27 Dicembre 2016

Il 2016 “Annus horribilis” per musica e arte: da David Bowie a George Michael e Carrie Fisher

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E’ iniziato con la morte di David Bowie il 10 gennaio e si avvia a finire con la scomparsa nel giorno di Natale di George Michael e quella di Carrie Fisher, attrice 60enne, scomparsa oggi. E’ stato davvero l’annus horribilis della musica il 2016, che si è portato via altre star di primo piano come Prince, Leonard Cohen e Keith Emerson. Ed altre meno note con Glenn Frey (Eagles), Paul Kantner (Jefferson Airplane), il ‘quinto beatle’ George Martin, Malik Taylor alias Phife Dawg (degli A Tribe called Quest). Anche l’Italia ha registrato la perdita di un cantautore di nicchia come Gianmaria Testa.

Musica,"Annus horribilis": il 2016 che ci ha tolto artisti come Bowie e Michael

Prima Fila da sinistra: George Michael, Prince, David Bowie e Glenn Frey. Seconda fila: Paul Kantner, Keith Emerson, George Martin e Leonard Cohen. (ansa.it)

Il 2016 “Annus horribilis” per musica e arte: da David Bowie a George Michael e Carrie Fisher. Carrie Fisher, la “Principessa Leila” di Star Wars, è morta. Lo annuncia un portavoce della famiglia citato dal magazine People. L’attrice, 60 anni, aveva avuto un infarto nei giorni scorsi mentre si trovava a bordo di un aereo che la portava da Londra a Los Angeles. Così in due giorni, oltre a George Michael, un’altra grande attrice è spirata.

Da Bowie a Frey a Kanter. David Bowie se ne è andato a sorpresa a 69 anni, per una lunga malattia tenuta riservata, subito dopo l’uscita del suo ultimo album-testamento ‘Blackstar’. L’alieno ex Ziggy Stardust, nato David Robert Jones, re del trasformismo, alfiere della ‘confusione’ sessuale, ha segnato cinque decenni con la sua arte, spaziando dal glam al funk, dall’ambient all’elettronica alla disco, influenzando costume, moda e cinema. Si lascia alle spalle canzoni immortali come ‘Space Oddity’, il suo primo successo del 1969, ‘The man who sold the world’, ‘Life on mars’, ‘Rebel Rebel’, ‘Heroes’ e innumerevoli altre. L’onnivoro Bowie ha brillato anche sul grande schermo in film come Furyo, Labyrinth e Basquiat. Il cantante e chitarrista degli Eagles Glenn Frey è morto il 18 gennaio a 68 anni per una complicanza dell’artrite reumatoide, di cui soffriva da tempo. Le ‘Aquile’ si sono imposti come gli alfieri del country-rock, con pezzi celeberrimi come ‘Hotel California’ (l’album omonimo vendette 32 milioni di copie), ‘Desperado’ e ‘Take it easy’. Il 28 gennaio è toccato a Paul Kanter, 74 anni, vittima di un attacco cardiaco. Con i Jefferson Airplane ha scritto pagine indelebili dell’acid rock californiano dei ’60, rese magiche dalla voce di Grace Slick: da ‘White Rabbit’ a Somebody to love’ e ‘Volunteers’.

Martin, Emerson e Lake. Diversamente dagli altri artisti della lista,George Martin, morto l’8 marzo a 90 anni, non cantava nè si esibiva in concerti, ma era il produttore dietro la leggenda dei Beatles. Non a caso chiamato ‘il quinto Beatle’, Martin fece firmare il primo contratto ai giovanissimi ‘Scarafaggi’ nel 1962. Rifinì, arrangiò e suonò nei loro dischi registrati nei mitici studios di Abbey Road, contribuendo pesantemente al successo della band. L’11 marzo si uccide Keith Emerson, 71 anni, virtuoso delle tastiere, un terzo dei celebri Emerson, Lake & Palmer, supergruppo che ha segnato gli anni ’70 con il suo progressive da stadio. Album come ‘Tarkus’, ‘Pictures at an exhibition’, ‘Brain salad surgey’, hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Emerson ha composto anche la colonna sonora dell’horror di Dario Argento ‘Inferno’, del 1980. Soffriva di depressione, causata anche dall’impossibilità di suonare le sua amate tastiere per problemi ai nervi. Il compagno di avventura Greg Lake lo ha seguito lo scorso 7 dicembre. Era malato di cancro. Già nei primi King Crimson, il multistrumentista e cantante Lake è l’autore di numerosi successi degli Elp, tra cui ‘Lucky man’.

Bowie e Cohen. Affine per certi aspetti extramusicali a Bowie, Prince Rogers Nelson se ne è andato il 21 aprile a 58 anni. Il folletto di Minneapolis ha brillato soprattutto negli anni ’80 e ’90, con canzoni come ‘Kiss’ e album come ‘Purple rain’, anche un film di grande successo. Personaggio complesso, nei primi ’90, in guerra con la sua etichetta discografica, ritira il suo nome dalla scena, presentandosi come un simbolo o con la denominazione The Artist Formerly Known As Prince. Viene trovato morto in un ascensore di Paisley Park, la sua residenza-studio situata a Chanhassen, alle porte di Minneapolis. Il referto dell’autopsia parla di overdose da oppiacei. Altra stella luminosa del firmamento musicale, e non solo, è Leonard Cohen, morto a 82 anni lo scorso 7 novembre. Il ‘canadese errante’, come Bowie, aveva appena fatto uscire il suo ultimo album ‘You want it darker’, carico – ma come tutti i precedenti – di presagi di morte. Poeta e romanziere, Cohen arriva tardi alla canzone, esordendo nel 1967 con ‘Songs of Leonard Cohen’. Ma è subito leggenda: ‘Suzanne’, ‘So long, Marianne’, ‘Sisters of mercy’ rimarranno negli annali con i loro testi ricchi di immagini e quella indimenticabile voce cavernosa. Seguiranno altri album sempre di grande qualità, il ritiro in un monastero buddista ed un ritorno sulle scene (sembra determinato nel 2008 da problemi economici causati da un manager disonesto) con una serie di acclamati tour mondiali. Prima di George Michael, alla vigilia di Natale, si è spento Rick Parfitt, chitarrista degli Status Quo, band inglese che ha conosciuto il suo periodo di gloria tra i ’60 ed i ’70, con oltre 100 milioni di dischi venduti.

Un 2016 che ha visto andarsene anche personaggi illustri che non erano legati al mondo della musica: lo scrittore Umberto Eco, l’attore Tony Burton, l’attore Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, l’attore Genè Wilder e l’artista Dario Fo. (ANSA)

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