6 Luglio 2016

Corruzione, Alfano: “Mio padre da tempo malato, una barbarie”. M5S e Salvini: “Dimissioni”

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Cresce la polemica dopo le nuove notizie relative all’inchiesta sulle tangenti a Roma, che coinvolgono, a seguito di intercettazioni telefoniche, la famiglia del ministro dell’Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano. Che oggi si difende e bolla come “barbarie” le indiscrezioni circolate in queste ore.

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano (ANSA)

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano (ANSA)

Corruzione, Alfano: “Mio padre da tempo malato, una barbarie”. “Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant’anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto “pressioni” presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni”, afferma Alfano in merito agli sviluppi dell’inchiesta “Labirinto”. “Le due signore che parlano, anche insultandomi, non so chi siano – sottolinea Alfano – ma quell’uomo lo conosco bene perchè è mio padre ed è indegno dare credito e conto a ciò che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato.

M5S e Salvini: “Dimissioni”. Nel frattempo, il contenuto reale dell’inchiesta giudiziaria passa in secondo ordine in spregio ai tanti uomini dello Stato che a quella inchiesta si sono applicati”. Una difesa che, però, non convince il Movimento 5 Stelle: “le intercettazioni telefoniche inchiodano letteralmente il ministro degli Interni del Governo Renzi. Tra il padre che invia 80 curriculum alle Poste e l’assunzione del fratello del ministro nella stessa società, dovrebbe rassegnare oggi stesso le dimissioni”, dichiarano i capigruppo pentastellati di Camera e Senato Laura Castelli e Stefano Lucidi. I 5 Stelle non sono soli: anche il leader della Lega, Matteo Salvini chiede un passo indietro: “Ministro Alfano, faccia una cosa giusta: dimissioni. Non per l’assunzione del fratello alle Poste o per quello che avrebbe fatto il padre, ma per la sua totale incapacità di difendere i confini e la nostra sicurezza, i cittadini italiani e le stesse Forze dell’Ordine”. E stessa richiesta arriva da Sinistra italiana.

A difesa di Alfano si schiera il suo partito: “Trovo indecente lo sciacallaggio mediatico”, afferma il capogruppo Maurizio Lupi. Per Fabrizio Cicchitto “evidentemente chi nel mirino ha Alfano e non solo Alfano, vuole giocare d’anticipo e arrivare ad una sorta di resa dei conti anticipata”, mentre Renato Schifani definisce la famiglia Alfano dei “galantuomini”. Pier Ferdinando Casini parla di “attacchi strumentali”. Resta alla finestra Forza Italia, che con il capogruppo Renato Brunetta rivendica di essere “sempre garantista”. (AGI)

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