31 Maggio 2016

Schiavitù moderna: nel mondo sono 45,8 milioni, il 2,7% in Europa. L’India la peggiore

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Nel mondo 45,8 milioni di persone vive in stato di schiavitù, di cui 129.600 in Italia. Di queste, 1.243.400 (2,7%) si trovano in Europa. Sono le conclusioni dell’ultimo rapporto della Walk Free Foundation: secondo l’Indice globale della schiavitù 2016, la stima del 28% rispetto all’ultimo rapporto, che tradotto vuol dire 10 milioni di persone in più.

(ibtimes.co.uk)

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La schiavitù moderna esiste in tutti i 167 Paesi coperti dall’Indice. L’India resta il Paese con il più alto numero assoluto di persone in stato di schiavitù (18,3 milioni), ma la risposta del suo governo al problema va rafforzandosi rapidamente. La Corea del Nord ha la più elevata incidenza di schiavitù moderna (4,37% della popolazione) e una risposta del governo più debole. A seguire troviamo l’Uzbekistan (3,97%) e la Cambogia (1,65%). Le vittime sono schiavizzate attraverso il traffico di esseri umani, il lavoro forzato, la sottomissione per debiti, il matrimonio forzato o servile o lo sfruttamento sessuale a fini commerciali, rivela il rapporto redatto con 42.000 interviste condotte in 53 lingue, che coprono il 44% della popolazione mondiale. In termini di numeri assoluti, l’India rimane al primo posto con una stima di 18,35 milioni di persone schiavizzate, seguita da Cina (3,39 milioni), Pakistan (2,13 milioni), Bangladesh (1,53 milioni) e Uzbekistan (1,23 milioni). Insieme, questi cinque Paesi rappresentano quasi il 58% della popolazione schiavizzata nel mondo, in pratica 26,6 milioni di persone.

In Europa, la Macedonia è il paese europeo con la più elevata prevalenza di schiavitù, con una stima dello 0,64% della sua popolazione intrappolata in forme di schiavitù moderna. Seguono la Turchia (0,626%), la Polonia e la Bosnia-Erzegovina (entrambe allo 0,476%), quindi Romania, Grecia, Repubblica Ceca, Bulgaria e Serbia, Croazia, Lituania, Lettonia, Estonia, Cipro, Montenegro (tutte allo 0,404%). E ancora, nell’ordine, Albania, Kosovo (0,295) Ungheria, Slovacchia, Slovenia (0,228). Poi c’è l’Italia (0,211, ossia 129.000 persone). I Paesi al meglio in Europa sono, rispettivamente, Lussemburgo, Irlanda, Norvegia, Danimarca, Svizzera, Austria, Belgio, Spagna, Regno Unito, Francia e Germania, tutti sullo 0,018%. I Paesi Bassi sono l’unico paese europeo a ottenere un Rating A in termini di risposta del governo alla schiavitù moderna. Seguono Regno Unito, Svezia, Portogallo, Croazia, Spagna, Belgio, Norvegia e Austria, che ricevono un Rating BBB. I Paesi Bassi e il Regno Unito sono stati i primi governi nel mondo ad adottare una nuova tecnica di misurazione che permette di avere una stima della schiavitù moderna a livello nazionale.

Anche se vanta la più bassa incidenza di schiavitù nel mondo, l’Europa rimane una destinazione e, in misura minore, una regione di origine per lo sfruttamento di uomini, donne e bambini in lavori forzati e sfruttamento sessuale a fini commerciali. Secondo i più recenti riscontri Eurostat, i cittadini dell’Unione Europea (UE) rappresentano il 65% delle vittime identificate del traffico di esseri umani in Europa. Questi soggetti provengono in gran parte dall’Europa dell’Est, principalmente da Romania, Bulgaria, Lituania e Slovacchia. Le vittime del traffico di esseri umani non residenti nella UE provengono prevalentemente da Nigeria, Cina e Brasile. Il recente afflusso di rifugiati ha messo a dura prova le misure di protezione europee, creando scappatoie facilmente sfruttate dalle reti criminali europee. Si stima che almeno 10 mila bambini registrati come rifugiati sono ora dispersi, con 5 mila dispersi in Italia e mille in Svezia. Anche se non tutti questi bambini sono stati vittima del traffico di esseri umani, l’Europol avverte che le bande mirano a questi bambini a scopo di sfruttamento sessuale, schiavitù e lavoro forzato in agricoltura o in fabbrica. (AGI)

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