Urne aperte per le amministrative. Si vota dalle 7.00 alle 23.00 per l’elezione diretta di sindaci, consigli comunali e consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario. L’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 19 giugno. Al voto 1.342 comuni, di cui 25 capoluoghi di provincia, 7 di regione, per un totale di 13.301.765 di italiani chiamati alle urne, oltre il 25% del totale degli iscritti alle liste elettorali nazionali.

Elezioni comunali 2016: seggi aperti, si vota fino alle 23. Alle urne oltre 13 milioni di italiani. Oltre 13 milioni di italiani sono chiamati a rinnovare le amministrazioni comunali e a eleggere il sindaco di 1.342 comuni, di cui 7 comuni capoluogo di Regione: Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, Cagliari e Trieste e 18 comuni capoluogo di provincia: Benevento, Brindisi, Carbonia, Caserta, Cosenza, Crotone, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona, Varese, Villacidro. I seggi hanno aperto alle 7.00 e chiuderanno questa sera alle ore 23.00, nelle regioni a statuto ordinario e in Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia, per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali nonché dei consigli circoscrizionali. Subito dopo lo spoglio delle schede. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno, sempre dalle 7.00 alle 23.00. Il Viminale ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto, dovranno esibire, oltre a un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente
Dei 1.342 comuni interessati dal turno elettorale 1.175 sono appartenenti a regioni a statuto ordinario. Complessivamente si tratta del 17% dei comuni presenti sul territorio, che sono 7.999. Tra i comuni con i seggi aperti, 149 hanno una popolazione superiore a 15 mila abitanti, mentre 1.193 sono sotto la soglia. Inoltre si vota in 26 nuovi comuni istituiti nel 2016 mediante fusioni amministrative di territorio. Nel corso di quest’anno sono state 29 le fusioni di comuni stabilite da leggi regionali, di cui due per incorporazione, per un totale di 75 comuni soppressi. In totale le sezioni elettorali son 15.886.
Roma, Milano, Napoli e Torino sceglieranno il nuovo sindaco. Nella Capitale sono 2.358.551 gli elettori chiamati alle urne, a Milano 999.541, a Napoli 787.390, a Torino, infine, 694.908, in totale 4.840.390 connazionali, pari ad una percentuale di oltre il 9.5% del totale del corpo elettorale italiano. Oltre a Roma, Milano, Napoli e Torino, tra i comuni al voto che superano i 100.000 abitanti, ci sono gli altri tre capoluoghi di regione interessati dal voto, Bologna (371.337), Trieste (202.123) e Cagliari (149.883) e le città di Ravenna, Rimini, Salerno, Latina e Novara. Il comune più piccolo alle elezioni è Morterone (in provincia di Lecco), che conta soltanto 38 abitanti al 31 dicembre 2014, data dell’ultimo bilancio demografico annuale Istat.
Ma come si vota? La scheda riporta i nomi e i cognomi dei candidati a sindaco in un apposito rettangolo sotto il quale sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L’elettore può votare: – per un candidato a sindaco, con un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate (con un segno sul relativo contrassegno); in questo caso il voto è valido sia per il candidato sindaco sia per la lista collegata scelta; – per un candidato a sindaco e per una lista non collegata: il voto così espresso è attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista prescelta non collegata (voto disgiunto); – per un candidato a sindaco, con un segno sul relativo rettangolo, non segnando alcun contrassegno di lista: il voto è attribuito solo al candidato sindaco; – per una delle liste tracciando un segno sul relativo contrassegno: il voto così espresso è valido sia per la lista sia per il candidato sindaco collegato; – solo per candidati alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo nelle righe stampate a fianco del contrassegno della lista di appartenenza dei candidati votati, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa. Ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza. Qualora nessun candidato abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti validi, per l’elezione del sindaco si procede al turno di ballottaggio tra i due candidati più votati.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0