27 Gennaio 2017

A due anni dallo scossone, diversi scenari sul futuro politico di Luino

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A due anni dallo scossone politico luinese, sono tante le sfide che si presentano sul territorio, ma sopratutto le suggestioni che possono scaturirne. Le elezioni politiche all’orizzonte, quelle regionali ancora lontane, delineano un quadro che per Luino potrebbe rivoluzionarsi particolarmente. Si può giocare immaginando il sindaco Pellicini come possibile candidato al Parlamento o al vicesindaco Casali indirizzato verso il Pirellone. Certo, non è così semplice, perchè qualora decidessero in questo senso, saranno solo le cabine elettorali a decretarne il loro successo o la sconfitta.

(Foto © Boorp)

(Foto © Boorp)

A due anni dallo scossone, diversi scenari sul futuro politico di Luino. Il 26 gennaio 2015 l’allora vicesindaco Franco Compagnoni, sulle pagine della Prealpina, aveva scaricato l’amministrazione di cui faceva parte, specialmente il sindaco Pellicini. Nel giro di poche ore il primo cittadino aveva emanato il decreto di revoca della nomina ad assessore e della designazione a vicesindaco, proprio al dottore luinese e, contemporaneamente l’allora assessore ai Servizi Sociali, Giuseppe Taldone, diramava le sue dimissioni. Qualche mese più tardi, le elezioni che hanno portato alla conferma di Pellicini, con le sconfitte di Compagnoni, di Taldone e, soprattutto, del Partito democratico e di Forza Italia. I cittadini, infatti, alle amministrative del 2015, hanno riconfermato l’amministrazione uscente, trainata dalla Lega Nord e dal vicesindaco attuale, Alessandro Casali. A due anni da allora, però, di situazioni ne sono cambiate parecchie ed anche in prospettiva futura, le sorti del comune di Luino non sono molto chiare.

L’importanza della Lega Nord nell’attuale amministrazione Pellicini. Che l’amministrazione Pellicini sia a trazione leghista lo si è denotato sin dalle prime battute, con un ruolo fondamentale ricoperto dal vicesindaco Alessandro Casali. Lo stretto legame che Casali ha direttamente con il Governatore di Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha tracciato un solco ormai netto tra il primo Pellicini e il Pellicini Bis, anche con alcune esternazioni del primo cittadino contro il business delle cooperative dei migranti, primo cavallo di battaglia del leader leghista Matteo Salvini. Questo nuovo posizionamento all’interno dell’amministrazione ha evidenziato diverse differenti ideologie nei singoli componenti della giunta comunale che, nonostante ciò, sembra ancora solida, ma non come cinque anni fa. I plebisciti verso il candidato consigliere, Laura Frulli, e l’attuale vicesindaco Alessandro Casali, grazie alla doppia preferenza, non sono certamente un segreto ed anche questo ha inciso sull’indirizzo politico dell’amministrazione Pellicini.

Il Pd locale, tra passato e sfide future. Il Pd di Luino, alle scorse elezioni amministrative, aveva sostenuto “L’altra Luino”, con candidato sindaco proprio Franco Compagnoni, che ha ricevuto il 22,96% dei consensi, contro il 44,53% dei voti andati a “Nuova Frontiera”. Pellicini era indubbiamente il favorito visto che era il sindaco uscente, ma neanche la sua lista si sarebbe aspettata un simile divario, prova ne sono stati i toni aspri della campagna elettorale. Così, il Pd di Luino è ripartito, raccogliendo i cocci del voto, e, anche grazie all’attività delle sezioni locali, con Germignaga e Maccagno con Pino e Veddasca, per il comitato del “Sì” al referendum si è ricompattato, inserendo tra le proprie fila anche personalità politiche centriste, seguendo indubbiamente la corrente “renziana” del partito”, come gli ex consiglieri comunali Vincenzo Liardo e Franco Sai, supportati anche dall’ex segretario locale, Stefano Bragnuolo, da Enrico Bianchi e dai sindaci Passera e Fazio, tra i tanti. L’impegno per il “Sì” al referendum potrebbe aver dato l’avvio a nuovi e diversi progetti politici.

L’avanzata del gruppo luinese del Movimento 5 Stelle, tra Taldone ed Agostinelli. Il gruppo luinese grillino, dopo la rottura in campagna elettorale, tra chi sosteneva l’allora candidato sindaco Giuseppe Taldone, e chi, invece, voleva andare per la propria strada, con la creazione della lista “Luino in Movimento – Controcorrente”, è tornato a lavorare insieme e lo dimostrano le tante attività e proposte di mozione svolte in questo periodo. Dopo la “vittoria” sulle dirette streaming, coadiuvati anche dal capogruppo MIN, Pietro Agostinelli, anche l’attività “No Slot Area” sta facendo proseliti e sta ottenendo il giusto riconoscimento da parte della cittadinanza. Sono tanti i temi trattati dai pentastellati, tra turismo, lavoro e balneazione del lago, argomenti condivisibili, mentre è proprio con Agostinelli, che i grillini luinesi trovano un ottimo interlocutore, una voce fuori dal coro che è disponibile al confronto.

Il ruolo della Comunità Montana Valli del Verbano. Le dinamiche luinesi e di tutta la provincia di Varese incidono anche sulla Comunità Montana Valli del Verbano, minata da alcuni equilibri e dall’asse Luino-Milano. Il presidente Giorgio Piccolo, però, continua a rappresentare l’ente in modo ineccepibile, secondo tutti i principi che regolano i rapporti con i comuni. Dato ne è il lavoro che si sta facendo sulla montagna dell’Alto Varesetto con i possibili finanziamenti utili per creare un progetto lungimirante. Sarà da vedere quanto inciderà il personalismo politico, ma potrebbe essere un’occasione da non lasciarsi scappare perchè si tratta di fondi consistenti.

Gli scenari di fantapolitica locale. A margine di tutto questo il futuro politico luinese non è chiaro. Come accennato in precedenza, infatti, le elezioni politiche e regionali potrebbero rivoluzionare gli equilibri attuali. Ci sarà da capire se il sindaco Pellicini vorrà candidarsi per diventare parlamentare o se il vicesindaco Casali vorrà sostituirlo alla guida di Palazzo Serbelloni o se, anche lui, vorrà percorrere la difficile strada per una candidatura con l’obiettivo di diventare consigliere regionale. In questo caso, però, complesso da prevedere, resterebbe vacante proprio la posizione di sindaco di Luino. Qui, infatti, sono suggestive le possibilità: perchè non pensare all’attuale sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, come collante di una nuova lista a trazione Pd renziano, che includa i tanti piddini locali, con l’inserimento di Vincenzo Liardo? E come non pensare ad una nuova lista del M5S, che possa avere al suo interno un forte candidato sindaco come potrebbe essere Pietro Agostinelli? Certamente non si daranno per vinti né Franco Compagnoni, molto apprezzato sul territorio, e neanche Giuseppe Taldone, che cercherà una sua collocazione. Il nodo, però, resta la posizione di Pellicini e Casali, perchè nel caso in cui continueranno a ricoprire gli attuali ruoli tutto rimarrà in stand by, almeno fino alle prossime elezioni amministrative.

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