18 Ottobre 2014

Italia, cresce la “moda” dell’apericena. Il 71% dei giovani è contagiato da cocktail e “stuzzichini”

Il famoso rito dell’aperitivo, che ha preso piede parecchi anni fa nel Nord Italia e che si è poi diffuso un po’ ovunque nel Paese, non piace più solo ai giovani ma ha contagiato diverse categorie sociali e fasce di età. Complice anche la crisi, con la necessità di contenere le spese, oggi a fare l’aperitivo mangiando stuzzichini, la cosiddetta “apericena”, sono 25,7 milioni di italiani (51,8%) di cui 3,6 milioni regolarmente (7,4%) e 22 milioni di tanto in tanto (44,4%). Per la nutrizionista Pamela Ciampolillo “l’apericena, specie se consumato una volta a settimana, non solo fa ingrassare, ma è anche dannoso per il cuore.”

(teladoiofirenze.it)

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Il 71% dei giovani nel weekend fanno “apericena”. Quasi tre giovani under 35 anni su quattro (71%) soprattutto nel fine settimana partecipano al rito dell’apericena. E’ quanto emerge dall’anteprima del rapporto Coldiretti/Censis sul tema “Gli effetti della crisi: spendo meno, mangio meglio”, illustrata dal presidente del Censis Giuseppe De Rita e dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo al Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, organizzato a Cernobbio da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti. “C’è una crescente relazionalità – sottolineano Coldiretti/Censis – intorno al cibo che ha fatto nascere ed affermare in pochissimo tempo un momento di aggregazione con connotati innovativi che, sotto la spinta della crisi, interessa ora complessivamente 7,9 milioni di giovani e tra questi ben 1,5 milioni regolarmente”.

L’apericena, con buffet ricco e prezzi più economici, “peggio” delle cene: attenti alle calorie. Rinunciare al pasto a casa, sostengono in molti, è un’occasione per socializzare e mangiare meno. Niente di più sbagliato. Secondo la nutrizionista Pamela Ciampolillo, contattata da Agi, infatti “spiluccare riduce la percezione della quantità di cibo, ma si finisce per introdurre più calorie di quante se ne assumono in una cena normale”. Non solo, ma l’apericena, specie se consumato una volta a settimana, non solo fa ingrassare, ma è anche dannoso per il cuore. “In genere durante questi incontri si abbinano alcolici o superalcolici a “sfizi”: rustici, pizzette, tramezzini e altre leccornie. Cibi, dunque, ricchi di grassi saturi, di origine animale e tra i più nocivi per l’apparato cardio-circolatorio ” spiega ancora Ciampolillo. “L’alcol abbinato a questo tipo di cibi ricchi di grassi e zuccheri aumenta l’assorbimento di zuccheri semplici. Un connubio poco felice”. A stomaco vuoto, inoltre, gli alcolici vengono assorbiti molto più velocemente, e “parliamo di 200-300 calorie per ogni cocktail. Calorie “a vuoto” che non verranno quindi sfruttate per produrre energia”. E se proprio non si vuole rinunciare all’apericena, meglio allora ridurlo a una volta al mese e scegliere “verdure grigliate, spiedini di frutta, succhi, una manciatina di frutta secca”.  (AGI)

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