EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
9 Settembre 2016

Terrorismo, tre donne arrestate a Parigi. Collegate all’auto piena di bombole di gas

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Un commando femminile, di cui faceva parte una donna che aveva giurato fedeltà all’Isis, era pronto a colpire la Gare de Lyon, la terza ma forse anche la più famosa stazione di Parigi. Durante l’operazione che ha portato agli arresti a Boussy, nella banlieue parigina, la più giovane delle tre donne ha ferito un agente dell’antiterrorismo con un coltello.

Terrorismo, tre donne arrestate a Parigi

(puntosanremo.it)

Le tre donne sono state collegate all’auto piena di bombole di gas rinvenuta a Parigi pochi giorni fa. E’ il quadro che emerge dopo gli arresti di tre donne in Francia in relazione all’auto piena di bombole di gas ritrovata vicino a Notre Dame nella notte tra sabato e domenica. Secondo il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, le tre donne sono “radicali e fanatiche” e stavano “probabilmente” preparando “nuove azioni violente ed imminenti”. Secondo quanto trapela dagli inquirenti, volevano “vendicare l’uccisione del ‘ministro degli attentati’ di Daesch”, Abu Mohammad al-Adnani, morto il 30 agosto in Siria in un bombardamento rivendicato sia dagli americani che dai russi. Una delle donne arrestate, la 19enne Ines, già segnalata dai servizi segreti come elemento a rischio di radicalizzazione, è la figlia del proprietario della Peugeot 607 ritrovata vicino la cattedrale francese e risiede insieme al padre nella periferia nord della capitale francese. Al momento dell’arresto, ha estratto un coltello e ha ferito un poliziotto della Direction générale de la sécurité intérieure (Dgsi). La giovane è stata poi ferita dal colpo esploso da un altro agente ed è stata ricoverata in un ospedale di Val-de-Marne. Nessuno dei due è grave. La ragazza è ricoverata, le due complici sono in carcere. Le altre due donne finite in manette hanno 39 e 23 anni e risultano aver avuto amicizie pericolose: una di loro sarebbe collegata a Larossi Abballa, l’uomo che il 14 giugno aveva ucciso una coppia di poliziotti a Magnanville, nella periferia di Parigi. Un’altra, inoltre, risulta essere stata in contatto con Hayat Boumedienne, la compagna di Amedy Coulibaly, l’autore della strage al supermercato Hypercacher, fuggita in Siria prima dell’attacco terroristico del gennaio 2015.

Attentato mal organizzato o segnale? Per Cazeneuve l’attacco era “imminente”. Resta il mistero della Peugeot. Un’auto lasciata in piena notte con le quattro frecce lampeggianti in funzione, in divieto di sosta fra Notre Dame e il principale commissariato del centro, con una bombola vuota sul sedile e altre sei, piene, nel cofano. E alcune taniche di gasolio. Nessuna miccia, nessun detonatore. Gli inquirenti si chiedono se sia stato un tentativo molto artigianale, mal condotto per inesperienza, o se si trattasse di un segnale, una sorta di minaccia in vista di un’azione che Cazeneuve ha definito “violenta e imminente”. Al momento, resta ricercata soltanto la sorella di Ines, anche lei in fuga e vicina alle idee dell’islam radicale.

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127