10 Aprile 2016

La legge sulle lobby da un anno e mezzo in Parlamento. Quale la situazione?

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E’ ferma da tempo al Senato (nonostante l’indicazione della commissione di inserirla all’odg) la discussione su otto proposte di legge che introducono una regolamentazione delle lobby, mentre fa discutere l’indagine sul petrolio lucano che prevede, tra l’altro, l’accusa di “traffico di influenze illecite” per il compagno dell’ex ministra Federica Guidi, Gianluca Gemelli. (Ecco i testi a confronto nel dossier del Senato).

(infosannio.wordpress.com)

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La legge sulle lobby da un anno e mezzo in Parlamento. Quale la situazione? La prima proposta di legge in materia è stata depositata il 28 marzo del 2013 ed è stata presentata dal Pdl. Gli altri sette disegni di legge depositati a poca distanza di tempo provengono da diversi gruppi parlamentari: quattro sono del Pd, una del Movimento cinque stelle, un’altra del Pdl e una dei socialisti.

L’avvio dell’esame dei testi c’è stato l’11 settembre 2014 e, dopo un ciclo di audizioni, ha subito vari stop and go. A fine novembre 2015 i componenti della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama hanno convenuto sulla necessità di riprendere in mano l’esame del testo che è però rimasto fermo anche perchè l’organismo parlamentare è stato impegnato sul dossier delle riforme istituzionali.

Intanto, però, è in arrivo a Montecitorio un registro delle lobby. La proposta è al vaglio dell’ufficio di presidenza della Camera ed entro l’8 aprile i gruppi devono presentare gli emendamenti. Il testo definisce come attività di relazione istituzionale “ogni attività  svolta da persone, associazioni, enti e società attraverso proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale e scritta anche per via elettronica intesa a perseguire interessi leciti propri o di terzi nei confronti dei membri della Camera dei deputati”.

Per iscriversi i lobbisti non dovranno aver subito condanne definitive per reati contro la pubblica fede o il patrimonio nell’ultimo decennio. Gli iscritti al registro dovranno quindi presentare alla Camera due volte all’anno una relazione della loro attività svolta, pubblicata sul sito della Camera, che dia conto “dei contatti effettivamente posti in essere, degli obiettivi conseguiti, dei mezzi impiegati e delle spese sostenute”. Le sanzioni dovranno essere stabilite dall’Ufficio di presidenza. (ANSA)

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