30 Luglio 2014

Europa, cresce la paura per il contagio del virus Ebola. In Gran Bretagna test per due persone arrivate dall’Africa

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Cresce la paura del virus Ebola anche in Europa, mentre in Africa occidentale ha già ucciso più di 670 persone. Due persone in Gran Bretagna sono andate in ospedale con il timore di avere i sintomi del virus.Un uomo ha effettuato i test a Birmingham, l’altra persona in una struttura non precisata del Paese. Nel primo caso, riporta il “Telegraph”, il soggetto aveva viaggiato dal Benin in Nigeria e poi via Parigi era giunto nel Regno Unito. In Liberia intanto hanno sospeso tutte le partite di calcio. La Ue stanzia altri due milioni di euro, per un totale di 3,9, per contrastare il contagio tra la popolazione. Non c’è praticamente nessun rischio, invece, che qualche persona che abbia contratto il virus Ebola in Africa arrivi in Italia, a spiegarlo è stato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

(nbcnews.com)

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La minaccia Ebola in Gran Bretagna. Il governo ha deciso una stretta sui controlli alle frontiere perché l’Ebola è “potenzialmente una grave minaccia per la Gran Bretagna” e i medici britannici “sono stati allertati per identificare i sintomi della malattia”, avvertono gli esperti. Un decisione arrivata dopo il contagio di due cittadini americani colpiti dal virus in Liberia. Il virus dell’ebola così “è una minaccia per il Regno Unito”: a dirlo è stato il ministro degli esteri britannico Philip Hammond alla Bbc, annunciando che nelle prossime ore l’esecutivo di David Cameron terrà un Cobra meeting, riunioni interministeriali in caso di questioni di urgente priorità, proprio sulla minaccia globale che, nelle ultime ore, viene sempre più prospettata.

La paura del virus Ebola in Gran Bretagna. Il Dipartimento per la Salute inglese ha confermato l’episodio di Birmingham: “Siamo ben preparati a identificare il virus, anche se fino a oggi non c’è mai stato un caso di Ebola nel Paese”. Intanto i tabloid, Daily Mail in testa, riportano proprio come ieri un uomo, arrivato all’aeroporto di Birmingham e proveniente dalla Nigeria via Parigi, sia stato sottoposto ai test nell’ospedale della città inglese, in quanto presentava alcuni sintomi riconducibili alla pericolosa malattia, tutte analisi comunque poi risultate negative. Nel mentre, n Regno Unito, paese che ha molti legami con l’Africa occidentale, soprattutto con la Nigeria dove già è stato registrato un primo caso di Ebola, un’agenzia del ministero della Salute ha già diramato un’allerta nazionale per tutti i medici del paese, nel timore che il virus, letale anche fino al 90% dei casi, possa arrivare e diffondersi. Al momento, però, nessun britannico all’estero è risultato infetto, il Foreign Office ha comunque annunciato un monitoraggio dei cittadini del Regno Unito residenti in Africa occidentale.

I fondi Ue destinati a contrastare l’Ebola in Africa occidentale. Dal canto suo la Commissione europea stanzia altri 2 milioni di euro per combattere l’epidemia di Ebola in Africa occidentale. I nuovi fondi portano gli aiuti complessivi della Ue a 3,9 milioni. I fondi saranno destinati alle misure per contenere la diffusione dell’epidemia e a fornire assistenza sanitaria immediata alle popolazioni colpite. Il commissario Ue alla Cooperazione internazionale, Kristalina Georgieva, ha spiegato che “il livello di diffusione della malattia è estremamente preoccupante e dobbiamo aumentare i nostri sforzi per evitare nuove perdite di vite umane”.

Il caso di morte del medico in Sierra Leone. Non ce l’ha fatta, invece, Sheik Umar Khan a vincere la sua personale battaglia contro l’Ebola. Il medico, che dirigeva il centro clinico per le cure contro la devastante malattia a Kenema nella Sierra Leone, è morto ieri a causa della febbre emorragica provocata dal virus. Il medico, riporta il quotidiano locale “SierraExpressMedia”, era stato ricoverato in un centro di Medici Senza Frontiere dopo essere stato contagiato la scorsa settimana e da allora ha lottato tra la vita e la morte.

La Liberia ha sospeso tutte le partite di calcio per limitare i rischi di contagio da virus Ebola, che nel Paese ha già colpito 249 persone uccidendone 129. Lo ha annunciato, riporta il sito della Bbc, la Federcalcio liberiana. “Abbiamo preso la decisione – scrive la federazione in un comunicato – perchè il calcio è uno sport di contatto, e c’è un rischio di infezione”. La Liberia è il terzo Paese colpito dal virus dopo Guinea e Sierra Leone, e ha recentemente “esportato” un caso anche in Nigeria. I punti di ingresso nel Paese sono stati quasi tutti chiusi la sorveglianza è stata aumentata nei pochi punti rimasti aperti, come i principali aeroporti. Sono 1201 i casi di Ebola confermati fino a questo momento in Africa, con 672 morti, secondo il conteggio dell’ultimo bollettino dell’Oms, pubblicato il 27 luglio.

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