Audizione in commissione Ecomafie della sindaca, Virginia Raggi, e dell’assessora all’Ambiente del Comune, Paola Muraro. Indagata da aprile, Muraro ha reso noto di averlo appreso da luglio. E nello stesso mese anche la Raggi è stata informata dell’apertura del fascicolo: “Nel periodo che va dal 19 luglio alla fine di luglio”.

ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Paola Muraro era indagata fin da aprile, e lo ha saputo, comunicandolo subito al sindaco Virginia Raggi, a fine luglio. Esplode nella sede istituzionale della Commissione Ecomafie della Camera la notizia che porta ulteriore caos in un Campidoglio già in piena tempesta da giorni. In audizione, l’assessore alla sostenibilità ambientale insieme alla sindaca pentastellata. All’ordine del giorno la situazione dei rifiuti a Roma. Ma dopo giorni di confusione, tra smentite e conferme, la parola finale sulle indagini sulla Muraro la mette il presidente della Commissione, Alessandro Bratti, che riportando una comunicazione della Procura di Roma spiega: “Paola Muraro è iscritta nel registro delle indagini dal 21 aprile 2016”. E la stessa Muraro ammette: “A fine luglio ho chiesto alla Procura e ho saputo di un 335″ cioè dell’articolo del codice di procedura penale che disciplina l’iscrizione nel registro degli indagati per l'”articolo 256 comma 4” del testo unico Ambiente, riguardante relazioni delle norme ambientali sulla gestione dei rifiuti. Infine, la conferma della Raggi: “Verso fine luglio, tra il 19 e la fine del mese, ho saputo del fascicolo aperto sull’assessore Muraro ma tuttavia sono ancora in attesa di conoscere le carte”. In ogni caso, il sindaco aveva subito informato i vertici del M5S.
L'”affaire” Muraro, insomma, fa traballare la Giunta capitolina, colpendola proprio su uno dei refrain più cari del movimento: l’obbligo di dichiarare immediatamente di essere indagati, e nel caso di dimettersi. In questo caso, però il sindaco prende tempo: “Al momento – ha precisato – c’è un fascicolo ma non si sa nulla” e anche se si conosce l’articolo del codice ambientale per il quale è indagata la Muraro, Raggi ha osservato: “Ma è molto generico. Si tratta di una contestazione generica e non c’è ancora nessun avviso di garanzia. Abbiamo fatto questa valutazione in una riunione anche con l’ex capo di Gabinetto, osservando che la contestazione è troppo generica per capire di cosa stiamo parlando. Appena sapremo meglio prenderemo provvedimenti”. Su questo punto, ha tenuto a sottolineare Raggi, “siamo coerenti. Non arretreremo di un millimetro”.
Al momento, non è previsto “nessun passo indietro” della Muraro. Inevitabili le polemiche: per Roberto Giachetti, ex candidato sindaco del Pd, “la campagna elettorale della Raggi si è basata su legalità e trasparenza, ma questo è incompatibile con la difesa dell’assessore Muraro, al di là delle sue eventuali vicende penali che non ci interessano”. E per il senatore di Forza Italia Francesco Giro “il caso Muraro sta diventando un verminaio in ambito politico e giudiziario”. Ma scatta anche l’autodifesa del movimento, con un big come Alessandro Di Battista che scrive su facebook: “Ora è un po’ più chiaro il perchè un intero sistema ci fa la guerra? E poi credetemi, gira tutto intorno alle Olimpiadi il loro attacco. Le Olimpiadi, ovvero l’obiettivo di quei palazzinari che controllano molti giornali e che hanno perso il controllo della Capitale”. Quanto alla situazione dei rifiuti a Roma, Raggi ha sottolineato di averla trovata “molto critica”. Chiarendo che “gli inceneritori non fanno parte del nostro programma. Non ho cambiato idea”. Infine, sull’annoso tema della discarica di Malagrotta: “La bonifica per anni non è stata fatta né dal Comune né dalla Regione. Noi ci stiamo lavorando ma nessun soggetto istituzionale ha mai sognato di farlo” fino all’arrivo della nuova Giunta. (AGI)
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