Ciao a tutti, cari samuelpiensi. Dopo un’attesa di ripensamenti riguardanti la mia rubrica (pensavo addirittura di crearne una tutta nuova, lo ammetto), sono tornato nei miei ranghi e ho deciso di sorprendervi.
Preparatevi ad assaporare un’avventura piuttosto deliziosa, perché oggi narrerò la storia non di una pizzeria qualunque, bensì di un vero e proprio progetto di inclusione nato dall’estro di Nico Acampora, padre di un figlio autistico.
È successo che Nico ha scoperto suo figlio fare una pizza, così è nata l’idea di PizzAut, oggi una realtà ben consolidata in tutto il territorio nazionale, con due sedi principali. Una a Monza e l’altra a Cassina de’ Pecchi, nel Milanese. Insomma, devo proprio constatare che il lavoro fatto da Nico nel promuovere l’inclusione delle persone affette da autismo come me è veramente lodevole. Ma ora parliamo della mia esperienza personale.
Già da tempo chiedevo di PizzAut e desideravo di metterci piede, conscio dell’ambiente rassicurante e, ovviamente, della superba pizza. Mi è stato raccontato che Nico, il fondatore dell’azienda, era una persona formidabile che, però, è sempre indaffaratissima e viaggia molto, anche all’estero (beh, è pur sempre un vip, no?).
Tuttavia, la fortuna di incontrare Nico di persona l’ho avuta proprio a Roma, vicino a Castel Sant’Angelo, durante il Giubileo della Disabilità. È stata allestita persino una sfilata di moda organizzata dall’associazione Modelli Si Nasce, un progetto che promuove l’inclusione delle persone con autismo attraverso la moda e i servizi pubblicitari (anch’io ho fatto il modello). Ebbene, c’era un PizzAutobus nei paraggi che io ho notato subito. Mi sono avvicinato e sono stato accolto con estrema ospitalità da Nico e dai suoi amici, i quali si sono offerti di farsi una foto con me. Ho preso, immancabilmente, il libro.
Sono stato anche al PizzAut di Monza con i miei, dove ho ordinato la Superbimbi, una pizza con wurstel e patatine. Era buonissima, per carità, ma mi ha riempito, complici anche le bruschette altrettanto sublimi.
La mia esperienza lavorativa a PizzAut
Conclusa la mia rocambolesca esperienza con la pulizia dei computer all’Abad di Inarzo, che si dovrebbe trasferire in questi giorni a Buguggiate, il Cfpil di Varese mi ha proposto una prova lavorativa PizzAut, che io con grandissimo entusiasmo ho accettato. Sapevo che, finalmente, avrei avuto la possibilità di conoscere meglio quell’ambiente che già in parte avevo assaporato.
Il tutto è iniziato con un corso HACCP, essenziale per la mia formazione, secondo cui bisogna prestare attenzione ad ogni possibile pericolo alimentare. L’altro pezzo forte dell’impresa è il servizio a tavolo del settore culinario del CFP di Varese, che è stato un successone (tutti ci siamo mangiati le pizze con gusto). Abbiamo pure superato gli esami scritti a pieni voti.
Poi è arrivato il giorno fatidico: un PizzAutobus è arrivato al CFPIL in tutta la sua maestosità. Io ne sono stato particolarmente estasiato, tanto da salirvi per primo e rimboccarmi le maniche. Le pizze che servivamo tutti noi hanno fatto ancora colpo nei palati del CFPIL. E, infine, sabato 4 ottobre, il food truck si è ripresentato. Il background dell’episodio, questa volta, è stato piazza Montegrappa. C’era un’enorme coda ansiosa di assaporare le gustose pizze Aut. Ho pure io fatto la mia parte, soddisfacendo tutti quanti.
Dopo il gran lavoro, mi sono portato a casa l’iconico grembiule e tre pizze Margherita con due Coca cola annesse. E’ stata una giornata emozionante e sono tornato a casa con memorie preziose. Detto questo, vi saluto, e ci sentiamo la prossima volta. PizzAut, troppo buona, ta ta ta ra ta!
