21 Settembre 2016

Caso IMF, dall’incontro tra le parti a Luino la Lega insiste: “Conseguenza di tasse e burocrazia”

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Regione Lombardia, tramite il consigliere Emanuele Monti, ieri sera si è interfacciata con il proprietario della IMF, Gabriele Galante. “Il caso IMF di Luino è l’ennesima conseguenza di uno Stato delle tasse e della burocrazia. Chiederemo a Roma 5 miliardi di euro per le nostre imprese”. Presenti alla riunione anche all’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco di Luino Andrea Pellicini ed il suo vice Alessandro Casali.

Il vicesindaco di Luino Casali, con il sindaco Pellicini, il consigliere regionale Monti e il proprietario della Imf Galante

Il vicesindaco di Luino Casali, con il sindaco Pellicini, il consigliere regionale Monti e il proprietario della Imf Galante

Caso IMF, dall’incontro tra le parti a Luino la Lega insiste: “Conseguenza di tasse e burocrazia”. “La nostra attenzione è rivolta sia ai tanti lavoratori coinvolti nel fallimento della IMF che alle eccellenze costituite da macchinari e immobili che potrebbero andare dispersi. È fondamentale, infatti, che il valore di un marchio industriale nato e cresciuto a Luino, affermatosi nel mondo come realtà multinazionale, rimanga sul territorio. La cultura d’impresa e lo spirito imprenditoriale dei fondatori devono rimanere patrimonio indiscusso. Auspichiamo e vigileremo affinché il curatore fallimentare affronti questi temi e non si limiti a ricoprire il ruolo di mero liquidatore”. Così interviene il consigliere regionale Emanuele Monti, dopo l’incontro tenutosi ieri sera con la proprietà dell’azienda IMF, che dopo l’avvio di una procedura concorsuale, è stata dichiara fallita.

“Formalizzerò oggi una richiesta di audizione in Commissione regionale attività produttive con i vertici della IMF – spiega il consigliere della Lega Nord – allo scopo di vigilare sul buon esito di tutta la procedura fallimentare e inserire nei prossimi lavori della Commissione due tematiche fondamentali che valgono non solo per la IMF ma per tutto il territorio lombardo. In primo luogo, le responsabilità nei confronti di aziende come IMF sono ascrivibili a tanti fattori, i cui principali sono riconducibili a un’organizzazione dello Stato che ha un’imposizione fiscale verso le imprese di quasi il 70% e una burocrazia che non facilita l’internazionalizzazione e la gestione di aziende complesse. A questo, dobbiamo aggiungere la responsabilità diretta dell’attuale Governo, che piegandosi ai diktat europei, ha imposto scellerate sanzioni alla Russia, un mercato che da solo rappresentava il 20% del loro fatturato”.

“L’embargo costa 5 miliardi di euro alle imprese lombarde e Roma deve restituire questi soldi sottratti ingiustamente ai nostri imprenditori attraverso ammortizzatori alle imprese o per mezzo di residui fiscali da girare alle aziende lombarde. Regione Lombardia ancora una volta si è attivata prima di altri, approvando in Consiglio regionale un documento sulle Zes – Zone a economie speciale – che purtroppo aspetta ancora di essere ratificato dal Senato. Si tratta di nuove regole per le nostre imprese di confine che inseriscono sgravi fiscali atti ad aumentare la loro competitività e a non fare in modo che delocalizzino o, ancora peggio, falliscano così com’è accaduto alla IMF di Luino”.

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