Due terzi dei detenuti in Italia hanno almeno una malattia. Una percentuale incredibile sulla quale bisogna assolutamente riflettere per comprendere le condizioni delle carceri italiane. E’ quanto è emerso durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria (Simsp) per la tutela delle condizioni di salute dei detenuti italiani che si è tenuto a Cagliari, dal 3 al 5 giugno scorsi.

(vocidibrescia.corriere.it)
Due terzi dei detenuti hanno almeno una malattia. Le più comuni patologie sono quelle infettive, che colpiscono il48% di loro. Seguite da disturbi psichiatrici (32%), malattie muscolo- scheletriche (17%), malattie cardiovascolari (16%), metaboliche (11%) e dermatologiche (10%). L’unicabuona notizia è che il numero dei detenuti affetti da Hiv è in diminuzione. Inoltre, oltre l’80% della popolazione carceraria sieropositivo è sotto trattamento antivirale con buona efficacia. Oltre il 73% dei detenuti trattati, infatti, ha dimostrato una carica virale sotto le 50 copie: un ottimo risultato soprattutto considerando l’ambiente in cui vivono.
“Urgente necessità d’interventi legislativi a tutela della dignità di persone e del rispetto dei diritti umani”. Cifre che, per Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti “fanno emergere ancora una volta l’urgente necessità d’interventi legislativi a tutela della dignità di persone e del rispetto dei diritti umani, quale quello alla salute sancito dalla Nostra Costituzione, ciò indipendentemente dal fatto che spesso chi si trova in carcere è in attesa di giudizio”. (ADNKRONOS)
Per approfondire:
– Allarme droga nelle carceri italiane: il 60% dei detenuti ne fa uso
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