Il vicesindaco di Luino, Alessandro Casali, il capogruppo “Lega Nord” Antonio Palmieri e il segretario della Lega Nord, Davide Bellini, respingono al mittente il tentativo di censura nei confronti del presidente del consiglio comunale Davide Cataldo. Solo ieri, avevamo pubblicato la mozione firmata dai consiglieri di minoranza dei consiglieri Compagnoni, Agostinelli, Nogara e Petrotta. Ecco la nota stampa della Lega Nord di Luino.

Il vicesindaco Alessandro Casali e il presidente del consiglio comunale Davide Cataldo
Luino, Lega Nord: “Tentativo di censura per sviare l’attenzione dai propri errori amministrativi”. “I quattro consiglieri firmatari della mozione cercano di incolpare altri dei propri errori di procedura amministrativa – si legge sulla nota stampa leghista -, raramente, infatti, si leggono dichiarazioni così colme di errori e prive di qualsiasi fondamento. Cominciamo col dire che le regole amministrative di questa nazione sono molto chiare ed è pura invenzione che i politici che ricoprono incarichi di presidenza debbano smettere di essere tali e non possano esprimere le proprie opinioni politiche al di fuori del compito istituzionale, basti pensare a chi presiede le due camere del Parlamento, ci dicano i quattro consiglieri se davvero queste due alte cariche non fanno mai dichiarazioni politiche di parte, ci sembra tutto il contrario, addirittura sono firmatari di disegni di legge. In tutta questa vicenda riaffiora la consueta incoerenza nel PD che un giorno fa comunicati stampa dove dichiara che vietare agli amministratori la libera espressione su quotidiani e social network è una pericolosa deriva antidemocratica, mentre il giorno dopo firma una censura per impedire al Presidente del Consiglio di farlo”.
“Il Presidente Cataldo – continua il comunicato – è stato eletto prima dai cittadini nella lista di maggioranza e poi ulteriormente votato dal Consiglio Comunale che ha scelto il proprio Presidente dalle fila del gruppo consigliare Lega Nord, egli ha l’obbligo di essere sopra le parti e garante di tutti i consiglieri ‘durante lo svolgimento delle proprie funzioni’, questo quanto prescrive la legge e tutti i verbali e le trascrizioni delle sedute dimostrano che ha sempre svolto il suo compito tenendo fede a questo impegno, concedendo a tutti la parola quando previsto e spesso anche richiamando all’ordine assessori e consiglieri di maggioranza. Finito il Consiglio Comunale è e rimane quindi un esponente e militante che fa politica attiva sul territorio come tutti gli altri”.
La questione legata alla mozione dei frontalieri. “Entrando nel merito della questione mozione frontalieri presentata nell’ultimo consiglio viene quasi da sorridere perché qui siamo forse di fronte all’unico tentativo nella storia cittadina di censurare un Presidente per aver applicato il regolamento e non per averlo disatteso, durante la seduta il Sindaco si è rivolto al Consigliere Taldone proponente la mozione per chiedere che fosse rinviata alla seduta successiva (non cancellata) dopo una condivisione in commissione e quindi spettava solo al consigliere titolare del protocollo dare risposta in tal senso. Proprio perché si tratta solo di un rinvio e non di una cancellazione. A nessuno è stata tolta la possibilità di esprimere la propria opinione nel merito della mozione stessa, anzi al contrario portando la mozione in commissione e poi ancora in consiglio, ogni gruppo consigliare avrà due momenti diversi per potersi esprimere come crede. Elogiamo quindi la tempestiva lucidità del Presidente perché in pochi istanti deve prendere decisioni di questo tipo e finora lo ha fatto sempre negli argini del regolamento di funzionamento del consiglio comunale.
“Ci stupisce – si conclude – piuttosto leggere certe macroscopiche inesattezze dal capogruppo della lista ‘Altra Luino, composta da esponenti locali del PD, Franco Compagnoni. Per uno che è stato vicesindaco e si è addirittura proposto alla città per fare il sindaco scrivere: ‘una volta ritirata la mozione il Presidente doveva aprire il dibattito’ è molto strano e lo prendiamo per un temporaneo abbaglio, è vero infatti tutto il contrario: una volta ritirato un punto all’ordine del giorno il presidente non può più aprire il dibattito. Rinnoviamo dunque la nostra fiducia nel Presidente Cataldo che abbiamo sentito e si dice comunque contento del deposito della mozione perché convinto che sia un giusto diritto delle opposizioni e che sarà così il Consiglio a certificare il suo operato”.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0