7 Settembre 2016

Luino, stamane l’addio a Piera Corsini. Il ricordo di Pierangelo Frigerio

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Si sono svolti questa mattina, presso la cappella di Villa Fonteviva, i funerali di Piera Corsini: una cerimonia semplice, in cui, tra commozione e senso di perdita, si è voluto ricordare “la Piera”. Oltre alle parole di don Giorgio e quelle di Angelo Aschei, abbiamo voluto chiedere a Pierangelo Frigerio, noto storico luinese, una piccola testimonianza sulla vita della signora Corsini.

Luino, stamane l'addio a Piera Corsini. Il ricordo di Pierangelo Frigerio

“Nella vita, spesso desideriamo avere più momenti felici che lacrime”. Don Giorgio, durante la celebrazione di questa mattina a Villa Fonteviva, parla di un viaggio spesso impegnativo durante la nostra vita, un viaggio che “la Piera”, come è stata chiamata affettuosamente la signora Corsini, ha percorso intensamente e con dedizione durante i suoi 95 anni. In una sala piena di conoscenti, cariche comunali, amici e parenti, il parroco ha espresso una certa riverenza nei confronti della luinese: “Io non ho conosciuto Piera, ma la vostra presenza testimonia quanto abbia lasciato una traccia importante”. In conclusione le parole di Angelo Aschei, che hanno sottolineato l’impegno attivo di Piera Corsini nella società luinese: il negozio di Luino, la dedizione per il palazzo Verbania con le sue esposizioni, la presenza attiva nella famiglia del CAI e in quella dell’AVIS. Insomma, secondo lui, questa era la Piera: “un originale non duplicabile”.

ll ricordo dello storico luinese Pierangelo Frigerio. “Originaria di una vecchia famiglia di Dumenza, trapiantatasi a Luino nel Novecento. I vari componenti del numeroso nucleo familiare avevano esercizi commerciali di casalinghi e di ferramenta. All’interno vi si poteva trovare accessori domestici per la cucina come stoviglie, ceramiche e pentole di ogni genere. Uno dei parenti, invece, si occupava di impianti elettrici, ma erano molteplici le attività che svolgevano in servizio alla casa. Piera, invece, aveva preso una strada particolare, indipendente, trasferendosi ad Intra, dall’altra parte del lago Maggiore. Qui è dove l’ho conosciuta, durante una mostra dedicata all’iconografia del lago Maggiore all’interno della galleria d’arte moderna che aveva fondato. Erano tante le attività culturali che nel corso degli anni ha organizzato e portato avanti, prima di lasciare la città piemontese e far ritorno nella sua cara Luino. Qui, intorno agli anni ’80, avvia subito l’attività tradizionale di famiglia, portando avanti il commercio di prodotti e oggetti dedicati alla casa. L’arte, però, ha sempre inciso fortemente sulla sua vita ed anche in un contesto imprenditoriale, Piera non ha mancato di ritagliarsi all’interno del suo negozio uno spazio per le ceramiche d’arte, come le Rosenthal, mostrando da una parte raffinatezza e dall’altro eleganza. Il locale si trovava in via Vittorio Veneto, dove è ubicato ancora attualmente, ma era disposto su due lati. Solo qualche anno più tardi è stato allargato, prendendo gli spazi di un negozio vicino. Piera ha continuato per decenni a svolgere il suo lavoro, ma non ha mai dimenticato l’importanza della cultura, impegnandosi attivamente nelle attività ed iniziative che venivano organizzate a Luino. In primis la collaborazione con il “Civico Istituto di Cultura”, ente vicino al comune che proponeva eventi culturali in autonomia. E’stata inoltre curatrice di molte mostre al Palazzo Verbania, a partire dagli anni ’80. Ne ricordo una, memorabile, sia per la caratura artistica, sia per le difficoltà tecniche: le scultore che erano state esposte pesavano moltissimo e abbiamo fatto una fatica enorme a posizionarle all’interno di Palazzo Verbania. Insieme a Piero Chiara, Vittorio Sereni e Claudio Barigozzi, Piera si era impegnata anche nella fondazione di un almanacco socio-culturale luinese, “Augusto della Rotonda”, che è stato pubblicato fino alla morte di Sereni. Con la scomparsa dello scrittore non è stato più redatto, ma ricordo che Chiara colpito da questo, aveva invitato Piera ed altre personalità locali che si occupavano di cultura, compreso me, a non perdere questa tradizione, invitandoci e sollecitandoci a fondare un altro almanacco. Così abbiamo contattato l’editore ed amico Franco Nastro, che aveva contribuito in lungo ed in largo alla stesura e alla pubblicazione del primo testo culturale, che si è reso sin da subito disponibile ad aiutarci. Non volevamo, però, dare continuità all’almanacco che portava in eredità i nomi di Piero Chiara e Vittorio Sereni, così abbiamo optato per un sinonimo: il “Rondò”. Ai tempi rappresentava il terminale del viale della stazione e per i luinesi era una sorta di terrazza a lago. La nostra era un’iniziativa più modesta ed umile. Piera ha curato sin da subito “Lunario”, uno spazio nel quale raccontava cosa accadeva a Luino di anno in anno in chiave sentimentale: storie, notizie, novità, feste e talvolta anche polemiche. Se ne è occupata fino alla penultima edizione uscita, poi la malattia ha fatto il suo corso e infatti nel 2015 non lo ha scritto. Io la ricordo come una donna aperta, sempre disponibile ad aiutare gli altri, per qualsiasi cosa. Era molto legata al tema dei giovani luinesi e cercava quei ragazzi che in un modo o nell’altro riuscivano a farsi strada da soli, con invenzioni o idee che presupponevano un grande impegno ed un grande sacrificio. Io credo che sono tanti i giovani e gli adulti che oggi ricordano il suo volto, le sue parole ed i suoi consigli, quando andavano a chiedergli aiuto, collaborazione o semplicemente si confrontavano parlando ognuno delle proprie esperienze. Credo non ci sia modo migliore di questo per ricordarla, attraverso il messaggio che ha lasciato ai giovani”.

Il ricordo del CAI Luino. “Se nè andata nella notte all’età di 95 anni Piera Corsini una pietra miliare per il CAI Luino. Socio Fondatore, medaglia d’oro del Club Alpino Italiano, Consigliere Onorario della sezione luinese è stata per molti anni la curatrice della sede con la donazione di molte foto che parlano di lei scattate durante le escursioni sulle sue amate montagne. Ora dalle ‘Grandi ed Immacolate Cime’ ci saluta e ci sprona per continuare la strada da Lei iniziata tanti anni fa”.

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