29 Novembre 2016

Luino, la Piera del lago

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(emmepi) “Con il Rondò 29 – 2017 si chiude una stagione: l’almanacco è ora privo della presenza in redazione di Piera Corsini, sin dall’inizio vera animatrice del gruppo”. Con queste parole inizia “In fine”, l’ultimo capitolo, della 29ª edizione de “il Rondò”, presentato venerdì 25 novembre scorso nella sala conferenze dell’UBI Banca. Gli interventi di Emanuela Nastro in apertura, di Pierangelo Frigerio ed Angelo Aschei in chiusura, hanno ricordato la figura di colei che per quasi trent’anni, ha accompagnato la vita culturale luinese e di cui Il Rondò “ha avuto l’ambizione di esserne lo specchio”.

Dal racconto dei suoi amici e collaboratori più stretti emerge la figura di una donna moderna, anticonformista e rivoluzionaria, una donna che amava tirare al piattello, ma che, all’attività sportiva, affiancava un amore per l’arte che la porterà, dopo le prime esperienze come insegnante in quel di Curiglia con Monteviasco, a diventare mercante d’arte e gallerista. Fu così che, volendo incrementare le attività nelle ceramiche a Intra, aprì una galleria d’arte e si introdusse nel mercato dell’Arte contemporanea del momento. Con le sue scelte in favore dell’astrattismo provocò un vero e proprio scandalo, tra i luinesi benpensanti, ma contribuì alla conoscenza di artisti quali lo scultore Nino Cassani di Viggù, che nel 1969 realizzò “Storie di macchine n. 12”, per gli Stabilimenti Ratti. Quando un “gruppo di scriteriati cercò di mettere insieme Verbanus”, trovò in Piera una preziosa collaboratrice. A Luino collaborò con il Comune nella realizzazione di mostre prestigiose, nelle quali, fra le tante, furono esposte opere di Ossola, Bodini e Burri.

Quando nacque Il Rondò, inizialmente Piera Corsini scrisse qualche delicato racconto, ma alla fine propose quella finestra aperta sulla città che caratterizzerà l’almanacco per tutti gli anni a venire, fino al 2015: il lunario. “Nei momenti migliori una vena di sottile poesia caratterizzava il suo essere luinese, il suo cercare di rappresentare una luinesità alla quale era quasi impossibile dare un’unitarietà”. Così l’ha ricordata Pierangelo Frigerio. Piera Corsini: colei che ha fatto “dell’arte il destino e degli artisti la famiglia. Ha cercato l’emozione e la bellezza nel lavoro e nei sogni, riuscendo a trovare con la passione e il determinato carattere la strada anche per le utopie”. Ha scritto l’amico Marcello Morandini il 5 settembre 2016, giorno della sua scomparsa.

“Io la definirei La Piera del Lago – Ha ricordato con particolare commozione Angelo Aschei -, prima di tutto per le vicende che la videro protagonista di eventi tra le due sponde del lago: protagonista con uno spirito che non si limitava ai propri ‘danée’, ma che mirava a far valere le sue idee estetiche, sicuramente all’avanguardia”. E in un ricordo di vita quotidiana, il professor Aschei ha evocato lo spirito del Natale: “In quell’occasione la Piera scendeva dal suo punto di osservazione e amava mischiarsi con i clienti del negozio, gli amici e anche gli sconosciuti che entravano per la prima volta. Quando qualcuno le chiedeva consigli, riusciva in un attimo a capire quali fossero gli interessi della persona e tutti uscivano con qualcosa sotto al braccio. Ecco: io vedo ancora la Piera scendere da un osservatorio ‘più alto’ e consigliare, tra un pezzo di Rosenthal e un piatto di Copenhagen, questo Rondò 2017”.

Infine eccola, Piera Corsini, in tutta la sua luinesità, tra i versi di una sua poesia, recuperata da Emanuela Nastro:

La mia Luino
Pianto e poesia,
rifugio e lenimento
conforto.
È cibo e bevanda.
Le sue mattine sono gocce di miele,
distese fiorite i meriggi,
follie di fuoco i tramonti.
E le notti: un bicchiere di forte vino nero.
La mia Luino:
allegra e crudele,
arruffata dal vento,
squassata dalle bufere,
indolente e sfinita come dopo l’amore.
E il lago, il lago è il suo amante…”

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