14 Ottobre 2014

Luino, la Guardia di Finanza smaschera 18 “falsi invalidi” frontalieri. Un danno allo Stato per oltre mezzo milione di euro

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“EFFATA”, è il nome dell’operazione della Compagnia della Guardia di Finanza di Luino, conclusasi questa mattina dopo oltre un anno di lavoro. L’articolata attività d’indagine, in materia di spesa pubblica, ha permesso di smascherare ben 18 falsi invalidi (totali e parziali) che lavoravano in Svizzera come frontalieri. Le loro mansioni erano eterogenee: idraulico, muratore, piastrellista ed anche alcune collaboratrici domestiche. Segnalati anche tre medici per falso ideologico e falsa perizia. Il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, ha ribadito la soddisfazione per il continuo monitoraggio effettuato dalle forze dell’ordine: “Questo problema dei falsi invalidi è stato oggetto di discussione anche in consiglio comunale, con la mozione presentata dal consigliere Davide Cataldo.”

Il valico italo-svizzero di Fornasetta

Il valico italo-svizzero di Fornasetta

L’operazione “EFFATA” che ha svelato ben 18 falsi invalidi. L’operazione è iniziata nella primavera del 2013 con l’acquisizione delle liste complete dei ciechi civili e dei beneficiari di invalidità civile totale e parziale. Da qui è partita l’attività di intelligence, posta in essere dalle Fiamme Gialle nei confronti di tali persone, concretizzatasi anche con alcuni controlli doganali presso i valichi di confine che caratterizzano la zona: sono stati osservati i movimenti giornalieri dei soggetti, con relativi pedinamenti. Questi hanno permesso di individuare due falsi ciechi, un falso invalido al 100% nonché 15 invalidi parziali che hanno indebitamente beneficiato di assegno mensile di invalidità, in quanto non affetti da patologie invalidanti ovvero omettendo di comunicare lo svolgimento di attività prestate all’estero. L’incrocio e l’analisi dei dati hanno accertato che i soggetti individuati erano tutti titolari del permesso di lavoro per frontalieri ed erano regolarmente assunti come dipendenti presso imprese della vicina Svizzera. Le mansioni che coprivano “oltre confine”, nonostante per lo stato italiano fossero formalmente considerati invalidi, erano disparate: tra questi, infatti, c’era chi faceva l’idraulico, chi il muratore, chi il piastrellista ed anche chi era impiegata come collaboratrice domestica.

La truffa è costata allo stato italiano oltre mezzo milione di euro. L’operazione ha portato al recupero di oltre 500 mila euro di denaro pubblico e sono stati sottoposti a sequestro 66 mila euro circa, che erano stati depositati sui conti correnti ed altri titoli degli indagati. In aggiunta a questo, sono state bloccate le erogazioni legate alle invalidità da parte dell’I.N.P.S.. Tutte le persone coinvolte sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 C.P.) ed indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato (art. 316ter C.P.) ed altre fattispecie di reato. Infine, tre sono i professionisti medici, che sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Varese per falso ideologico e falsa perizia in quanto avrebbero diagnosticato gli stati invalidanti poi risultati non veritieri.

L’operazione “EFFATA” fa seguito a quella ultimata nel mese di Luglio del corrente anno dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Gaggiolo e denominata “Operazione Lazzaro”, che ha portato alla segnalazione di 11 “falsi invalidi” e alla denuncia a piede libero di 13 medici compiacenti.

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