19 Dicembre 2014

Ferrovia: peggiora il traffico sui treni regionali, 90 mila pendolari in meno al giorno. Crescita per Frecciarossa e Italo

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Un’Italia a due velocità: quella di Frecciarossa e Italo in crescita e quella di Intercity e treni regionali con tagli e passeggeri in calo: -90mila ogni giorno.Sono questi in sintesi i dati di Pendolaria 2014, il dossier di Legambiente che traccia un quadro preciso sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia e presenta le sue proposte. Premiate la Regione Toscana, la Regione Puglia e la Provincia di Bolzano.

(bergamo.corriere.it)

Un treno regionale sulla linea Bergamo-Milano (bergamo.corriere.it)

Le due velocità dell’Italia su binario: Frecciarossa ed Italo contro Intercity e regionali. Sul versante “alta velocità”, il rapporto evidenzia che tra Roma e Milano l’aumento dell’offerta in 7 anni è stato pari al 450%, e anche nel 2014 crescono dell’8% i passeggeri. Sui treni regionali, invece, si viaggia troppo spesso tra tagli (-21% in Abruzzo e -16% in Calabria), ritardi e disservizi, e sono oltre 1.189 i km di rete ferroviaria “storica” ormai chiusi.

La situazione cambia di regione in regione. In Campania dal 2010 ad oggi sono stati effettuati tagli complessivi del 19% al servizio con punte di -50% su alcune linee. La conseguenza è che ci sono 150 mila persone in meno sui treni campani. In Piemonte, invece, i tagli al servizio pari a -7,5% dei treni km e la cancellazione di ben 14 linee hanno portato a far scendere i viaggiatori da 236mila al giorno nel 2012 ai 203mila attuali. Eppure se si potenziasse e migliorasse il servizio, i viaggiatori aumenterebbero.

I premi di Pendolaria 2014. Il fatto che se i servizi migliorassero, aumenterebbero i clienti è dimostrato dalla novità di quest’anno con i premi di Pendolaria 2014 assegnati a tre Regioni. La Regione Toscana è stata premiata per la riapertura della linea Cecina-Saline di Volterra. La Regione Puglia per il progetto integrato per l’area metropolitana di Bari, con un grande successo in particolare della linea Bari-Aeroporto. La Provincia di Bolzano per il recupero delle linee della Val Venosta e della Val Pusteria, dove gli investimenti in materiale rotabile e nelle stazioni hanno portato a quasi triplicare i passeggeri, passati da 11mila nel 2011 a 29.300.

Per il miglioramento del servizio il Governo deve puntare a scelte coraggiose per la mobilità urbana. Per l’associazione ambientalista per migliorare concretamente il servizio ferroviario è indispensabile da parte di Governo e Regioni un cambio di politica e scelte coraggiose in termini di mobilità urbana, a partire dallo stanziamento di maggiori risorse per arrivare a 5milioni di cittadini trasportati ogni giorno nel 2020 e portare il trasporto ferroviario finalmente su standard europei.

(fsnews.it)

(fsnews.it)

Le differenze sono ben visibili usando come paragone le due direttrici principali ad Alta Velocità. Ogni giorno da Roma verso Milano e Venezia partono 100 treni tra Frecciarossa, Frecciargento e Italo, erano 29 fino al 2010, con un aumento dell’offerta pari al 290%. Sugli Intercity al contrario i tagli dei collegamenti tra il 2010 e il 2013 sono stati del 23%. A Genova i treni che attraversano la città da Voltri a Nervi sono passati da 51 a 35, tra il 2007 ed il 2014, su una linea percorsa ogni giorno da 25mila pendolari. Un drammatico -31%. A Roma, sulla linea Fiumicino Aeroporto-Fara Sabina, i 75.000 pendolari che ogni giorno si muovono su quella tratta hanno visto cancellare nel 2012 addirittura 3 treni, quando la linea è progettata per “contenere” 50mila viaggiatori al giorno.

I dati di Legambiente sui pendolari italiani. I dati raccolti da Legambiente attraverso un questionario inviato alle Regioni raccontano che ogni giorno sono 2milioni e 768mila i passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale. Tra il 2009 e il 2012 mentre i passeggeri aumentavano del 17% le risorse statali per il trasporto regionale su gomma e ferro veniva ridotto del 25%. E’ questa una delle ragioni che ha portato alla diminuzione del numero dei pendolari nel corso dell’ultimo biennio. Oltre a Campania e Piemonte, il numero dei pendolari è sceso ad esempio anche in Liguria e Abruzzo dove nel solo ultimo anno si è passati rispettivamente da 105mila a 94mila viaggiatori al giorno e da 23.500 a circa 19.500.

Tagli a fondi e personale, aumento dei costi di biglietto e abbonamento, con chiusure di alcune linee. Accanto alla questione dei tagli, c’è da sottolineare anche l’aumento del costo di biglietti e abbonamenti e la chiusura di diverse linee ferroviarie come la Piacenza-Cremona. Nel 2014 l’aumento più consistente dei biglietti ha riguardato la Calabria con un +20% a fronte di un servizio sempre più carente sia in qualità sia in quantità dei treni circolanti. Altri aumenti anche in Piemonte del 47%, in Abruzzo del 25%, in Toscana per oltre il 21% (ma con tariffe scontate per i redditi bassi), nel Lazio del 15% e con un servizio inadeguato alla grande richiesta presente in questa Regione, ed in Liguria dove gli aumenti che si sono susseguiti hanno portato ad un +41% rispetto al 2010. Ed ancora nel corso del periodo 2010-2014 altri aumenti si sono registrati anche in Umbria (+25%), Campania (+23,7%) ed in Lombardia (+23,4%), dove però non sono stati tagliati i servizi. Se nel 2009 il totale dei fondi disponibili per i trasporti su gomma e su ferro corrispondeva a circa 6,1 miliardi di euro; nel 2014, dopo un ennesimo taglio operato dal governo Renzi nei trasferimenti alle Regioni, questa voce vale poco più di 4,8 miliardi. Per il necessario funzionamento dei trasporti pubblici, o meglio per garantire i servizi di base, sarebbero invece necessari almeno 6,5 miliardi di euro, dunque mancano almeno il 25% delle risorse.

In quasi tutte le regioni la spesa è del tutto inadeguata. Le situazioni più gravi sono quelle di Sicilia, Piemonte, Puglia e Veneto dove i pendolari sono centinaia di migliaia e non si arriva neanche allo 0,1% della spesa rispetto al bilancio. Particolarmente grave è il dato del Lazio, seconda Regione per numero di pendolari in Italia, con lo 0,11%. Una nota positiva arriva, invece, dalla Campania che, dopo anni di totale inadeguatezza rispetto alle necessità dei pendolari, torna almeno ad investire lo 0,34%.

Per questo Legambiente chiede al governo di definire una nuova politica per il trasporto ferroviario e di fermare i tagli indiscriminati; mentre alle Regioni chiede di investire in questo servizio attraverso maggiori risorse. L’obiettivo dovrebbe essere quantomeno quello di raggiungere una spesa pari al 5% del bilancio regionale, per aumentare servizi aggiuntivi (treni in circolazione per più tempo) e per il materiale rotabile (treni nuovi o riqualificati). (ADNKRONOS)

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