8 Aprile 2017

Antonio Sanna, gli auguri e l’affetto della “sua” Lavena Ponte Tresa per il 90esimo compleanno

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Un nome indissolubilmente legato a Lavena Ponte Tresa quello di Antonio Sanna che, sindaco del paesino lacustre affacciato sul Ceresio, lo è stato per 27 lunghi anni. L’energia e la progettualità di un ventenne si annidano nello sguardo dell’ex-primo cittadino che racchiude in sé una perfetta e puntuale sintesi di passato e futuro. E noi, nel giorno del suo 90esimo compleanno e dall’inizio del suo nuovo impegno nella Commissione Cultura, siamo andati a farci raccontare una Lavena Ponte Tresa diversa alla quale lui stesso, con lo scorrere degli anni, ha dato forma.

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Antonio Sanna, gli auguri e l’affetto della “sua” Lavena Ponte Tresa per il 90esimo compleanno. Antonio Sanna, un uomo che possiamo considerare pietra miliare di Lavena Ponte Tresa, appena raggiunto il traguardo dei 90 anni, ci apre le porte della sua dimora per permetterci di conoscerlo un po’ più a fondo. Nato in provincia di Como il 7 aprile 1927 ma di origini sarde, Antonio è giunto sul Ceresio nel 1932, all’età di 5 anni, quando, con poco più di un migliaio di abitanti, Lavena Ponte Tresa si presentava come una realtà ben diversa da quella alla quale siamo abituati oggi giorno. Cresciuto e formatosi sulle rive del Ceresio e all’ombra dei verdi boschi che sommergevano il ridente paesino lacustre, l’ex primo cittadino ottenne il suo primo mandato nel 1964: un mandato che durò un anno per via degli studi accademici che si era prefissato di portare a termine a Milano. Servirà qualche anno, poi, prima che si ripresenti alle elezioni, ma nel 1971 i cittadini lo eleggono sindaco, e da quel momento si è potuto assistere ad un sodalizio durato ben 27 anni.

Il paesino affacciato sul Ceresio degli anni ’70 riaffiora dai ricordi del ex sindaco. Una Lavena Ponte Tresa decisamente differente rispetto ad oggi, quella nella quale la giunta Sanna si trovò a muovere i suoi primi passi e che tuttora vive nel ricordo di chi quelle immagini le ha portate sempre con sé. “Io ho iniziato a fare il sindaco nel ’71 – racconta Antonio – e Lavena Ponte Tresa era sprovvista di tutto. Giusto per dirne una le scuole medie erano ospitate in una fabbrica di lampadari. Io mi sono trovato a dover provvedere alle scuole, alle fognature, l’acqua potabile. Tutte cose importanti e all’epoca ero anche abbastanza inesperto, però la voglia di fare era tanta e la gente mi ha ripetutamente premiato per questo, ogni cinque anni, fino al 1997. Ricordo che ancora esisteva il cinema a Ponte Tresa ed è lì che presentai la mia lista”. Ventisette anni fatti di costante impegno per gettare le solide fondamenta sulle quali la cittadina si è sviluppata, tenendo però sempre un occhio sul futuro. Insignito del premio “Rosa Camuna” per l’impegno profuso nelle politiche transfrontaliere, fu inoltre uno dei “padri” dell’accordo italo-svizzero del 1974.

Arte, scrittura, poesia: l’uomo dietro al politico. Oggi, a 90 anni, ma con l’entusiasmo e le energie di un ventenne, una nuova sfida all’interno della Commissione Cultura della sua amata Lavena Ponte Tresa. Una vita densa di impegni politici portati avanti con grande caparbietà, ma questo non è tutto, perchè esistono altri aspetti estremamente interessanti di quello che è l’uomo dietro al politico. Una spiccata passione per l’arte in ogni sua forma, che si manifesta nelle opere paesaggistiche dipinte dall’ex primo cittadino, che abbiamo avuto il piacere di ammirare con l’artista. Tanti i luoghi che si susseguono lungo le pareti della sua abitazione raccontandoci storie diverse: dalla caratteristica cittadina di Alberobello, ai paesaggi selvaggi di una Sardegna capace di togliere il fiato, sino ad una Lavena ancora totalmente immersa nel verde da cui a fare capolino è solo la chiesetta di Ardena e molto, molto altro. L’amore per la creazione però non si esaurisce con la pittura, infatti, molti sono i libri che la mano dell’ex-sindaco Sanna ha composto. Ci racconta di testi legati al suo mandato di sindaco di confine dal titolo “L’accordo tra Italia e Svizzera sui ristorni ai comuni italiani di confine del 3 ottobre 1974”, nei quali ha raccontato nel dettaglio le modalità con cui i soldi dei ristorni venivano impiegati, il tutto corredato di fotografie a testimonianza delle opere eseguite.

Ci narra pazientemente la sua passione per la poesia da cui hanno avuto origine una cinquantina di composizioni in versi che, ammette, prima o poi avrebbe piacere di veder pubblicati. Al momento e precisamente nel pomeriggio in cui siamo andati a trovarlo, Antonio era immerso in un lavoro impegnativo e minuzioso da cui avrà origine la sua ultima creazione: un’autobiografia nella quale Lavena Ponte Tresa siamo certi avrà un ruolo preponderante e che non vediamo l’ora di poter leggere. Nella sua vita, infine, un posto speciale è riservato all’amore per l’insegnamento a cui si è dedicato per molti anni, inizialmente come docente e poi nella veste di direttore didattico. Ancora oggi, ci confida, un sorriso gli attraversa le labbra quando qualche suo ex alunno, ormai decisamente adulto, lo saluta con un “Buongiorno Maestro”.

Un uomo, il Cavaliere Antonio Sanna, i cui interessi ed impegni hanno toccato gli ambiti più variegati e che in ognuno ha saputo lasciare una traccia di sé. Prima tra tutte la “sua” Lavena Ponte Tresa a cui, mattone dopo mattone, ha permesso di divenire ciò che è oggi, e che, attraverso le voci dell’amministrazione comunale e della Commissione Cultura, della quale è appena entrato a far parte, gli fa i più sinceri auguri per l’importante traguardo dei 90 anni, da poco raggiunto.

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