu talmente importante che nel 1948 L’Osservatore Romano iniziò a riportare sulle proprie pagine le cronache dei viaggi della Madonna Pellegrina e del suo tragitto: la statua passava di paese in paese, attraversando la pianura, sui sentieri di montagna e nei piccoli paesi o nelle città, accompagnata dai fedeli della parrocchia che portavano la statua in processione, per affidarla a quelli della parrocchia confinante.
“Per il pellegrinaggio italiano vennero impiegate tre statue identiche alte un metro e sessanta centimetri, opera dello scultore Arturo Malerba. Una di queste partì il 18 maggio da Gallarate verso il Varesotto, un’altra, la prima domenica di giugno, da Monza percorse la Bassa Milanese, e la terza, per la festa di San Pietro e Paolo, si mosse da Saronno verso la provincia di Como e la Brianza, con una trasferta anche in territorio elvetico, a Lugano”.
“A Germignaga fece tappa la terza settimana di settembre e precisamente nei giorni dal 21 al 23 settembre 1947: queste le immagini che ricordano questo evento, una scattata in esterno, credo in piazza XX settembre, l’altra all’interno della chiesa parrocchiale. Per i ricordi dell’epoca, lascio lo spazio ai commenti di chi vi ha partecipato”.
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