21 Ottobre 2016

Luino-Curiglia, “La politica interverrà nelle necessità del territorio o è solo strumentalizzazione?”

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(Diego Intraina) Si è potuto sicuramente vedere molto e leggere poco dell’incontro avvenuto a Curiglia tra il Presidente della Regione Lombardia Maroni, la delegazione dei Cinque Stelle, il Presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, Giorgio Piccolo, l’onnipresente vicesindaco di Luino, Alessandro Casali, e il sindaco del Comune, Ambrogio Rossi. L’incontro doveva servire per discutere dei problemi dell’impoverito del sempre più solitario Villaggio di Curiglia, ma di fatto si è trasformato in un azzardo delegittimante da parte del Presidente della Regione: l’invenzione di un ennesimo ente che svolga uno studio e forse un coordinamento di “sviluppo socio-economico” per l’intero Alto Verbano. Devo dire, che l’imbarazzo di come vengono affrontati strumentalmente le preoccupazioni o le difficoltà altrui e di come “emotivamente” possono essere sostituiti quotidianamente gli Enti di programmazione mi lascia senza parole.

(Foto © in-lombardia.it)

(Foto © in-lombardia.it)

Dico strumentalmente, supportato dal fatto che sono sempre più convinto che i problemi dello sviluppo locale e di conseguenza l’attenta applicazione dei servizi, tra cui il possibile e fondamentale strumento di relazione dei territori da governare con una politica attenta concentrata sui trasporti pubblici (mi limito a citare solo questo ambito per evitare difficoltà ulteriori di comprensione), non sono esclusivi del piccolo villaggio di Curiglia e nemmeno conseguenza di una carente presenza di enti amministrativi, ma caso mai di politici che non sanno comprendere. Però, guarda il caso fortuito: nuova costituzione di enti mettendoci a capo vecchie nomine. Nomine individuate nello stesso elenco di nomi a cui si possono associare evidenti responsabilità: sono gli stessi uomini che hanno obbligato il Presidente a preoccuparsi e proporre una decisione di cambiamento. Allora dobbiamo chiederci: diventa veramente indispensabile questo cambiamento di rotta? Questo cambiamento è fattibile; è superabile questo dichiarato “decadimento territoriale” usufruendo degli stessi comportamenti politici, frutto evidente di limitate capacità di comprensione? Ma una certezza rimane: queste discussioni, proprio per la loro influenza sulla qualità della vita e sulla loro complessità sistemica, necessiterebbero di altri forum con capacità di comprensione e di intuizione, oltre che di discussione e di sensibilità: hanno bisogno di competenze e volontà politiche ben superiori alle consuete e ormai vecchie passerelle elargenti promesse parolaie.

Purtroppo a Curiglia, nulla sembra cambiato e ci siamo ritrovati per l’ennesima volta di fronte alla tipica passerella politica, anche se frequentata da una nuova sigla. La presenza sarebbe potuta risultare utile se non avesse frainteso e assecondato l’azione, se avesse “imposto” un’azione più qualificata al proprio dichiarato essere. Una presenza qualificante, di cui ci sarebbe stato veramente bisogno, avrebbe dovuto programmare e orientare diversamente e creativamente l’incontro, avrebbe dovuto farlo affiancare, o addirittura farlo precedere, da forme politiche innovative alla ricerca di comportamenti caratterizzati dal principio di partecipazione e condivisione, magari attraverso l’uso performante del tanto declamato utilizzo della tecnologia. Ma nulla di questo abbiamo visto se non la solita passerella: insomma il solito vecchio modo di sfruttare la politica. Amici Cinque Stelle, da voi dobbiamo pretendere di più!

È da due anni circa che su questo giornale per differenti motivi, peraltro senza nessuna risposta, si è posto la problematicità, la gravità e l’allerta di un abbandono strategico dell’attenzione politica sull’efficienza dei trasporti pubblici/convenzionati. Voglio ricordare che se trattato l’argomento, e da questo breve elenco si dovrebbe capire il giusto ruolo strategico che lo stesso dovrebbe assumere, quando si è affrontato differenti ambiti problematici: frontalieri, ospedale, collegamenti di località montane e turistiche e lavori di riassetto ferroviario.

È sempre stato ripetuto che questi problemi possono essere affrontati solo con una visione sinergica e in modo sistemico, andando ad individuare a trecentosessanta gradi intuizioni, forme e soluzioni tecniche relazionabili e adattabili alle diverse caratterizzazioni problematiche. Sono stati più volte richiesti, a ragion del vero non solo dal sottoscritto, un tavolo politico-tecnico sovracomunale che, attraverso seri studi, potesse aiutare questa “disattenta” dirigenza amministrativa locale ad aumentare la propria sensibilità e conoscenza, in modo che questa riesca a concretamente rispondere ai quotidiani bisogni della gente. Purtroppo, almeno sino ad oggi, nulla di questo è stato fatto, anzi la tendenza sembra proprio orientarsi all’inverso!

Allora dobbiamo chiederci: c’è forse da sperare che potranno essere queste passerelle mediatiche a costringere la politica istituzionale (locale-sovracomunale-provinciale-regionale-nazionale) a risolvere i problemi? Allora, se così fosse, non si può fare altro che invitare tutti i sindaci, che hanno valli o villaggi decentrati nei loro confini comunali, a limitarsi a stendere tappeti gialli/rossi/verdi/ a dipendenza della delegazione “di parte” da invitare e rinunciare definitivamente a quelle forme razionali e ragionevoli di onesta e giusta relazione politica.

Proviamo ad individuare alcuni concreti problemi che possano servire perlomeno a contestualizzare meglio la discussione sulla problematica dei trasporti pubblici locali:

– servizi pullman che non fanno coincidenza con i treni: la Valle Veddasca ne è un chiaro esempio;

– nessun collegamento a rete dei territori: Curiglia con altre realtà sono le più disperate, basta provare la reale difficoltà quando si deve raggiungere la vicina Luino per recarsi, quotidianamente (penso all’ospedale e a questo punto secondaria localizzazione), in qualche servizio centralizzato o viceversa;

– servizi autopostali tra il luinese e il frequentato Ticino che non dialogano tra loro: a Dirinella la Società Autolinee Varesine non fanno coincidenza con il servizio Autopostale del Gambarogno e dunque rendono obbligatorio l’uso inquinante dell’automobile;

– servizio taxi ormai inesistente perché esclusivamente concentrati sulla tratta Malpensa-Luino per un strano effetto provocato dal numero chiuso Provinciale.

Si potrebbe continuare ad elencare altri malfunzionamenti, ma mi sembra rispettoso tralasciare l’individuazione di alcuni argomenti ai politici.

Ma un vecchio detto ci ricorda che non tutti i mali vengono per nuocere. Nel frattempo, le ingiustificate difficoltà vengono intercettate e danno spazio al mondo del possibile. Di questo dobbiamo ringraziare per la re-azione l’Associazione no-profit TERREdiLAGO, Rete di Economia Solidale del Luinese, che ha seriamente deciso di guardare all’interno di questo disagio delle relazioni territoriali (ma non solo), e si è preoccupata di studiare e proporre sistemi integrativi di trasporto sostenibile, attraverso soluzioni di equo-mobilità (iniziativa EQUO STOP) che sicuramente non saranno risolutive ma potranno probabilmente alleggerire la condizione precaria e il “silenzio politico” in cui viviamo.

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